ATTUALITÀ

BIANCANEVE AL SUPERMERCATO – DALLA TERRA ALLA NOSTRA TAVOLA, LA FORZA AGGREGANTE DEL CIBO

Quando la strega malefica porse a Biancaneve una mela rossa e carnosa, lei la addentò senza farsi troppe domande. Ma se Biancaneve oggi fosse qui, se passando davanti alle vetrate di un ipermercato vedesse un bel cesto di mele con l’etichetta “Offerta”, dimostrerebbe di aver imparato la lezione. 

Il percorso che compie il cibo per arrivare ogni giorno alla nostra forchetta è sempre più tortuoso. In effetti provvedere al proprio nutrimento è stata una delle più grandi sfide affrontate dall’umanità. Per vincerla, l’uomo, in ogni era, ha messo alla prova la natura e l’ha trasformata. Il cibo ha indotto l’uomo a spostarsi, a consultare il seme, a guidare l’acqua, controllare il fuoco, affilare la pietra ed ha assunto perciò, e inevitabilmente, una valenza “culturale”. I popoli imbandiscono la propria tavola in nome di un patrimonio culinario che racchiude la loro identità, la fede, la storia e le relazioni estere, la loro economia. 

Oggi la dimensione alimentare dell’uomo sta attraversando uno dei suoi cambiamenti epocali. Per molto tempo i nostri avi si sono preoccupati di procurare abbastanza cibo per soddisfare la propria ”necessità”, poi si sono ingegnati per conservarlo e cucinarlo. Di recente hanno preteso che esso rappresentasse una vera e propria esperienza sensoriale. Oggi giorno, però, abbiamo iniziato a chiederci: “questa mela è salutare per noi? Il modo in cui viene prodotta, lavorata e trasportata è sostenibile per il nostro pianeta?” Biancaneve è morta. Siamo coscienti di quanto ciò che arriva sulle nostre tavole sia implicato nella catena produttiva e distruttiva che c’è alla base del nostro “ben-essere”, della smania consumista.

E proprio intorno al concetto della sostenibilità alimentare si stanno sviluppando piccoli e grandi processi aggregativi che determinano una nuova forza socializzante del cibo. Da una parte esso continua ad essere l’elemento che rafforza i legami umani arricchendo l’incontro, rappresentando un momento d’intimità e convivialità; dall’altra sta diventando tema e propulsore dell’incontro, dell’organizzazione e della mobilitazione dei cittadini.

Gruppi d’acquisto solidali, orti sociali, bilanci di giustizia, fiere dedicate delle eccellenze, banche dei semi, associazioni contro lo spreco alimentare sono azioni collettive a difesa dei territori che rappresentano occasioni di confronto e di scambio tra chi intende spezzare un ciclo economico illogico e amorale. Un vortice che alimenta i poli industriali, le discariche, gli inceneritori, le trivellazioni, la frenesia edilizia, tutte opere ad alto impatto ambientale e sociale che depauperano i nostri territori; dove c’era l’erba adesso c’è un fosso, dove c’erano le galline adesso ci sono gabbie. 

 “Abbiamo l’obbligo di difendere il nostro territorio e quindi tutti i meravigliosi e preziosi prodotti che la nostra terra ci offre –  afferma Giacomo Caravello, Sous Chef all’Hotel Signum di Salina -, noi abbiamo coscienza dell’importanza della materia prima, della genuinità e della sicurezza dei cibi e dobbiamo dire NO a questo genere di opere distruttive e pericolose, sia qui che altrove”, così il cuoco siciliano aderisce alla manifestazione dello scorso gennaio contro la costruzione di un inceneritore nel messinese. Il sud Italia da tempo è attraversato da spossanti lotte per l’affermazione della volontà di comunità e amministrazioni relativamente ad opere industriali e post-industriali, in generale, all’impiego delle risorse del territorio, dalla Terra dei fuochi al triangolo della morte Melilli, Augusta e Priolo.

Il Movimento No Inceneritori della Valle del Mela-Milazzo è entrato di recente a far parte della Rete dei Comitati territoriali siciliani, frutto della forza aggregativa scaturita dalla necessità dei cittadini di difendere i propri territori, a partire dal proprio corpo, anch’esso un “territorio” sul quale conduciamo in primis la battaglia ad un modello economico obsoleto, basato sul materialismo .

Il cibo è dunque una lente significativa grazie alla quale ragionare sul mondo nella sua complessità. Un mondo dove sbocciano micro-economie alimentate dalle nostre lillipuziane scelte quotidiane, e modelli di sviluppo sostenibile che ogni tanto portiamo in piazza per manifestare che tutti insieme siamo più della somma di ogni nostra singola forza.

Erika Bucca

Photo by Piero Lamancusa

Annunci

Rispondi