SANTU DONNU: LA STORIA DEL SANTO “NON SANTO”

 

Il 13 agosto, a Nociglia, un piccolo paese della provincia di Lecce, si festeggia Santu Donnu, il santo “non santo”.

Di fatti la festa di religioso ha ben poco. Ciò che realmente si festeggia è il ritrovamento della statua di “Santo Donno”, per l’appunto, che avvenne per mano di un contadino nel 1949.

Tutt’oggi la statua è conservata all’interno del Parco dei Paduli – l’area rurale che si estende ad ovest della S.S. 275, connotata da estesi e maestosi uliveti. L’area apparteneva all’antico bosco di Belvedere, ndr.

parco dei paduli
Parco dei Paduli

Quella che oggi si “venera” e si porta nella singolare processione capitanata da un Treruote, a cui segue un corteo di biciclette, è una riproduzione della statua originale, che venne sottratta agli abitanti di Nociglia circa venti anni fa.

La riproduzione è stata possibile grazie ai numerosi reperti fotografici in possesso dei residenti.

La figura di Santu Donnu affascina, visitatori e popolazione locale, perché è una figura a ridosso tra il sacro e il profano. Viene, infatti, oggi considerato il protettore dei campi e la festa in suo onore ha sempre più connotazione rurale, certamente pagana.

Le origini della festa e della relativa venerazione, restano tuttora misteriose e si perdono nelle pieghe della cultura popolare e contadina, assumendo le caratteristiche del mito. Ciò che sembra certo è che il personaggio non sia realmente legato alla religione cattolica.

L’appellativo “Don” nasce, infatti, da una beffa nei confronti dei signorotti del paese. L’origine della leggenda è talmente controversa che si dice che ci sia una diversa versione del mito per ogni abitante del paese. Quello che è innegabile, è che questa festa ha rappresentato in antichità, e rappresenta ancora, un momento di aggregazione tra le famiglie contadine.

Oggi ad occuparsi dell’organizzazione della festa è l’associazione culturale Terrikate, che dà ha una visione di più ampio respiro creando un’occasione di riflessione sulle tematiche uomo e ambiente, senza però snaturare l’autenticità della festa popolare.

È previsto infatti l’utilizzo dei prodotti a Km0, reperiti all’interno dell’Unione dei Comuni, la riduzione dei rifiuti della serata, e la compensazione delle emissioni di CO2 prodotte dall’evento, attraverso progetti di riforestazione nel Parco dei Paduli; che vede la sua reale attuazione nell’edizione del 2012, quando è avvenuta la piantumazione di circa 150 piante di macchia mediterranea nell’area adiacente allo svolgimento della manifestazione.

La realizzazione di questi progetti è stato possibile anche grazie al supporto del Comune di Nociglia e ad un finanziamento provinciale che mira alla riqualificazione delle aree rurali.

Ciò che rende imperdibile la festa di Santu Donnu e la conoscenza del mito, è sicuramente l’autenticità della fede per il santo “non santo”, mista al sentimento popolare che caratterizza l’intero territorio salentino.

 

Copyright foto:

https://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwiZ-Y_UjOfXAhWGExoKHR5kA-gQjRwIBw&url=http%3A%2F%2Fwww.tagpress.it%2Fcultura%2Fsantu-donnu-festa-campestre-di-tradizione-popolare-20160812&psig=AOvVaw0OuW5dQ4xaze7jz6zDU2N4&ust=1512158757102706

http://www.xn--cos-8la.com/cose-il-parco-dei-paduli/2/

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