CULTURA

NATE SOTTO IL SEGNO DEL TORO

I Greci attribuirono il segno del Toro alla seconda costellazione dello zodiaco, identificandolo come l’animale dal manto bianco, amato da Pasidae, moglie di Minosse. Da questa storia d’amore nacque il Minotauro, creatura dal corpo di un uomo e la testa di un toro.

È un segno molto stabile in cui sono presenti testardaggine e molta possessività. Una delle sue più grandi virtù è la costanza, soprattutto nel perseguire i propri obiettivi.

Hanno uno spiccato senso dell’amicizia e sono persone leali. Il loro vissuto è fortemente influenzato dall’infanzia e dall’ambiente familiare, il suo fine ultimo è quello di raggiungere la serenità e la stabilità familiare.

Un toro diventa molto pericoloso quando si accorge di essere stato tradito e strumentalizzato, soprattutto poiché a causa della sua possessività e presunzione, pecca di mancanza di autocritica.

Andiamo a conoscere alcune delle personalità che, con la costanza di cui solo un toro è contraddistinto, hanno raggiunto i vertici della propria vita professionale.


RITA LEVI MONTALCINI

Rita_Levi_Montalcini.jpg

22 aprile 1909 – 30 dicembre 2012, Italia

Rita Levi Montalcini nasce a Torino da una famiglia ebrea sefardita, da Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico, e da Adele Montalcini, pittrice.

Cresce in un ambiente culturalmente stimolante e viene incoraggiata, fin da piccola, alla ricerca intellettuale e allo studio.

Nonostante il parere contrario del padre, convinto che una carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di moglie e madre, nel 1930 la Montalcini si iscrisse alla facoltà di medicina all’Università di Torino, dove si laureò con il massimo dei voti.

In seguito si specializzò in neurologia e psichiatria, ma nel 1938, a causa dell’emanazione delle leggi razziali, fu costretta ad emigrare in Belgio dove fu ospite dell’Istituto di Neurologia dell’Università di Bruxelles: ebbe così la possibilità di continuare gli studi sul differenziamento del sistema nervoso.

Una volta tornata a Torino, la passione per la scienza la spinge ugualmente a continuare le sue ricerche in un laboratorio casalingo. Nel 1944, scampata al pericolo di deportazione, entrò come medico nelle forze alleate.

Nel 1947 accettò un incarico alla Washington University e negli anni successivi lavorò anche a New York e Rio de Janeiro. Fino al 1977 rimase negli Stati Uniti, dove realizzò gli esperimenti fondamentali che la condussero, nel 1951-52, alla scoperta del fattore di crescita nervoso, una proteina che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche.

Grazie a questa scoperta vinse nel 1986 il Premio Nobel per la Medicina.

Nonostante l’impegno negli Stati Uniti, la Montalcini lavorò assiduamente anche in Italia, fondando un gruppo di ricerche e dirigendo dal 1961 al 1969 il Centro di Ricerche di neurobiologia creato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto di Biologia della Washington University.

Quando all’età di 90 anni, cominciò progressivamente a perdere la vista, dichiarò «Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente».


EVITA PERON

Eva_Peron

7 maggio 1919 – 26  luglio 1952, Argentina

María Eva Duarte de Perón, nata Eva María Ibarguren, nasce a Los Toldos, un piccolo villaggio a sud-ovest di Buenos Aires. È l’ultima di cinque figli, tutti illegittimi, avuti dalla madre con l’uomo presso cui lavorava come cuoca.

Non ebbe un’infanzia semplice, veniva discriminata per la sua condizione di figlia illegittima e la sua famiglia era oggetto di pettegolezzo. Questo contribuisce a temprare il carattere di Eva e a sviluppare grande sensibilità nei confronti delle ingiustizie.

All’età di 15 anni si trasferisce a Buenos Aires per perseguire il suo sogno di diventare una famosa attrice di palcoscenico, radio e cinema.

Nel 1939, la grande occasione: una compagnia radiofonica la scrittura per un radiodramma in cui lei ha la parte della protagonista. Finalmente raggiunge il successo sperato.

Nel 1943 in occasione di un festival organizzato per raccogliere i fondi destinati alle vittime del terremoto di S. Juan, conosce il colonnello Juan Domingo Perón, che successivamente diventerà suo marito.

