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ELEZIONI POLITICHE: IL 4 MARZO SI TORNA ALLE URNE

Il 28 Dicembre, come già annunciato in precedenza, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha sciolto la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, ponendo fine alla XVII Legislatura. Lo scioglimento è arrivato con qualche mese di anticipo rispetto alla naturale fine delle legislatura, prevista per il 15 Marzo.

A seguito dello scioglimento, sono state dunque indette le nuove elezioni, previste per il 4 Marzo, e che porranno le basi per la vita politica della Repubblica Italiana per il prossimo quinquennio. Urne a dir poco difficoltose, che arrivano in una fase di forte sfiducia verso le istituzioni. Riusciranno le forze politiche in gioco ad assicurare governi più stabili, rispetto a quanto accaduto negli ultimi cinque anni?

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Era il 24/25 Febbraio del 2013 quando ebbero luogo le precedenti elezioni, senza riuscire a donare al Paese una reale maggioranza, complice la precedente legge elettorale. A seguito della consultazione ci si ritrovò per l’appunto con una Camera dei Deputati presieduta in gran parte dal Partito Democratico, mentre non vi era una vera maggioranza al Senato della Repubblica. Per formare un governo furono quindi necessarie delle coalizioni, con la conseguente stabilità del Governo sottomessa alle buone relazioni dei vari partiti.

Gli effetti di una simile instabilità non hanno tardato a presentarsi, con una legislatura che ha fatto, in cinque anni, avvicendarsi ben tre governi. Il primo anno fu segnato dal Governo Letta, in carica dal 28 Aprile 2013 al 22 Febbraio 2014, sostituito dal governo che più ha rappresentato questa legislatura, il Governo Renzi, in carica dal 22 Febbraio 2014 al 12 Dicembre 2016. In realtà tale Governo non perse la fiducia delle assemblee legislative, ma ci furono delle dimissioni dovute al fallimento del referendum della riforma costituzionale. Ebbe così inizio la fase finale della legislatura, segnata dal Governo Gentiloni, in grado di godere di una maggioranza simile al governo precedente, grazie anche alla presenza di diversi ministri rimasti dalla compagine governativa del Governo Renzi.

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Per la consultazione si utilizzerà la nuova legge elettorale, chiamata Rosatellum Bis. Tale sistema elettorale si prefigura di tipo misto. Il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post; il 61% dei seggi (rispettivamente 386 e 193) sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato; a tale scopo sono istituiti collegi plurinominali nei quali le liste si presentano sotto forma di listini bloccati di candidati; il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è destinato al voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.

Allo stato attuale si prefigurano tre grandi forze politiche in campo: coalizione di Centro-Destra, coalizione di Centro-Sinistra e infine il Movimento 5 Stelle, mentre la sinistra di Liberi e Uguali correrà divisa dal Centro-Sinistra Guidato da PD. I sondaggi dei vari istituti italiani mostrano per ora delle proiezioni piuttosto unanimi, con il Centro-Destra in testa. Cambierà qualcosa nei prossimi mesi? Sicuramente ci attende una vera e propria battaglia elettorale. La nostra speranza? Che vinca l’offerta migliore per la Repubblica Italiana!

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