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STORIA DI UNA PASSIONE DI VITA. INTERVISTA AL NATURAL BODY-BUILDER FRANCESCO BRUNO

VOLITIVO! È questa la prima parola che mi viene in mente quando penso a Francesco Bruno ed al suo percorso di vita personale e professionale.

Sarà una questione di predisposizione, di empatia, di determinazione, quel che è certo è che entrare nella sua palestra – la Harley’s Gym Club di Marconia – fa venire voglia di dare un taglio alle cattive abitudini e cominciare a prendersi cura di sé, di allenarsi in vista di un obiettivo, di mangiare sano…e di volersi bene.

Sono molti i frequentatori abituali della palestra, tra loro si percepisce già a primo acchito una certa complicità; è come se appartenessero tutti ad una grande famiglia e si sentissero a casa. Lavorano autonomamente pur seguendo un programma specifico; lo fanno con la certezza rassicurante di poter contare – tra una chiacchiera ed un esercizio agli attrezzi o a corpo libero – su un valido consiglio da parte del loro grande “maestro”.

L’ambiente della palestra è un ambiente caldo e pieno di riconoscimenti, vi sono frasi significative, medaglie e titoli di gara appesi alle pareti, a simboleggiare un percorso professionale che ha fruttato molta gioia, ma che denota al contempo grande fatica e senso di rinuncia. Si respira un’aria pulita, sincera; penso che frequentare un posto del genere non possa che arricchire lo spirito, oltre che far bene al corpo.

L’impressione che ho, una volta giunta al mio appuntamento in palestra per le incombenze legate all’intervista, è che si tratti di un posto magnetico, un luogo che attira, nel quale ci si sente facilmente a proprio agio e soprattutto dove chi comincia un percorso, difficilmente lo lascia a metà strada.

Se fossimo dinanzi ad un’inserzione giornalistica, di certo leggeremmo la scritta “astenersi perditempo”! Ma umorismo a parte, credo che sia proprio così: chi comincia senza la giusta motivazione, in un posto come la Harley’s Gym Club di Marconia, non fa molta strada.

Il mio pensiero è che quella di Francesco sia davvero una gara, una sfida che ha deciso di intraprendere per dimostrare che vincere si può; basta volerlo!

Quando sono andata a trovarlo nella sua palestra, mi ha fatto omaggio del suo libro, “La grande gara della vita”, edito da Archivia, un volume che per me ha ancor più valore per la dedica personale che riporta; è una cosa che mi onora e mi arricchisce, per questo ringrazio di cuore Francesco.

Ma ora bando alle ciance e cerchiamo di capire qualcosa di più su questa disciplina chiamata Natural Body Building di cui ci parla Francesco Bruno, regalandoci il racconto di una bellissima storia di vita.

Buongiorno Francesco e grazie per aver acconsentito a rilasciare un’intervista al nostro magazine. Innanzitutto Ti chiedo cos’è il Natural Body Building e come nasce la Tua passione per l’attività fisica in generale e per questa disciplina in particolare?

Mi occupo di cultura fisica da circa trent’anni e il Natural Body Building è di certo la disciplina che ritengo più adatta alle mie potenzialità corporee, ma anche ad uno stile di vita sano e salutare, come penso debba essere quello di chiunque voglia fare sport a livello agonistico.

Sostanzialmente il Natural Body Building è l’attività che consente di costruire il proprio corpo solo attraverso un allenamento specifico, senza introdurre in quella che io ritengo sia assolutamente una macchina perfetta, sostanze coadiuvanti per l’aumento della massa corporea o peggio ancora dopanti ed illegali.

I tre concetti fondamentali di questa disciplina  sono Allenamento, Alimentazione, Recupero Fisiologico; attraverso questa sequenza ripetuta si mira a conseguire Forza, Massa e Definizione.

