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TRAGEDIA NELLA ROMA BENE. GIOVANE MUORE PER UN’OVERDOSE, LA FIDANZATA: “MI VENDICHERÒ”

«Bisogna lottare tutti i giorni, lottare per tutta la vita, per non lasciarsi andare».

Giuseppe De Vito Piscicelli, erede di una nobile famiglia originaria del napoletano, in un post sul suo profilo Facebook, scriveva queste parole appena sabato scorso. Un messaggio che poteva essere sintomo di grande voglia di vivere, ed invece il ragazzo, figlio di un’ambasciatrice, alle prime luci del mattino di martedì scorso, è venuto a mancare, ghiacciato nel suo letto da una dose fatale di metadone. Con una frase scritta in arancione sul petto: “Mi hai lasciato sola tutta la notte. Mi vendicherò”.

Secondo i primi indizi accusatori, almeno una parte del metadone sarebbe stata fornita al giovane dalla fidanzata, conosciuta in una comunità di recupero dalla quale erano usciti il weekend scorso per un permesso e che ora è indagata per omicidio colposo. Sotto interrogatorio, E.G., avrebbe spiegato che in realtà “si trattava solo di un gioco”.

Teatro del delitto una casa nella lussuosa via di Villa Grazioli, in zona Parioli, quartiere chic della città dove il ragazzo aveva da sempre vissuto.

In quell’appartamento i genitori lo hanno trovato esanime, nella sua stanza da letto, intorno all’ora di pranzo.

La prima ad entrare è stata la mamma, preoccupata per non aver visto ancora il figlio sveglio. Vano l’intervento dell’ambulanza: il personale medico, nonostante il massaggio cardiaco e i tentativi di rianimarlo, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Non è ancora certo se il ragazzo fosse già morto, stesse avendo un malore o fosse solo in una fase di sonno profondo quando la fidanzata ha lasciato lo stabile.

Dai primi risultati dell’autopsia, in attesa dei risultati degli esami tossicologici, i medici legali hanno però confermato che a fargli perdere la vita sia stata un’overdose di stupefacenti.

In merito a questo argomento si continua, comunque, a mantenere il massimo riserbo: peraltro, i titolari della struttura – dalla quale la droga sarebbe stata sottratta – non risultano essere nel registro degli indagati.

Ad ogni modo, le domande che si pone il Pubblico Ministero Mario Dovinola riguardano anche questo. Uno dei più grandi interrogativi su cui non è ancora chiaro granché, è il perché il ragazzo abbia potuto auto-somministrarsi il metadone lontano dalla comunità dve si stava disintossicando.

Solitamente la normativa vigente in merito è molto rigida e e ci sono regole severissime che accompagnano la procedura: il metadone è un’esclusiva del Sert.

La giovane compagna, intanto, rintracciata dalla Polizia, è stata interrogata il giorno stesso del decesso.

La ragazza, visibilmente confusa, assistita dall’avvocato Enrico Modica, non ha fornito risposte esaurienti e non si esclude possa essere richiamata per dare spiegazione a quesiti ancora poco chiari ed irrisolti.

L’ennesima tragedia legata alla droga, che continua a mietere vittime tra persone sempre più giovani, indipendentemente dal ceto sociale d’appartenenza.

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https://www.google.it/amp/s/roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_maggio_02/parioli-giallo-morte-un-23enne-scritta-col-rossetto-mi-hai-lasciato-sola-te-ne-pentirai-990e3c7e-4ded-11e8-98a3-3b5657755c11_amp.html?source=images

http://www.narconon.it/metadone/

https://roma.fanpage.it/giuseppe-23-anni-morto-di-overdose-ai-parioli-la-ragazza-mia-la-scritta-sul-petto-solo-un-gioco/

https://www.google.it/amp/s/www.ilmessaggero.it/AMP/parioli_ragazo_morto_overdose-3704405.html?source=images

http://www.abcsalute.it/notizie-salute/droga/overdose-assunzione-di-dosi-eccessive-di-droghe-o-farmaci-che-puo-portare-alla-morte.html

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