CULTURA

DA DOTTOR JEKYLL A MR. HYDE, UN VIAGGIO ATTRAVERSO PERSONALITÀ MULTIFORMI

La storia del rispettabile dottore londinese che sperimenta su se stesso una droga da lui stesso inventata e si trasforma nel terribile Hyde, per macchiarsi di efferati delitti a cui Jekyll può mettere fine solo suicidandosi e facendola finita con il suo lato oscuro, è forse un po’ estremizzata  pur nella logica di un racconto che più che un giallo vuole essere un romanzo in stile noir o gotico; ma è in ogni caso emblematica di una situazione che, riportata ai minimi termini, riguarda in fondo la stessa natura umana.
Tutti noi siamo un po’ Jekyll e un po’ Hyde, pur senza macchiarci di condotte così disonorevoli o peggio ancora criminose; ma spesso nemmeno lo sappiamo o non ci vogliamo credere.

Ogni individuo ha una propria personalità multiforme e sfaccettata che viene fuori quando non lo immaginerebbe.

Due diverse nature, entrambe umane, in un corpo unico; da un lato quella che intende assecondare la necessità di rimanere ancorati ad un ruolo che il contesto ci richiede di rivestire ineccepibilmente, dall’altro quella che brama di inseguire la chimera delle pulsioni, quelle che possono essere soddisfatte solo sotto mentite spoglie, per non elidere la facciata di ordine e rispettabilità conquistata con fatica.

La genialità di Stevenson nel partorire “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde”, un libro pubblicato nel 1886 ma ancora assolutamente attuale e perfettamente calzante ad ogni individuo, è stata quella di far coincidere il Bene e il Male in un unico uomo che, proprio a causa della sua umanità, farà prevalere – a conclusione della storia – la sua inclinazione più naturale, quella per cui assecondare l’istinto si rivela una via senza ritorno, una scelta irreversibile, una decisione che lo condurrà alle estreme conseguenze.

Decisamente irriverente il capolavoro di Stevenson per la sua epoca, specie se nel manoscritto si legge il messaggio di denuncia che l’autore volle lanciare alla società vittoriana di fine ‘800, una società che faceva del pudore e del decoro morale il proprio baluardo irrinunciabile e nella quale assecondare i propri desideri era disdicevole, specie se questi non si conformavano a valori comunemente accettati.

“Provavo spesso voglia di divertirmi; e siccome i miei piaceri (per non dir altro) non erano decorosi e siccome io ero persona non solo conosciuta e considerata ma anche prossima all’età matura, tale incoerenza della mia vita diventava ogni giorno più sgradevole”.

Una riflessione sullo sdoppiamento della personalità di cui il generoso Jekyll e il deforme e spaventoso Hyde sono solo uno degli esempi letterari.

Il tema dell’alter ego compare in diverse opere ed assume significati variabili a seconda del ruolo che il proprio doppio assume rispetto al proprio io; nel caso di Jekyll l’alter ego Hyde è altro e diverso rispetto al sé.

I due personaggi sono esattamente contrari, diametralmente opposti, in lotta tra loro, scissi nelle rispettve personalità; ne è la prova  il fatto che ogni volta che Hyde – dopo una notte di bravate – torna ad essere Jekyll, non prova alcun senso di disapprovazione o di disappunto per ciò che ha fatto Hyde, perché Hyde è altro da lui e non è assoggettato alla sua sfera di controllo.

Lo sdoppiamento consente a Jekyll di creare un nuovo personaggio al quale affidare la parte malvagia di se, scriminandosi; una sorta di capro espiatorio che incarna la malvagità umana, perché tutti gli uomini hanno un lato oscuro al quale vorrebbero dare voce, per sentirsi liberi, autentici, appagati.
D’altronde la peculiarità dell’essere due in uno è propria di tutti noi ed ha un raccordo con il divino; non aveva forse due facce anche il dio Giano?

Protettore degli inizi, antichissima e importante divinità, secondo il mito, primo re de Latini, Giano era preposto ai passaggi e figurativamente indicava proprio la doppia personalità.

Non ci sorprenda allora se i comuni mortali cadono in tentazioni che mietono vittime tra gli dei; l’importante è convincersi che in ognuno di noi c’è un Hyde che aspetta di poter venire alla luce…per potersi esprimere in tutta la sua autenticità, senza remore, senza paletti, senza la necessità di tornare – con il sorgere del sole – ad essere di nuovo Jeckyll.

Copyright foto: https://iesnoth.deviantart.com/art/Jekyll-and-Hyde-408705228

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