CULTURA

VAN GOGH: CURIOSITÀ E ARTE DI UN GRANDE PITTORE

Vincent Van Gogh, pittore olandese dell’Ottocento, è una delle figure più affascinanti e controverse dell’arte moderna. Di indole molto inquieta e sensibile, vanta una numerosa produzione artistica.

Andiamo a scoprire alcune delle curiosità che riguardano la sua vita, il suo percorso artistico e i rapporti con amici e parenti.

Gli inizi

Vincent Van Gogh iniziò a dipingere relativamente tardi, cioè all’età di 27 anni. Da quel momento, e fino alla sua morte a 37 anni, ha realizzato circa 900 dipinti, in media 2 alla settimana, e ben 1100 disegni.

La sua produzione artistica fu così prolifica poiché egli soffriva di ipergrafia, una tendenza maniacale a scrivere e, nel suo caso, a dipingere.

Esordisce con opere realiste in cui prevalgono colori cupi: nature morte, scene di villaggio, contadini, tessitori, dipinti con intensa partecipazione emotiva. Appartiene a questa prima fase “I mangiatori di patate”.

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I mangiatori di patate – Van Gogh Museum di Amsterdam

Prima di affermarsi come pittore, puntava a diventare un insegnante o un mercante d’arte. Difatti andò a lavorare nella succursale della casa d’arte parigina Goupil e Cie, successivamente nelle sedi dell’Aja, di Londra e infine Parigi.

Durante questo percorso avvertì una profonda vocazione religiosa, che lo indusse a studiare teologia e a frequentare una scuola di evangelizzazione. A 25 anni fu inviato a predicare nella regione mineraria del Borinage, in Belgio. La vicinanza con i minatori e il sostegno alle loro rivendicazioni, destarono sospetto nelle autorità che lo sospesero dall’incarico.

Da quel momento in poi, Van Gogh si dedicò esclusivamente alla pittura, grazie anche al sostegno morale ed economico del fratello Theo, intraprendendo inoltre degli studi formali di anatomia e prospettiva all’Accademia di Bruxelles.

Il fratello Theo

Nel 1886 Van Gogh si stabilì a Parigi, presso il fratello Theo, che lavorava come mercante d’arte.

Nella capitale francese, conobbe gli sviluppi più recenti dell’arte moderna e riuscì ad imprimere una svolta alla sua pittura. Iniziò ad usare colori chiari e brillanti, stesi con pennellate allungate. Ampliò la gamma dei suoi soggetti, dipingendo ritratti e scene della città.

Il rapporto con Theo fu fondamentale nello sviluppo della sua poetica e nella crescita personale di Vincent, con lui intrattenne un rapporto epistolare iniziato nel 1872 e conclusosi nel 1890, con la sua morte.

Le lettere che i due fratelli si scambiarono divennero, successivamente, una raccolta epistolare. La prima edizione “Brieven aan zijn brode” fu pubblicata ad Amsterdam nel 1914 dalla vedova di Theo Van Gogh. La seconda edizione “Verzamelde Brieven va Vincent van Gogh”, uscita tra il 1952  e il 1954, comprendeva anche le lettere inviate da Theo a Vincent.

Gli scritti contenevano spesso richieste di tele, pennelli e colori, ma soprattutto confidenze e riflessioni esistenziali, nonché dibattiti e confronti riguardanti l’arte.

Nell’ultima lettera incompiuta, destinata proprio al fratello, scrisse “Ebbene, nel mio lavoro ci rischio la vita e la mia ragione vi si è consumata per metà”.

Arles e la Casa Gialla

Nel 1888 lasciò la capitale francese per trasferirsi in Provenza, ad Arles, alla ricerca di quiete.

Ispirato dai paesaggi e dalle bellezze naturalistiche del luogo, cominciò a dipingere campi di grano, giardini fioriti e paesaggi inondati di luce.

È qui che ebbe inizio il suo “periodo giallo”: molti dei dipinti di Van Gogh portano come firma pittorica il “giallo cromo”, pigmento che caratterizza alcuni dei suoi dipinti più noti come i “Girasoli” e la “Camera di Arles”- di questo dipinto ne esistono tre versioni, la prima è conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam, le altre due all’Art Institute di Chicago e a Parigi(come da didascalia), ndr.

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La camera di Vincent ad Arles – Museo d’Orsay di Parigi

Stando a quanto dicono gli esperti, il colore sbiadì con il tempo avvicinandosi quasi al marrone, poiché il giallo cromo era formato da alcuni pigmenti chimici un po’ instabili, e non sarebbe possibile riportarlo alla brillantezza dell’epoca perché si rischierebbe di danneggiare le opere.

