CULTURA

”RICORDI E AMORE”: TRA SILENZIO E RUMORE”. INTERVISTA AL GIOVANE POETA VITO IANNELLA

Siamo in Basilicata. Uno scrigno di bellezza che racchiude paesaggi autentici, incontaminati, set cinematografici da Il Vangelo secondo Matteo a The Passion, da Basilicata coast to coast a Noi e la Giulia.

Terra di parole: ha dato i natali a tanti poeti da Orazio a Rocco Scotellaro, da Albino Pierro a Leonardo Sinisgalli.

In questa terra meravigliosa e ricca di talenti vive il giovanissimo poeta Vito Iannella. Policorese, classe 1991. Ha partecipato a diversi concorsi di poesia riscuotendo ottimi consensi dal pubblico. Ha vinto il Premio di Poesia “Il paese della poesia”(1 edizione), pubblicando con la casa editrice Aletti, la raccolta di poesie “Ricordi e amore: tra silenzio e rumore”.

Una coinvolgente ed interessante raccolta di poesia, di “frammenti di vita”, che mette a nudo con parole semplici, schiette, sincere che “provengono dal cuore”, le sue esperienze, i sentimenti, le sue verità.

L’abbandono di un amore, la nostalgia e il ricordo, la rinascita e il profumo della vita che ritorna ai suoi battiti regolari.

Metis Magazine lo ha intervistato per voi.
Cominciamo da una domanda quasi d’obbligo. Quali sono gli autori che hanno contribuito alla tua formazione “poetica”?

Devo molto ad Alda Merini. La “piccola ape furibonda” dei navigli vissuta nella seconda metà del 900 e che ha descritto perfettamente, nella sua produzione poetica, il suo mondo interiore.

Gli autori che hanno contribuito maggiormente alla mia formazione provengono dal mondo della musica, primo fra tutti il paroliere e produttore discografico Giulio Rapetti, in arte Mogol.

Ascolto tanta musica, in particolare cantautori come Lucio Battisti, Adriano Celentano, Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Fabrizio Moro.

 

Musica e parole un connubio perfetto

Credo che la poesia sia, al di là della metrica, della sua costruzione, musica delle parole.

Quando le due realtà si incontrano il dono che ne riceviamo è prezioso, incomparabile.

Dal passato ai giorni nostri ci sono canzoni della storia della musica italiana che possono essere considerate poesie per le parole, il tema trattato.

Per esempio

Ascolta il tuo cuore, brano musicale della cantante italiana Laura Pausini. Scritto da Alfredo Rapetti, in arte Cheope, (figlio di Mogol ndr) e la Pausini. Uno dei testi che mi ha molto colpito.

“Credi in te! Ascolta il tuo cuore! 
Fai quel che dice anche se fa soffrire 
Chiudi gli occhi e poi tu lasciati andare, 
Prova a volare oltre questo dolore.”

Da questa strofa è iniziato il mio percorso. Queste parole mi hanno spinto a chiudere gli occhi, ad ascoltare tutto quello che avevo dentro.

 

È nata così la tua passione per la scrittura?

Tutto ha preso vita in un momento particolare della mia vita. Mi sentivo molto solo. Ho scoperto la poesia come scrittura, come compagnia, liberazione dell’anima quando chiede aiuto.

Hai vinto -lo scorso anno- il Premio di Poesia “Il paese della poesia” indetto dalla Aletti Editore e il Festival Internazionale di poesia “Il federiciano”.

Raccontaci questa esperienza.

Una tappa importante della mia vita. Un’esperienza bellissima che mi ha incoraggiato e migliorato molto.

Nella vita sono una persona autocritica. Vincere per me è stata una grande soddisfazione.

 

Galeotto fu il concorso. È uscita la raccolta di poesie “Ricordi e Amore: tra silenzio e rumore.  Raccontaci l’emozione del tuo primo libro pubblicato.

Pubblicare un libro di poesie è sempre stato il mio sogno. All’inizio è stato tutto molto surreale, non avevo realizzato quello che stava per succedere.

Successivamente ho capito e ho avuto conferma che la strada percorsa era quella giusta.

Sono felicissimo di far conoscere il mio universo attraverso le mie poesie.

 

Quanto di autobiografico c’è nelle tue poesie?

La poesia, come gli occhi, sono lo specchio della nostra anima. Nelle mie poesie ci sono io, con questo voglio dire che è tutto autobiografico.

Se si leggono fino in fondo si comprende ogni mia minima sfaccettatura.

 

Descrivi il tuo stile in tre parole

Non ho uno stile predefinito.

Le tre parole che più si avvicinano sono: spontaneo, libero ed attuale.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non amo parlare del futuro, vivo la vita e di conseguenza anche questa mia passione, giorno per giorno.

L’unico augurio che mi faccio è quello di poter migliorare ogni giorno ed avere la possibilità di continuare a scrivere finché mi farà del bene.
Volevo cogliere questa occasione per ringraziare davvero di cuore la Casa Editrice Aletti Editore che ha creduto in me e mi ha dato questa grande opportunità.

Un ringraziamento va anche alla redazione di Metis Magazine e Tonia Satriano per questa intervista. Sono molto onorato.

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