Nel 1946 Perón decide di candidarsi alle elezioni politiche. Dopo un’estenuante campagna elettorale, viene eletto Presidente. Evita riveste perfettamente il ruolo da first lady, posizione che sfrutta per aiutare i più bisognosi e per difendere alcuni diritti fondamentali: come il diritto di voto alle donne e i diritti dei lavoratori.

Costruisce case per i senzatetto e gli anziani, senza mai dimenticare le esigenze dei bambini. Tutta questa fervente attività benefica le procura grandissima popolarità e ammirazione.

In giovanissima età le viene diagnosticato un tumore all’utero, causa della sua morte.

Il decesso viene annunciato via radio a tutta la nazione, che proclama il lutto nazionale.


ELISABETTA II

regina_elisabetta.jpg

21 aprile 1926, Inghilterra

Regina di Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord, primogenita del duca e della duchessa di York, successivamente Re Giorgio VI e Regina Elisabetta.

La sua è un’infanzia molto stimolante e contrassegnata dall’approfondimento degli interessi più svariati: letteratura e teatro, ma studia anche arte e musica. Inoltre, coltiva una sua grande passione, l’ippica, fino a diventare un’eccellente cavallerizza.

All’età di soli diciotto anni diviene Consigliere di Stato, da futura Regina, per fare pratica nella politica, incontra settimanalmente il Primo Ministro per discutere di importanti decisioni circa gli affari del Commonwealth.

Durante la Seconda Guerra Mondiale si batte per poter scendere in prima linea come soldato, con il ruolo di secondo tenente. In quest’occasione impara a guidare i camion e acquisisce dimestichezza nella riparazione dei motori.

Il 20 novembre 1947 sposa Filippo Mountbatten, che risulta essere un suo cugino di terzo grado e nipote di Giorgio I di Grecia. Prima del matrimonio Filippo dovette rinunciare alla pretesa del trono di Grecia, ma venne poi nominato duca di Edimburgo.

Pur non essendo un matrimonio combinato, era perfettamente adeguato per una donna erede al trono, poiché Filippo era stato educato per i doveri di regnante.

A soli 25 anni Elisabetta diventa Regina d’Inghilterra, il suo regno è il più lungo della storia britannica, avendo superato i 63 anni della trisavola la Regina Vittoria.

È una Regina molto popolare e amata tra i suoi sudditi, in termini di viaggi ufficiali batte tutti i record delle precedenti detentrici del trono d’Inghilterra.


AUDREY HEPBURN

audrey_hepburn

4 maggio 1929 – 20 gennaio 1993, Belgio

Audrey Kathleen Ruston, nasce in una famiglia agiata, il padre è un banchiere inglese e la madre una baronessa olandese.

Questo non la rese immune alle sofferenze e alle privazioni della seconda guerra mondiale, a causa dell’invasione dell’Olanda da parte dei nazisti.

Negli anni della guerra, infatti, deve a lungo soffrire la fame, tanto che si narra che la sua famiglia fu costretta a cibarsi di bulbi di tulipani. Durante questo periodo, inoltre, fu costretta a cambiare il suo nome in Edda van Heemstra.

Alla fine della seconda guerra mondiale, la famiglia si stabilì ad Amsterdam, dove Audrey ricominciò a studiare danza, la sua vera grande passione, e iniziò a lavorare come indossatrice.

Dopo qualche apparizione sul grande schermo, nel 1953, Audrey Hepburn conosce Colette. La famosa scrittrice la trova perfetta per la parte di Gigi e, poco tempo dopo, la Hepburn è la star dello spettacolo omonimo messo in scena a Broadway.

Quasi contemporaneamente, l’attrice anglo-olandese ottiene il suo primo ruolo da protagonista nel film di William Wyler Vacanze romane” e vince subito l’Oscar.

Da questo momento in poi la sua carriera è in totale ascesa e nel 1961 recita nel celebre Colazione da Tiffany” di Blake Edwards.

Negli anni ’70 e ’80 apparve sempre più raramente sul grande schermo, preferendo dedicarsi alla famiglia. Nel 1988 fu nominata ambasciatrice ufficiale dell’UNICEF e, da quel momento fino alla sua morte, si dedicò assiduamente al lavoro umanitario, per il quale ricevette diversi riconoscimenti.


Copyright:

Copertina

1

2

3

4

 

 

Annunci

Rispondi