È anche il periodo della famosa “Casa Gialla”, in cui abita e in cui sogna di fondare una residenza artistica. Proprio ad Arles fu raggiunto dall’amico e pittore Paul Gauguin. Per un breve periodo collaborarono alla realizzazione di alcune opere, ma ben presto emersero i contrasti che contraddistinsero sempre il loro rapporto.

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La casa gialla – Van Gogh Museum di Amsterdam

Il periodo di Arles fu contraddistinto dall’intensificarsi delle sue crisi nervose, che lo portarono più volte al ricovero presso l’ospedale locale. In seguito fu lui stesso che decise di entrare all’ospedale psichiatrico di Saint Paul de Mausole, appena fuori  Saint-Remy. Fu proprio durante quel ricovero che dipinse la celebre “Notte stellata”, che però non lo convinse mai fino infondo, appellando l’opera come un fallimento.

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La notte stellata – MoMA di New York

Gauguin e l’automutilazione

La relazione tra Van Gogh e Paul Gauguin, l’amico e pittore che lo raggiunge ad Arles e con cui divise la “Casa Gialla”, iniziò nel 1887.

Nonostante entrambi gli artisti condividessero l’irritazione verso l’accademia, la noia nei confronti dell’impressionismo, e una serie di delusioni in ambito professionale, la loro visione dell’arte divergeva molto, motivo di frequenti e furenti liti tra i due, e per questo il loro rapporto fu da sempre ritenuto pericoloso.

A dispetto dello loro divergenze, Gauguin accettò di trasferirsi ad Arles nel 1888, lì dove Van Gogh sperava di fondare una residenza artistica in cui condividere arte e lavoro, passione e pensiero, con amici e artisti.

Van Gogh nutriva molta stima nei confronti del collega, una stima che rasentava la venerazione, e per un periodo dipinsero anche insieme, ma i loro contrasti erano molto forti e non di rado sfociavano in atti violenti.

Fu a causa di una di queste liti che l’artista olandese compì il gesto dell’automutilazione del lobo dell’orecchio sinistro.

Ma quello che, storicamente, venne considerato gesto di conclamata follia, nasconde probabilmente la vendetta di un amico. Infatti c’è chi sostiene che il gesto fu compiuto dallo stesso Gauguin, esperto schermitore, al termine di una delle loro discussioni.

Successivamente, per coprire l’amico e convincerlo a continuare a vivere con lui, Van Gogh raccontò di aver compiuto il gesto da solo. Questa tesi è altresì sostenuta dagli  storici di Amburgo Hans Kaufmann e Rita Wildegans, nel libro “L’orecchio di Van Gogh, Paul Gauguin e il patto del silenzi”.

Tuttora la tesi resta controversa e la ricostruzione dei fatti incerta.

Dopo quest’incidente le condizioni di salute mentale di Van Gogh peggiorarono drasticamente, tanto che dopo il ricovero all’ospedale di Arles, a causa delle sempre più frequenti crisi nervose, fu lui stesso nel maggio del 1889 a chiedere asilo all’ospedale psichiatrico Saint Paul de Mausole, appena fuori Saint Rémy.

Nonostante i problemi di salute, durante gli ultimi anni della sua vita, l’artista olandese raggiunse una piena autonomia di linguaggio, quello che può definirsi il suo picco artistico.

Il suo stile personale aveva origine dalla propria alienazione, creando un filo diretto tra interiorità e natura, diventando infine riflessione sulla condizione umana.

Il triste epilogo della sua esistenza è già nota ai molti, morì all’età di 37 anni, il 29 luglio 1890, sparandosi al petto.

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Campo di grano con volo di corvi – Van Gogh Museum di Amsterdam, l’opera fu realizzata poco tempo prima del suicidio dell’artista. Dai critici è ritenuto una sorta di suo “testamento spirituale”.


Copyright foto:

https://it.wikipedia.org/wiki/I_mangiatori_di_patate

La stanza di Van Gogh ad Arles

https://it.wikipedia.org/wiki/La_casa_gialla

Campo di grano con volo di corvi (quadro di Van Gogh)

https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata

Notte stellata sul Rodano

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1 risposta »

  1. Alcune cose non le sapevo, bell articolo. Da non dimenticare la fortissima influenza che sia nella sua vita sia privata che nello stile delle sue opere determinò l essere un forte bevitore di Absinthe (assenzio)..

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