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BLACK MIRROR, LO SCHERMO NERO DELLE NOSTRE ESISTENZE. LA QUARTA STAGIONE

Ognuno di noi vive il suo stretto legame con uno schermo nero, una simbiosi che genera dipendenza, un bisogno incoercibile e spesso malsano in grado di trasformare le nostre comuni abitudini di vita fino a farle sfociare nel patologico, al punto da ritenere che rimanere improvvisamente con la batteria del cellulare a secco possa compromettere la buona riuscita di una serata, o ancora al punto di pensare che non poter disporre del nostro portatile equivalga al dover fare a meno di una parte essenziale del nostro corpo.

Quello che c’è da chiedersi è: siamo noi a controllare i dispositivi elettronici che riempiono il nostro quotidiano fino a diventare irrinunciabili o sono loro a scandire i ritmi delle nostre esistenze? E fino a che punto le tecnologie che negli ultimi vent’anni hanno fatto irruzione nelle nostre vite con ritmo frenetico hanno davvero migliorato il nostro quotidiano? Qual è lo scotto da pagare? E come interferiscono le tecnologie sul nostro carattere, sulla nostra socialità, sul nostro modo di rapportarci agli altri e sulla nostra capacità di gioire, piangere, arrabbiarci, rilassarci e provare emozioni in generale?

È di questo che racconta la serie televisiva britannica Black Mirror, nata dal genio di Charlie Brooker ed appositamente creata per Endemol; una sorta di antologia in cui ogni episodio è a se stante e per ogni storia mutano le vicende ed i protagonisti; una serie che in fondo – analizzando con disincanto l’attitudine dei media e delle maggiori innovazioni tecnologiche a monopolizzare e fagocitare le menti umane – si propone la finalità di fare un’acuta satira sociale sull’incedere di un progresso al quale ci siamo ormai assuefatti e che è in grado – sempre più – di destabilizzare i sentimenti umani.

Sono quattro le stagioni di Black Mirror fino ad ora realizzate, oltre ad un episodio speciale di Natale, con la prima serie proiettata in prima TV nel 2011 in United Kingdom e nel 2012 in Italia, ed a seguire le serie successive fino al 2017, anno giunto al capolinea con il lancio – a partire dal 29 dicembre scorso in streaming su Netflix – di una quarta stagione composta da sei episodi che, a dispetto delle aspettative entusiasmanti, in realtà si rivela deludente per il revirement del messaggio sotteso alla serie, che perde il suo appeal poiché si superano i moralismi sulla disumanizzazione di chi abusa degli strumenti informatici di più comune utilizzo e si cambia completamente rotta, arrivando a sostenere che non è la tecnologia a far male al genere umano, ma piuttosto il contrario.

È questa la tragica distopia portata in scena con la quarta stagione, forse la più tragica di tutte, perchè ritrae una società altamente indesiderabile e spaventosa, in pieno stile fantascientifico e post apocalittico.

Che si tratti di rappresentare società future in cui il potere tecnologico pretende di controllare ogni aspetto della vita umana; che si tratti di ritrarre la distruzione o la massima degradazione globale della società civile causata dalla scelleratezza dell’uomo nel suo rapportarsi agli strumenti di innovazione tecnologica e progresso; che si tratti di raffigurare società umane sull’orlo del precipizio nelle quali la fine sembra imminente; l’essenza della narrativa distopica è perfettamente integrata; e allora non vi resta che godervi la quarta serie di Black Mirror, dedicata proprio alle distopie ed alle loro dinamiche di fantascienza e distruzione apocalittica, per poter giudicare voi stessi se questa nuova stagione potrà soddisfare le aspettative dei telespettatori e dei movies & series aholic tenendoli incollati, così come le serie precedenti, allo schermo nero delle loro Tv.

@copyright foto:

https://www.wired.it/play/televisione/2017/05/23/black-mirror-quarta-stagione/

 

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