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STONEMAN DOUGLAS HIGH SCHOOL – STORIA DI UNA STRAGE ANNUNCIATA

Come ciclicamente accade, ci tocca assistere a quella che sembra una follia immotivata ed evitabile, un atto di pazzia per noi inconcepibile: l’ennesima sparatoria in una scuola americana.

Andando con ordine, iniziamo con l’accaduto: mercoledì 14 febbraio un ex studente della scuola Stoneman Douglas di Parkland, Florida, si è presentato armato di un fucile semiautomatico, ha attivato l’allarme anti incendio e ha fatto fuoco sugli studenti, mietendo diverse vittime. Dall’inizio del 2018, questo è stato il primo caso di sparatoria nei pressi o all’interno di una scuola, ma, purtroppo, non il solo.

Il 23 febbraio si è riproposto un caso simile alla Southeastern Louisiana University, mentre il 24 alla National Autonomous University di Città del Messico, continuando ad alimentare una discussione che ha sempre smosso le acque ma che mai è sfociata in cambiamenti: è giusto avere un così semplice accesso ad armi da fuoco?

Stoneman douglas commemorazione

Il motivo per cui una situazione del genere ci sembra così folle è che ci approcciamo ad essa con quella che è la nostra visione della realtà. In Italia, ovviamente, è estremamente difficile procurarsi delle armi da fuoco in maniera legale per i civili e, di conseguenza, anche solo la detenzione è un possibile campanello d’allarme.

Negli Stati Uniti d’America, la situazione è quasi diametralmente opposta: il possesso di armi da fuoco è un diritto sancito dalla costituzione, figlio di tempi diversi e burrascosi ma mai intaccato col procedere degli anni.

La questione, però, è decisamente più complessa rispetto ad un semplice “armi buone, armi cattive”. Limitando o eliminando il possesso di armi si potrebbe prevenire il sorgere di sparatorie? Sì, certamente, ma non si risolverebbe il problema dello sfociare di scatti di pazzia di singoli individui in omicidi di massa. La proposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di addestrare gli insegnanti nell’uso delle armi da fuoco funzionerebbe da deterrente?

Il punto è che eliminare le armi da fuoco non eliminerebbe il problema (si potrebbe sempre ricorrere ad armi diverse, anche se con risultati meno devastanti), ma è una soluzione parziale che incontra e incontrerà sempre una forte resistenza nel popolo americano, sia per motivi economici sia per motivi di sicurezza.

STONEMAN DOUGLAS

Sicuramente riducendo il numero di armi in circolazione e rendendo più difficile procurarsene, si potrebbe ridurre il numero di omicidi, soprattutto di questo tipo, ma la soluzione migliore resta sempre la prevenzione. Continuare ad additare queste persone come pazzi è troppo facile e tralascia tutte le possibili cause scatenanti di un atto di follia.

Imparare a continuare a considerare le persone come tali e analizzare le cause scatenanti di tali eventi per poter giocare d’anticipo anziché demonizzare i responsabili e gettare l’intera questione in discussioni caotiche sarebbe un primo passo verso una possibile soluzione.

Fermo restando che le armi da fuoco siano uno strumento terribilmente potente, restano comunque uno strumento e come tale andrebbero regolamentate meglio. Bisognerebbe, a tal proposito, riuscire a ragionare diversamente, e non farsi illuminare da facili soluzioni che, in realtà, attirerebbero solo antipatie e dividerebbero gli interessati in due fazioni opposte.

Alessandro D’Amito

Fonti:

http://www.corriere.it/esteri/18_febbraio_14/uomo-apre-fuoco-un-liceo-florida-almeno-20-feriti-7c797624-11c4-11e8-9c04-ff19f6223df1.shtml

https://it.notizie.yahoo.com/usa-nuova-sparatoria-universit%C3%A0-della-louisiana-due-feriti-154319695.html

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/citta-del-messico-sparatoria-in-una-universita-almeno-due-morti_3125118-201802a.shtml

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