CULTURA

THE KABUKI FIGHT – INTERVISTA AL FUMETTISTA VINCENZO “VISKA” FEDERICI

Vincenzo Federici è un autore non convenzionale e di grande talento che negli anni ha saputo regalare al fumetto italiano ed europeo delle belle perle di genere. Grazie al connubio con Valentina Pinto ai colori, ha realizzato The Kabuki Fight, sold out al Comicon di Napoli del 2017.

Ma, veniamo al punto. Immaginate che la tradizione giapponese del teatro Kabuki possa incontrare quella videoludica dei picchiaduro a scorrimento, tanto in voga negli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo. Lo avete fatto? Ora immaginate che queste due entità così distinte si possano incontrare in un’unica opera visiva e visionaria. Ecco che avrete gli ingredienti giusti per classificare la nuova opera di Vincenzo “Viska” Federici, The Kabuki Fight, edito dalla fucina di talenti Noise Press.

Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di fare due chiacchiere con lui sul suo lavoro di fumettista in Italia e all’estero.

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La tua ultima pubblicazione è avvenuta per la casa editrice emergente Noise Press, una fucina di talenti e di idee originali e innovative. Una casa editrice che ha messo sul campo una bella squadra unita e affiatata, piena di voglia di fare e farsi conoscere. Qual è il tuo ruolo e il tuo punto di vista rispetto alla Noise Press?

Ho presentato The Kabuki Fight al Napoli Comicon del 2017 e sono stato molto felice di riscontrare un’ottima risposta da parte dei lettori. Questo sicuramente ha fatto piacere a Luca Frigerio, l’editore di Noise Press. Faccio parte della squadra di una casa editrice emergente che cerca di emergere proponendo opere di qualità.

Infatti, con The Kabuki Fight, abbiamo voluto fare proprio un lavoro di qualità. Ho voluto rendere unica quest’opera, in confronto al panorama del fumetto italiano perché sviscera un po’ di generi, dal manga al fumetto europeo, cercando di proporsi come un fumetto “internazionale”.

Sembra che questo sia arrivato ai lettori. Molti sono stati i feedback positivi, mi è stato detto che il fumetto mischia un po’ di generi ma in maniera coerente quindi tutto il team, compreso l’editore, è molto contento di tutto quello che riusciamo a creare.

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Come nasce l’idea di The Kabuki Fight?

L’idea nasce molti anni fa. Sono stato sempre affascinato dal teatro Kabuki e ho pensato che sarebbe stato bello realizzare una storia che riuscisse a trasformare la tradizione del teatro Kabuki in qualcosa di diverso, un torneo di lotta. Sinceramente, tutto è venuto fuori in maniera molto naturale. Io sono un grande appassionato di videogiochi picchia duro a scorrimento anzi, più che appassionato, come dice mia moglie sono proprio malato del genere. Amo il retrogaming, i videogiochi classici in 2D, quindi ho deciso di portare in un fumetto questa mia grande passione.

Quando ho iniziato il lavoro, però, non avevo un’idea precisa poiché non avevo dei character design o dei personaggi in mente, ma solo un’idea vaga. Più tardi mi sono ritrovato ad avere nel cassetto degli studi di personaggi fatti in precedenza, per un progetto che avrei dovuto presentare in Francia ma che poi è stato annullato.

Con questi elementi sono poi riuscito a costruire la storia. Ho giocato a tanti videogame e letto tanti fumetti ispirati ad essi e quindi molti degli aspetti della storia sono andati ad incastrarsi in maniera quasi spontanea. La storia di The Kabuki Fight a mio avviso, e anche secondo i lettori, funziona proprio perché è coerente ed equilibrata. Quando si offre alla nostalgia un campo di battaglia è difficile contenere la voglia di fare e a volte si fa anche troppo. Fortunatamente, sono riuscito a rendere tutto il più equilibrato possibile. Inoltre, quello di Kabuki sarà un universo in continua evoluzione. Il primo sarà un volume auto conclusivo a cui seguiranno altri volumi. Il secondo capito, Mexico sarà presentato al Napoli Comicon di quest’anno.18361418_10213323946722327_1843522707_n

Parlando della tua carriera da fumettista precedente a The Kabuki Fight e alla Noise Press, quali sono state le esperienze che hanno contribuito alla tua formazione artistica?

Io ho iniziato con dei piccoli studi italiani dai quali sono passato a lavorare in Francia. Il mio primo progetto d’oltralpe è stata una serie in quattro volumi che raccontava la storia della marina francese. Il fumetto francese, infatti, ha un grandissimo legame con il genere storico e il mio stile di disegno andava bene per raccontare storie come questa. Contemporaneamente a questo progetto “storico” ho lavorato con Editions Soleil  sul quarto volume della serie fantascientifica dal titolo Androidi. Ho anche pubblicato altri fumetti di genere storico sempre per il mercato francese, senza tralasciare l’esperienza statunitense. Lavorare per gli editori francesi mi ha sicuramente fatto crescere come disegnatore e soprattutto mi ha permesso di evolvere il mio stile verso quello europeo, quindi molto dettagliato e con molte vignette.

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Quali sono gli artisti che hanno illuminato il tuo percorso da disegnatore e sceneggiatore di fumetti?

Uno su tutti è sicuramente Alan Davis, fumettista inglese che ha collaborato con le più grandi testate del fumetto americano Marvel. Quello che mi lega a lui è davvero un amore viscerale. A livello di costruzione della storia, invece, apprezzo moltissimo John Arcudi, sceneggiatore di The Mask, artista che riesce a inserire in una storia elementi di una improbabilità unica ma assolutamente coerenti con il genere trattato. Sinceramente, cerco di tenermi sempre al passo con i tempi e di non fossilizzarmi su un genere o un solo autore. Mi piace essere informato e leggere e disegnare. Solo così, dal confronto, può esserci la vera crescita artistica.

Se la curiosità vi ha assalito dopo questa intervista di Metis Magazine, potete acquistare The Kabuki Fight in fumetteria oppure nello store online della Noise Press a questo link.

FOTO PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTORE

 

 

 

 

 

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