Sono sempre stato affascinato, sin da piccolissimo, dai corpi statuari e perfettamente delineati come quelli delle statue elleniche, un esempio grandioso di armonia e forma fisica; quando ero ancora bambino mi capitava di guardare la mia ombra riflessa sulla sabbia o sulla strada e non riuscivo a darmi una ragione del fatto che la mia ombra non avesse le protuberanze che sfoggiavano i miei supereroi preferiti.

Io desideravo specchiarmi e vedere un corpo come quello di Goldrake o di Tiger Man; e così, proprio nel periodo dell’adolescenza, mi sono accostato alla disciplina che allora era nota con il nome di culturismo (o cultura fisica). Ho cominciato a documentarmi il più possibile, prevalentemente attraverso riviste, libri, giornali. All’epoca l’informazione era molto più lenta che adesso, non c’era il web a rendere le cose così immediate come oggi.

Ma decisi che quella sarebbe stata la mia strada! Dopo la maturità mi sono iscritto all’ISEF ed ho coltivato il mio sogno fino a renderlo un lavoro, oltre che una grande passione.

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Quando è nata l’idea di aprire una palestra e di rendere questa passione un vero lavoro?

Nello stesso periodo in cui decisi di avvicinarmi al culturismo, mi sono organizzato con un gruppetto di amici ed abbiamo deciso di mettere su un punto di ritrovo in una casa a Pisticci. Era il 1985, sono passati ormai più di trent’anni, ma a me sembra ieri!

Avevamo creato degli attrezzi di fortuna recuperando blocchi di cemento, tubi di ferro, dischi di freni, batterie in piombo da fondere per fare dei cerchi e quant’altro fosse utile all’esecuzione di esercizi di sollevamento pesi, che è ben altra cosa rispetto al Body Building, ma noi all’epoca non lo sapevamo nemmeno.

Ognuno di noi contribuiva con quel che poteva; più che una palestra quello era un luogo di incontro per gli amici; siamo partiti in sette o otto e siamo arrivati addirittura ad essere cinquanta; contribuivamo tutti alle spese e sapevamo che avevamo un posto tutto nostro per poter scampare alle bravate della vita in strada.

Decidemmo di chiamare il nostro ritrovo “La Tana delle Tigri” in onore di uno dei cartoni animati che per tutti noi rappresentava un cult, l’Uomo Tigre, il cui protagonista era un eroe al quale guardare e da cui trarre ispirazione.

Negli anni ’90 ho deciso che la mia passione sarebbe diventata un lavoro vero e proprio ed ho deciso di aprire una palestra tutta mia a Marconia, pur andando contro il volere della mia famiglia di origine che per me avrebbe voluto altro, un lavoro più stabile ed una vita meno sacrificata.

Perché hai deciso di chiamare la tua palestra Harley’s Gym Club?

Il nome della mia palestra coniuga in fondo le mie due più grandi passioni, quella per il Natural Body Building e quella che sin da ragazzo vivo per il rombo dell’Harley Davidson.

La nascita della casa motociclistica risale al 1903 e trovo che la storia della Harley e la mia abbiano molte cose in comune; entrambe sono idee nate e portate avanti contro tutto e tutti ed alla fine è arrivata la conferma che si trattava di idee giuste, vincenti!

Sono un grande appassionato di Harley Davidson, non riesco nemmeno ad immaginare la mia vita senza la mia motocicletta, ho girato in lungo ed in largo per l’Europa in sella alla mia moto e ogni volta che avvio il motore, il suo rombo scoppiettante scatena in me emozioni indescrivibili, che mi fanno avvertire un senso di libertà assoluta.

Credo che si debba sempre lottare per le proprie idee, anche se gli altri le ritengono sbagliate o non condivisibili, perché come ci insegna Ezra Pound “Quello che conta non è tanto l’idea, ma la capacità di crederci fino in fondo”; crederci davvero è la chiave di volta per rendere la tua idea un’idea vincente.

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Quanto ci si deve allenare e come si mangia per essere al tuo livello?

