CULTURA

TRA SOGNO E FUMETTO: INTERVISTA AD ARIEL VITTORI FOUNDER DI ATTACCAPANNI PRESS

Inseguire un sogno oggi, più che mai, è davvero difficile ma per fortuna che c’è ancora chi crede nella forza dei propri desideri. Questo è il caso di Attaccapanni Press, giovane casa editrice tutta al femminile che si sta affermando nel mondo del fumetto. Tanti i riconoscimenti ricevuti fino ad ora ed innovativa la metodologia di crow funding che la casa editrice sta attuando per ricercare fondi per la pubblicazione delle proprie opere.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con la fondatrice e presidentessa dell’associazione culturale che è alle spalle della casa editrice, Ariel Vittori, giovane imprenditrice e fumettista.

Lo spirito imprenditoriale e la voglia di fare di certo non mancano a queste tre ragazze, Vittori, Laura Guglielmo e Laura Vivacqua che stanno trasformando il loro sogno in realtà.

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Attaccapanni Press è una casa editrice ma anche un’associazione culturale, qual è stata l’idea che ha messo in moto un progetto così ampio e particolare?

Il seme di Attaccapanni è stato una storia che io e Laura Guglielmo abbiamo creato per un’antologia americana ma che non ha passato la selezione. Eravamo però sinceramente affezionate alla storia e volevamo davvero lavorare assieme, quindi ci siamo dette: perché non fare un’antologia tematica all’americana qui?

Non con un collettivo, ma curando noi due la selezione e l’editing di un gruppo variegato di artisti. Nella storia una protagonista era strega, ed ecco qui che la stregoneria come tema affascinante si è imposto, per creare GrimorioRealizzarlo ci è piaciuto così tanto che abbiamo tirato dentro Laura Vivacqua e abbiamo deciso di creare tramite l’Associazione una solida base per continuare a poter fare tanti bei libri con belle storie. 

Lavoro di squadra: quanto è importante per una casa editrice indipendente?

Importantissimo, anche se la nostra squadra è decisamente piccina: siamo tre! Io e le già citate Laura G. e Laura V. Ci sentiamo regolarmente per delle call, perché viviamo distanti, e quasi quotidianamente ci teniamo informate a vicenda sugli aggiornamenti da fare su Facebook, le comunicazioni da fare agli artisti e così via. 

Laura V. si occupa dei social, del talent scouting e da quest’anno anche dell’editing assieme a noi. Laura G. è la graphic designer, contabile, oltre che ovviamente editor. 

Io oltre a essere editor sono formalmente la Presidentessa dell’Associazione e in quanto tale sono quella che in genere fa telefonate, manda email e si occupa della burocrazia e di tutta quella gestione più difficilmente catalogabile con una singola etichetta.

Ci aiutiamo molto tutt’e tre a vicenda comunque e spesso può capitare che io impagini qualcosa, Laura G. faccia un post o simili.

Secondo te, una casa editrice indipendente può lavorare di più sulla qualità delle pubblicazioni oppure è più difficile essere competitivi nel mondo dell’editoria di oggi? 

Dipende ‘di più’ rispetto a cosa: rispetto a una casa editrice tradizionale? Non credo, è pieno di bellissimi libri creati da grandi editori, per fortuna. Sicuramente noi puntiamo molto alla qualità ma più per volontà personale che per competitività: tutta la fatica è ripagata dal poter tenere in mano un libro che è un po’ più bello di quello precedente, è lì la nostra passione. 

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Avete scelto di dare ad Attaccapanni Press uno stile inconfondibile e unico, un po’ dark e un po’ nipponico sotto certi aspetti. Ma, come è nato il concept he ha dato al vostro progetto un’identità così ben definita?

Molto banalmente io e Laura G. per Grimorio abbiamo scelto artisti di cui amavamo lo stile, e così è stato anche per i progetti successivi aggiungendo al mix i gusti di Laura V. L’identità molto definita nonostante la pluralità di stili c’è sicuramente, sia per la coerenza della comunicazione di Laura V. nei social, sia per lo splendido lavoro di branding grafico di Laura G. 

