ASPIRANTI PREMIER FATEVI AVANTI!

Il 4 marzo 2018 è una data importante per il nostro Paese; ognuno di noi è chiamato a decidere a chi vuole affidare il governo e il futuro della nazione per i prossimi cinque anni, o almeno così si spera.

Sarà la volta del Rosatellum bis, o anche semplicemente Rosatellum, a dettare le regole; la legge elettorale da ultimo approvata per disciplinare l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

La nuova legge sostituisce l’Italicum, il cui nome funesto quasi evoca una strage già vissuta, se non fosse per la differenza nell’ultima lettera finale; e a sua volta l’Italicum sostituiva la legge Calderoli, ancora in vigore per il Senato, ma tanto per la prima quanto per la seconda legge, le critiche sono state talmente forti che si è reso indispensabile pensare al cambiamento; senza contare che entrambe sono state tacciate di illegittimità costituzionale e portate al vaglio della Consulta.

Sta di fatto che il Rosatellum è al suo debutto, che verrà celebrato proprio il prossimo 4 marzo, e come ogni volta prima delle elezioni, si cominciano ad adombrare dubbi ed incertezze su chi votare, chi non votare e soprattutto se andare a votare, perché ormai non ci sono più quelli di sinistra che votano a sinistra e quelli di destra che votano a destra, ma si vota piuttosto in base all’umore o all’ondata di malcontento collettivo che ci fa scegliere quello che tutti crediamo di poter definire “il male minore”; e perchè – a dirla tutta – andare a votare non è più visto come un dovere civico o come il frutto di una grande conquista di civiltà, ma piuttosto come una rottura di scatole che ci rovina il week end, proprio quello in cui avevamo organizzato di andare in montagna con gli amici o a visitare una mostra alternativa in città.

Eppure qualcuno il 4 marzo a votare ci andrà, per fortuna, e per rendergli il compito un pò meno arduo (forse!), MetisMagazine ha deciso di fare una panoramica su coloro ai quali, se qualcuno avesse chiesto qualche anno fa “Cosa vuoi fare da grande?”, avrebbero risposto senza nemmeno pensarci su un attimo: “Il Premier”! E neanche a dirlo oggi corrono per la carica, in qualità di capi della forza politica cui appartengono.

Ed ecco che ve li presentiamo uno per uno, così che possiate avere un’idea di insieme…sul rischio che corriamo!

L’UOMO DI GOMMA

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Potremmo anche non dirvi di chi si tratta, perché dire uomo di gomma o dire Silvio Berlusconi in fondo è la stessa cosa; sembra quasi che gli abbiano steso un chewing-gum sulla faccia, che è letteralmente paralizzata, conferendo all’intramontabile protagonista del panorama politico italiano quell’espressione sempre felice, con il sorriso stampato, nonostante le torture subite da Ilda la rossa che a furia di fare la tosta e assumere posizioni scomode e integerrime è stata pure degradata da Procuratore Aggiunto a Sostituto Procuratore e ha dovuto lasciare l’Antimafia di Milano (dicono che sia per via dell’età, ma ci sia consentito qualche dubbio!).

Silvio è imbalsamato e non lo scuote proprio nulla, nemmeno la Veronica Lario che rivuole il suo milione e oltre al mese; nemmeno tutte quelle illazioni sconcertanti secondo cui il passaggio della presidenza del Milan al magnate Li Yonghong sarebbe stata una bieca e quanto mai abile manovra finanziaria per far girare giusto due soldi.

Ebbene, a ventiquattro anni dalla sua prima discesa in campo, il Cavaliere è ancora dei nostri e alla veneranda età di 81 anni si rivolge al popolo italiano con la sua famosa e celebre espressione: “Mi consenta”!

È a capo di uno schieramento guidato da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia; la coalizione era assolutamente necessaria, ma Berlusconi ha già detto di voler buttare a mare quanti non portino i numeri richiesti…è una questione di credibilità e che diamine!!

Ad ogni modo le tre forze politiche hanno sicuramente concrete possibilità di riuscita, potrebbero secondo i sondaggi anche superare il centrosinistra, ma in tal caso si aprirebbe un nuovo problema: Berlusconi è ineleggibile; è la legge Severino che lo dice, per via di quella condanna definitiva in Cassazione che lo ha attinto nel 2013.

È inutile, lo ha sempre detto lui che la magistratura lo perseguita, e ora ci si mette pure il legislatore; ma nonostante tutto non vuole rinunciare, in caso di buon esito delle elezioni, a scegliere il futuro premier.

FONZIE FONZARELLI, PARTE II

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Non è lui che ha sbagliato, sono gli italiani che non hanno compreso le sue buone intenzioni ed i migliori propositi di tutto il suo entourage. Ed infatti Matteo Renzi, per spiegare l’equivoco, ci riprova.

Lui vuole proprio fare il premier, è la sua massima aspirazione sin da quando era bambino.

Dopotutto le sue lacune sono perdonabili; a chi volete che importi che le richieste di asilo dei migranti sono assoggettate alle regole del Regolamento Dublino III?! Per fare il premier mica bisogna sapere come fronteggiare il problema dell’immigrazione; a quello ci pensano le Capitanerie di Porto.

E poi quante storie per questo default delle banche! Che sarà mai aver perso i risparmi accumulati con sacrificio durante tutta una vita; hanno fatto male quegli italiani a voler fare i fighi e rischiare i propri soldi per il solo gusto di sentirsi chiamare azionisti.

