CULTURA

FASHION BLOGGER: LE SACERDOTESSE DEL WEB

I social nework sono il mezzo di comunicazione del secondo millennio ma anche una nuova fonte di lavoro per chi con  audacia impara a vendere la propria immagine, autoproclamandosi icona di stile: è il caso dei fashion blogger.

Il fashion blogger però, ad onor del vero, non è soltanto una figura professionale altamente qualificata nel dispensare consigli di moda e di vita, ma molto di più. E’ infatti paragonabile ad una sorta di Messia, sceso sulla terra per redimere i propri seguaci dalla dannazione degli stili out e dei selfies sgranati. Un guru della cucina sofisticata e della musica di tendenza. Una guida turistica sicura e più utile di Google Maps.

Sono soprattutto le donne a scegliere questo tipo di “lavoro” nonché missione d’evangelizzazione delle masse. Da vere e proprie sacerdotesse della perfezione apparente, sono sempre pronte a sacrificare la propria privaci per conquistare quanti più followers possibili. Contro qualsiasi discriminazione di razza e genere, fanno proselitismo oltre ogni confine geopolitico, collezionando profili seguaci di tutte le età e di tutti i paesi.

La giornata di una fashion blogger è lunga ed impegnativa, perché si articola su due dimensioni del reale: quella da vivere e quella da postare sui social. Per ovvie ragioni al mondo è possibile conoscere solo la seconda. Dell’esistenza della prima, invece, non si hanno certezze scientifiche né prove concrete. Motivo per il quale bisogna fermarsi ad un’analisi dei dati effettivamente recuperabili attraverso le foto e gli stati con i quali le sacerdotesse del web aggiornano quotidianamente i loro blog.

La colazione per una fashion blogger è un rituale propiziatorio per una giornata al top. Cappuccino con spolverata di cacao a forma di cuore o, in alternativa, di emoticon sorridente. Frutti di bosco disseminati in modo falsamente casuale e studiatamente simmetrico su una tovaglia bianca e immacolata. Pancake appena sfornati e incasellati gli uni sugli altri, per rimandi subliminali alla torre di Pisa. Petali di rosa o piccoli fiori di stagione dolcemente abbandonati tra il cucchiaino d’argento e la tazza di fine porcellana. Foto da scattare rigorosamente dall’alto verso il basso, attraverso la classica inquadratura aerea con la quale viene immortalato ogni pasto.

Seguono le attività della giornata: annunciate su twitter prima, documentate dalle storie di instagram in fase di svolgimento, commentate con relazioni finali su facebook poi. Il blog va immaginato come un immenso contenitore di notizie utilissime sulla vita delle sacerdotesse. Pieno di collegamenti ipertestuali che mandano il follower devoto in giro per i vari social alla ricerca affannata e insaziabile di informazioni istantanee su ogni respiro della blogger di fiducia.

I viaggi sono altro argomento topic e imprescindibile delle blogger. Diffidare da quelle che non fanno almeno una trasferta al mese, fosse anche solo sul lago di Como; purché come commento al selfie di rito ci sia una frase impegnata e a tema. Nel caso adottato come esempio il riferimento al ramo del lago in questione andrebbe più che bene.

Da vere star però devono saper mantenere anche un alone di mistero sulla propria persona. Per fare questo è necessario che abbiano cura di preservare qualche segreto indicibili dallo sguardo curioso  e attento dei seguaci. Le sacerdotesse più avvedute si riconoscono dal tipo di segreto che decidono di tenere: sono quelle che non direbbero per nessuna ragione al mondo e neppure sotto tortura la marca del mascara e, nei casi estremi, il numero del rossetto preferito. Geni del male che ammiccano quotidianamente facendo sperare nella rivelazione delle rivelazioni, per poi lasciar sfumare la suspance in un “non detto” tanto doloroso quanto sospirata era la notizia per i followers.

Per il resto sono delle vere e proprie paladine della “pubblicità a tradimento”. Inseriscono marche e marchette ovunque: nei post, nei twitt, nelle foto. Più massoniche della Disney, più strateghe dei Carbonari, più occulte della P2, le sacerdotesse del Web sanno come far arrivare ai propri seguaci messaggi subliminali forti e chiari. Se registrano un video in cui bevono un innocuo bicchiere d’acqua, in realtà stanno pubblicizzando lo smalto il cui marchio sarà sicuramente stato photoshoppato – in caratteri non visibili ad occhio nudo – sull’anello in primo piano o sulla cornice del quadro alle loro spalle. Se scattano un selfie ad occhi chiusi sul cuscino, stanno invitando a provare il nuovo eyeliner waterproof. Se vanno a fare un viaggio a Tokyo non è altro che un invito a comprare un attico in pieno centro a Milano. Tutti rinvii apparentemente insensati eppure incredibilmente efficaci! Non è un caso, d’altra parte, che le fashion blogger siano la nuova frontiera del marketing.

Antonella Fortunato

@copyright foto:

http://sweat.burnthis.com/workouts/feng-shui-your-fashion

 

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