Forze angeliche e demoniache nei racconti popolari

Angeli e demoni, fate e streghe, folletti buoni e dispettosi satiri hanno da sempre popolato le numerose storie e le accese fantasie del popolo più umile. Innumerevoli generazioni di pastori e poveri abitanti di sobborghi si sono avvicendate attorno ad un fuoco acceso in mezzo ad una radura o vicino ad un camino scoppiettante per ascoltare, in buona compagnia, appassionanti racconti su personaggi mitologici e senza tempo.

Tra superstizione e ingenua credulità il più delle volte i personaggi di fantasia, tramandati attraverso le narrazioni orali, sono stati reputati realmente esistenti e in loro onore sono stati allestiti banchetti d’omaggio ma anche riti propiziatori.

Significativo per il popolo è il fatto che in tutte le religioni si possa riscontrare la contrapposizione tra schiere angeliche e demoniache, laddove le prime rappresentano le forze del bene e le seconde quelle del male. Sia nell’Ebraismo che nel Cristianesimo tale dicotomia trova una specifica connotazione nei sostenitori di Dio per quanto riguarda gli angeli e dei servitori di Satana per quanto concerne i diavoli. Non è da meno l’Islam per il quale il corrispettivo del tentatore ebraico-cristiano prende il nome di Iblis.

Diretta conseguenza di questa visione sono state le storie intessute dai credenti su personaggi caratterizzati da rimandi ben precisi agli uni e agli altri. La Divina Commedia è emblematica in tal senso: Dante infatti, nel disseminare i suoi tre regni di presenze celestiali o infernali, si fece portavoce di un’intera tradizione narrativa popolare. Demoni descritti con corna e forconi, proprio come – sempre nel Medioevo – venivano rappresentati negli affreschi delle chiese. Gli angeli dal volto luminosissimo ed evanescente, non sono poi troppo lontani nell’aspetto dalle ninfe delle narrazioni classiche.

Fanciulle dalle fattezze paradisiache rapite da orchi dallo sguardo indemoniato, innocenti adolescenti alle prese con incantesimi di maghi e pozioni di vecchie megere, anziani canuti dispensatori di filtri contro terribili draghi: tutto si muove attorno all’eterna lotta tra il bene e il male. Il popolo ha sempre avuto la tendenza alla banalizzazione di ogni meccanismo sociale e culturale, inquadrando ogni sfaccettatura del reale all’interno dello schema che oppone i buoni ai cattivi. I racconti popolari, d’altronde, non avrebbero potuto prescindere da una visione così universalmente condivisa del mondo.  Non deve dunque stupire che gli angeli e i demoni nelle loro infinite rappresentazioni e diverse connotazioni siano da sempre il lievito della fantasia di cantori da feste in piazza e narratori da camino acceso.

Antonella Fortunato

 

@copyright foto copertina:

https://www.tourinrome.com/it/tour-angeli-e-demoni/

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