Renzi lo vuole gridare ai quattro venti, per il padre della sua bella e fida Maria Elena non ci sono risvolti penali per la vicenda; ma ciononostante la Boschi finisce candidata in Trentino, un posto incantato che lei ama già alla follia, il luogo migliore per trascorrere le sue vacanze…e perché no, imparare anche un pò di tedesco (ma il Trentino Alto Adige non era in Italia?).

Con le sue bugie da Pinocchio, (non ultima quella per cui oggi ha meno soldi sul suo conto corrente di quando è cominciata la sua avventura), Renzi ha perso più di qualche punto nei sondaggi, ma è troppo affamato di rivincita per fare un passo indietro.

SCOLARIZZATO NON È TUTTO

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Per fare il premier conoscere le regole grammaticali della lingua italiana non è poi così importante; sono altre le cose essenziali nella vita, per esempio l’approvazione di Beppe Grillo…e poi l’onestà.

E in fatto di onestà i cinque stelle hanno da insegnare qualcosa un pò a tutti…ma ne siamo proprio sicuri?

Vittorio Sgarbi, che è uno che di sicuro non la manda proprio a dire, ha presentato un esposto alla magistratura per richiedere una verifica sulla validità dei titoli di studio di Luigi di Maio.

Nel suo scritto Sgarbi si è espresso in questi termini: “In particolare intendo verificare se Di Maio abbia realmente svolto le scuole elementari e conseguito il diploma di scuola media. Numerosi e concordanti elementi, ormai di dominio pubblico, relativi alle sue lacune su argomenti di storia e geografia che fanno parte del bagaglio di conoscenze di uno studente di scuola media, possono, a evidenza, far ritenere che egli abbia potuto ottenere i titoli della scuola dell’obbligo in maniera fraudolenta”.

Per Sgarbi il nostro uomo è troppo ignorante per fare il premier. E per voi?!

Certo sarebbe una bella sorpresa scoprire che i titoli di studio che vanta non sono stati acquisiti regolarmente…o non sono stati acquisiti e basta. La cosa si fa interessante, staremo a vedere!

IL PATRI-OTTICO 

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Adora lanciare qua e là frasi fatte dall’alto contenuto valoriale; gli piace dire quello che la gente vuole sentirsi dire, adora gli applausi, glielo si legge dal ghigno che gli compare sotto i baffi ogni volta che parte uno scrosciante battito di mani tra la sua platea.

Non c’è modo di capire se ha ben capito lui che l’economia italiana si basa ormai prevalentemente sul lavoro degli stranieri immigrati; forse bisognerebbe dire a questo fan dell’apartheid che questa non si pratica più nemmeno in Sud Africa; e magari gli diciamo anche che non sono solo “quelli dell’Est” a rubare in casa dei lombardi con la fabbrichetta e che se fa un tour per carceri si renderà conto che la popolazione carceraria non è composta solo da neri extracomunitari, ma anche da quegli italiani ai quali, secondo la sua stramba e quanto mai anacronistica visione del mondo, dovrebbero essere garantiti più diritti e più benefici dallo Stato che ha dato loro i natali.

Che fortuna essere italiani, caro Matteo Salvini, chissà cosa direbbero di te i padri costituenti se fossero ancora vivi e capaci ancora di esercitare anche le più rudimentali funzioni dell’intelletto!

E poi, per la cronaca, gli sbarchi avvengono in quantità massicce in Italia perché è un paese di frontiera, circondato quasi completamente da acqua, se mai non te ne fossi accorto.

Ed infine, non sapendo quanta convinzione c’è nell’idea lanciata durante qualche talk show che forse la strada per un futuro migliore è l’uscita dall’Euro, sarebbe il caso di cominciare a prendere cognizione del fatto che tornare alla Lira ci renderebbe irrimediabilmente poveri…poveri in canna!

LA SAGA DEGLI ESCLUSI…MA CON IL SORRISO

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Dulcis in fundo non possiamo non menzionare lui, il neonato leader che ha deciso di fare il kamikaze ed immolarsi per la causa della sua vita; ha raccattato tutti gli esclusi, quelli che nessuno vuole, quelli che nessuno ha mai votato o ai quali è stato preferito sempre qualcun’altro e ha deciso di metterli tutti insieme, sperando di avere una possibilità.

Per quanto sia assolutamente sconcertante che il Capo della Direzione nazionale antimafia possa diventare Presidente del Senato della Repubblica (ma in Italia tutto è lecito e probabilmente nessuno mai ci ha nemmeno fatto caso!), non voglio dubitare della buona fede di questo sorridente e speranzoso signore, che avrebbe l’età per fare il nonno (e si spera dovrebbe avere anche una certa maturità acquisita), ma i sogni di un ragazzino ed una visione oggettivamente un pò troppo idillica della vita.

Liberi e Uguali…dico Liberi e Uguali?! Ma cos’è il nuovo slogan della Casa del Buon Gesù?

Grasso, non so se il tuo modus operandi  – degno, almeno sulla carta, delle aspettative e delle lodi di Madre Teresa di Calcutta – sia il tuo modo di dire al mondo che il riscatto nella vita è sempre possibile, ma dobbiamo proprio schiantarci contro il muro per capire che fa male?!

Ed eccoci qui, il quadro è questo, che piaccia oppure no; lo stato dell’arte rende difficile la scelta, questo è evidente, ma andare a votare – ricordatelo – è un diritto sacrosanto riconosciuto dalla nostra Costituzione; ed è un dovere che siamo chiamati ad esercitare anche quando la scelta si rivela più scomoda di quanto pensiamo…o di quanto non lo sia oggettivamente.

Il 4 marzo ognuno di noi farà la sua scelta; e a me non resta che dirvi…mi raccomando, votate bene!

 

 

 

 

 

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