Premetto che il Body Building non è un’attività confacente ad ogni tipo di corpo o di struttura fisica; io ritengo di essere fortunato perché ho una buona predisposizione, che mi ha aiutato a raggiungere standards elevati di performance fisica.

Ma a parte ciò, il percorso è davvero duro e lungo, ci si allena molto, praticamente sempre! E si deve fare molta attenzione all’alimentazione. Assolutamente no al cibo spazzatura, si deve mangiare sano, prediligendo preparazioni semplici e cibi facilmente digeribili.

Vorrei portarvi un esempio, pensate al nostro corpo come ad un contenitore da riempire; se lo riempiamo di cose buone di certo ne trarrà beneficio! È sempre opportuno mangiare in modo da garantire le giuste percentuali di grasso, massa muscolare, acqua e tessuto osseo.

Ed invito tutti a fare attenzione al contenuto delle pubblicità; esso è spesso fuorviante e distorsivo della realtà. Scegliete con cura quello che mangiate perché noi siamo quello che mangiamo!

Mangiare correttamente aiuta a raggiungere prestazioni più alte ed una maggiore e migliore definizione del corpo.

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Hai accumulato partecipazioni a competizioni importantissime, sempre portando a casa ottimi risultati. Ti va di condividere con i nostri lettori questo aspetto della tua carriera di Natural Body Builder?

Certo! Gareggio ormai dal 1987 e da allora ad oggi ho gareggiato in tutte le categorie, dagli under 18 agli under 45; ricordo ancora la mia prima competizione, era un campionato regionale al quale decisi di partecipare per dare prova del fatto che la forza non era necessariamente proporzionale alla massa corporea.

All’epoca pesavo 47 kg e riuscii con quel corpo così esile a sollevare un peso di ben 112 kg, quasi il triplo di quanto pesavo io!

Da allora sino ad oggi ho partecipato in totale a 106 gare tutte di Natural Body Building; in 80 di esse ho portato a casa il primo classificato e per tutte le altre sono comunque rientrato nei primi sei, in posizione tale da salire sul podio.

Quando gareggio mi ispiro alle statue greche ed alla loro plasticità; nella posa e nelle esibizioni ci vuole armonia ed equilibrio.

Ho girato molto per le competizioni, ho gareggiato e vinto dieci Campionati Italiani, quattro titoli europei, quattro Mr. Universo Natural e due Campionati del Mondo a Roma e a Miami.

Ogni volta è come se fosse la prima, è sempre una grande emozione!

Un’ultima domanda. Cosa pensi del doping in generale e nel Body Building?

Vi rispondo con una citazione; “Se un uomo non ha abbastanza ormoni da plasmare il suo corpo a proprio piacimento è meglio che si dedichi a un altro sport, non il sollevamento pesi, ma il ping pong. Troverà più soddisfazione”.

Forse la frase è un pò forte, ma rende alla perfezione il mio pensiero; credo che ognuno di noi abbia una predisposizione per uno sport piuttosto che per un altro. Ognuno deve trovare la sua strada nello sport, così come nella vita; se si imbocca la strada giusta non c’è spazio per il doping.

Personalmente credo che il corpo sia il tempio dello spirito e soprattutto che ci venga dato in prestito; abbiamo l’assoluto dovere di trattarlo con rispetto e di non contaminarlo in alcun modo, specie con droghe o sostanze nocive che non fanno altro che distruggere quanto di più bello e prezioso la natura ci abbia donato.

In fondo è una questione di altruismo, di osservanza nei confronti della materia di cui siamo fatti. Meglio trattiamo il nostro corpo, meglio siamo in grado di restituirlo, a prescindere dal credo di ognuno di noi.

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Grazie Francesco per questo messaggio così profondo e per questa piacevole chiacchierata. Ad maiora!

Grazie a Voi.

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2 risposte »

    • Sono io che ringrazio voi per aver avuto la possibilità ed il piacere di intervistare Francesco, grande punto di riferimento nel suo ambiente…e non solo! Un caloroso in bocca al lupo per tanti altri successi!

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