INTERVISTA AI FRATELLI PERCIACCANTE, PRODUTTORI DI RISO FRA I MIGLIORI 15 IN ITALIA.

Attivamente impegnati in agricoltura, i fratelli Eugenio, Elio e Matteo Perciaccante sono tre giovani calabresi, testimoni concreti di resilienza, coraggio, caparbia e capacità imprenditoriali del Sud Italia. Da generazioni, si dedicano con cura alla coltivazione del cereale per eccellenza, che gli è valsa l’annoverazione prestigiosa tra le quindici storiche famiglie del riso italiano. Metis Magazine li ha intervistati per voi.

Dovendolo spiegare ad un bambino, come nasce questo prezioso alimento?

Il riso è un cereale come tutti gli altri, con la differenza che cresce sommerso dall’acqua. Viene seminato in acqua tra il mese di maggio ed il mese di giugno. Dopo circa 120/150 giorni viene mietuto ed essiccato per poi essere lavorato ed arrivare ambrato e ricco di sapori nei nostri piatti.

Tre fratelli che hanno scelto di rilanciare un’attività familiare e affrontare una sfida comune: produrre riso e farlo nel migliore dei modi.

La nostra famiglia, ormai arrivata alla settima generazione, si è sempre occupata di agricoltura in tutti i rami: dall’allevamento di animali da carne, all’incremento delle razze equine, alla coltivazione di frutteti ed anche al riso. Nostro padre Pietro ha iniziato la coltivazione del riso nel 1984, in terreni salmastri che erano considerati di scarsa qualità perchè poco generosi per le colture tipiche del nostro areale. In realtà, questi nostri terreni danno al chicco una consistenza ed una sapidità unica nel suo genere che ci ha sempre contraddistinto.Il ricambio generazionale è avvenuto per gradi, con nostro padre che ha lasciato sempre più spazio a noi figli ed è ad oggi il supervisore di tutte le attività aziendali. La nostra attenzione al riso deriva dalla convinzione che, chiudendo la filiera, si fuoriesca dalle fluttuazioni del mercato del riso grezzo, in modo da dare una maggiore stabilità e redditività.

Come riuscite a coniugare tradizione e innovazione?

L’agricoltura non è mai cambiata da quando l’uomo è apparso sulla terra. Sono cambiati i metodi con cui si lavora il terreno, ma comunque si rispettano sempre i cicli naturali. Noi, nella nostra azienda, cerchiamo di tendere il più possibile verso un regime di salvaguardia dell’ambiente, aderendo al regime della difesa integrata e diminuendo al minimo l’utilizzo di concimi chimici mediante l’utilizzo di reflui zootecnici. Bisogna conservare la tradizione del nostro riso meno bianco rispetto ai risi tradizionali, dato da una lavorazione più “delicata”, e sfruttare l’innovazione di nuovi macchinari come le guide satellitari per evitare lo spreco di sementi e concimi.

Il vostro “Riso Masseria Fornara” ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Quanti tipi ne producete e quali sono le caratteristiche che lo differenziano dagli altri?

Noi produciamo diversi tipi di riso: il carnaroli, l’integrale, l’aromatico, il nero, l’arborio, l’originario e tra qualche mese anche le gallette di riso. La differenza, come dicevo un attimo fa, deriva dalla lavorazione più delicata che mira a non “strapazzare” il chicco, in modo da avere meno microfessurazione, che porta il riso a scuocere, e più sapidità, conservando un colore ambrato.

Per ogni ettaro di risaia occorrono in media dai 3.000 ai 5.000 metri cubi d’acqua: quanto stanno influendo i cambiamenti climatici sul normale e regolare approvvigionamento?

Per fortuna non ne consumiamo una quantità così elevata. Il riso utilizza poco meno della metà dell’acqua indicata. La penuria idrica, come quella avuta quest’estate, viene combattuta in azienda da noi, riutilizzando – tramite canali – l’acqua usata in altre risaie. Mi spiego: l’acqua passa da una risaia ad un’altra mediante dei canali da noi realizzati, in modo da non disperdersi. Con un singolo punto acqua noi riusciamo a sommergere anche fino a 25 ettari, mediante il più classico principio dei vasi comunicanti.

Quali difficoltà incontra un’azienda come la vostra sul mercato e quali le soluzioni auspicabili?

Le difficoltà che incontra la nostra azienda sono le stesse che incontrano centinaia di altre aziende. L’unico modo, a nostro avviso, di superarle è quello di puntare alla massima qualità: solo creando un prodotto di alto livello ci si assicura la fedeltà del cliente, che difficilmente lo sostituirà sulla propria tavola.

Una scelta precisa per il proprio brand aziendale. Sulle confezioni del riso Masseria Fornara appare un toro retrospiciente. Che significato ha?

È uno dei simboli dell’antica Sibari, emblema di tenacia e determinazione. Il Toro Retrospiciente, così come raffigurato, trae forza dal passato per dirigersi con caparbietà e fiducia verso il futuro. Il nostro legame all’antica città magno-greca che ha dato il nome alla nostra Piana è indissolubile. Tendere alla grandezza che ha raggiunto Sybaris è per noi già fonte inesauribile di gratificazione.

Il 3 Novembre scorso si è tenuto un evento importante proprio sul riso.

Si, il 3 Novembre, nel museo archeologico di Sibari si è tenuto un evento sul riso in cui, alla presenza di Paolo De Castro, si è discusso dello stato di questo cereale nella nostra zona. Quattro chef calabresi hanno dato prova delle loro abilità preparando delle ricette a base di riso e di prodotti calabresi. Un momento molto importante per il mondo agricolo dell’Alto Jonio cosentino, che può rappresentare un trampolino di lancio per il riso della Piana di Sibari.

Diamo un suggerimento ai lettori: dov’è possibile acquistare il vostro riso?

Al Sud in quasi tutte le catene di distribuzione, altrimenti operiamo spedizioni in tutta Italia. È possibile contattarci attraverso il sito web www.masseriafornara.it

Info Copyright:

http://www.yescalabria.com/it/masseria-fornara-riso-della-piana-sibari-precisa-scelta-aziendale-culturale/

https://pixabay.com/it/risaia-verde-pianta-usd-1203287/

https://www.google.it/amp/s/m.paginegialle.it/amp/riso/castrovillari/masseriafornara

http://www.ecodellojonio.it/cassano-perciaccante-riso/

https://foursquare.com/v/riso-masseria-fornara/591646ec6e465058f7ac67b2

http://rossano.weboggi.it/Attualità/168340-RISO%2C-PERCIACCANTE-TRA-LE-15-FAMIGLIE-ITALIANE–

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