Per la sostanza invece, credo che il punto sia il mix di influenze degli artisti che scegliamo, e anche nostro: raramente ci sono autori ‘puri’. Non c’è nessuno che puoi catalogare come sicuramente americano, sicuramente manga, e così via. Ci piace il fusion. 

La tua biografia sul sito di Attaccapanni Press ci informa di un aspetto del tuo carattere: “Produttrice di ottimismo compulsivo”. Quanto ottimismo ci vuole per portare avanti un progetto impegnativo come quello di una casa editrice? 

Tantissimo. Per stringere i denti nei momenti morti della campagna crowdfunding, per gestire con pazienza i ritardi di artisti e/o tipografi, per sognare con anni di anticipo i progetti futuri. Ovviamente non basta e all’ottimismo va poi aggiunta la spinta, l’azione.

Una delle vostre pubblicazioni più importanti è sicuramente Grimorio che vede la collaborazione di diversi autori emergenti (e non) del panorama fumettistico italiano. Il carattere antologico delle vostre opere è ben riscontrabile e fornisce ad esse un una visione più particolareggiata del modo di fare fumetto oggi. Ma, per te, cosa vuol dire lavorare nel mondo del fumetto?

Significa prima di tutto poter fare ciò per cui ho sentito una vera vocazione sin da bambina, qualcosa che al di là delle deadline e delle difficoltà a pensarci mi dona sempre gioia vera. E oltre a tutte queste belle cose significa anche mettere impegno e risorse nel mio lavoro costantemente, cercare di migliorarmi, produrre, pagare l’affitto, dire qualcosa. 

Nonostante il mio sincero amore per questa passione per me è molto concreto il fatto che sia un lavoro, che non sempre mi piacerà quello che faccio e che alcuni fumetti saranno più commissione che qualcosa nato da una spinta artistica e va bene così. 

Un altro progetto che vedrà la luce tra qualche giorno è Minimenù. Vuoi spiegarci di cosa si tratta e come mai avete deciso di dar vita ad una pubblicazione legata al mondo del cibo?

Minimenù è proprio un ricettario, con tanto di rilegatura a spirale metallica perché sia comodo tenerlo aperto sulla pagina della ricetta scelta, per seguire con cura le istruzioni mentre si smanetta ai fornelli. Il progetto nasce dalla volontà mia e di Laura G. di unire gli argomenti di cui parliamo il 90% del tempo: il cibo e il disegno. Un po’ tutti noi italiani amiamo parlare di cibo oltre che mangiarlo, e io, Laura e la terza artista che abbiamo invitato a partecipare, La Nuke, amiamo anche cucinarlo. Realizzarlo è stato una boccata d’aria fresca, uno dei miei progetti preferiti in assoluto, della vita. Disegnare cibo è davvero fantastico.

Nel libro troverete due ricette di ciascuna di noi per ogni portata: antipasto, primo, secondo, contorno, dolce. Per un totale di 30 ricette con spiegazione e illustrazione del prodotto finito. 

TEMPERATURA_02Quali sono state le conquiste e i riconoscimenti più importanti che Attaccapanni Press ha ottenuto fino ad ora e cosa ti aspetti per il futuro? 

A livello ufficiale, senza dubbio il premio della Self Area 2017 a Lucca Comics. Non mi aspettavo un riconoscimento simile arrivasse tanto presto, siamo state tutte sorprese e commosse. A livello di numeri le 1200 copie di Grimorio vendute in giro per l’Italia, una cifra da capogiro per un’autoproduzione. 

Ci aspettiamo di fare qualche passetto in avanti, ma non troppi: per ora, non pianifichiamo davvero di conquistare il mondo o, più ambiziosamente, ‘diventare editori veri’. Siamo anche molto assorte nello sviluppare la nostra carriera individuale di autrici.

Speriamo però di riuscire ad espandere il successo delle campagne crowdfunding per permetterci di realizzare più progetti pur tenendo una sola grossa Antologia l’anno come pilastro principale.

E speriamo ovviamente di fare progetti sempre più minuziosamente curati, con storie sempre più belle.

Io poi, segretamente, spero di poter stampare qualcosa in cartonato, ma non lo devo ripetere a Laura G. oppure rischio le botte.   

Copyright Photo: AttaccapanniPress

 

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