Il turista low cost

10 COSE DA VEDERE A NAPOLI IN 2 GIORNI

Napoli è una città che incanta per la sua sorprendente bellezza, per le mistiche leggende che attraversano i vicoli della città vecchia, per gli enigmi che da sempre caratterizzano la sua storia.

Arte e storia sono i cuori pulsanti di una città piena di contraddizioni, poiché in lei convivono diverse anime, quasi tutte contrapposte: la devozione religiosa, in particolar modo per San Gennaro, convive con l’anima pagana; così come l’estrema bellezza si contrappone al degrado.

Un teatro a cielo aperto dove ognuno recita la sua parte e, spesso, improvvisa. Fatevi affascinare dalla magia della città, siate flessibili a cambiare programmi, lasciatevi sedurre dall’aroma del caffè bevuto con vista mare.

Lasciatevi trasportare dai colori dei Quartieri Spagnoli, e ancora, fatevi sedurre dagli odori di una città che vanta una delle tradizioni culinarie senza eguali.

Ecco una lista, stilata da noi di Metis Magazine, delle dieci cose imperdibili da vedere e fare a Napoli in due giorni di visita.

E ricordate che andar via senza aver assaggiato una sfogliatella, sia riccia che liscia, la pizza fritta o una semplice caprese, sarebbe un peccato mortale!

SPACCANAPOLI

Spaccanapoli è la strada che taglia, in linea retta, tutta la città partenopea. Il percorso va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella e ha origini antichissime.

Si può definire il cuore pulsante della città, una prima passeggiata a Spaccanapoli, infatti, svelerà subito l’essenza di Napoli: botteghe di artisti e artigiani, splendide chiese, convivono con turisti, venditori ambulanti abusivi e motorini che scorrazzano per le strettissime viuzze.

Durante il percorso è possibile trovare la chiesa del Gesù Nuovo, il complesso di San Domenico Maggiore e lo splendido Monastero e chiesa di Santa Chiara, che con un po’ di fortuna, relativa agli striminziti orari di apertura al pubblico, riuscirete a visitare.

QUARTIERI SPAGNOLI

Storicamente i Quartieri Spagnoli rappresentavano il rione-alloggio in cui erano stati sistemati i militari all’epoca della dominazione spagnola. L’intento era quello di ricavare più alloggi possibili, motivo per il quale, dal punto di vista architettonico, il quartiere si estende in altezza.

Fin dalla nascita fu identificato come un luogo pericoloso e di perdizione, poiché al suo interno venivano compiuti molti delitti e soprusi. Inoltre la presenza di molti vicoli stretti e l’ambiente “chiuso”, ha fatto sì che diventasse terreno fertile per la malavita. I Quartieri Spagnoli furono, quindi, considerati come luogo più malfamato di Napoli.

Negli ultimi anni si è cercato di valorizzare le bellezze architettoniche presenti all’interno dei Quartieri e si è fatto molto per rendere la zona più sicura.

Non visitarli sarebbe un vero peccato, è infatti qui che si respira e si vive la vera anima di Napoli: i colori delle botteghe artigiane animano le strade del centro, i murales presenti in zona danno vita ai palazzi alti e grigi, le edicole votive caratterizzano la già nota contrapposizione tra sacro e profano.

Nelle trattorie che si incontrano lungo il percorso è possibile gustare i piatti autentici della tradizione culinaria partenopea: pasta e patate, spaghetti con pomodoro fresco, o gli scialatielli ai frutti di mare.

 

STAZIONE METRO DI TOLEDO

In corrispondenza dei Quartieri Spagnoli di Napoli, vi è la Stazione metro di Toledo, anche detta la Stazione Metropolitana dell’Arte.

È considerata la stazione di metropolitana più bella d’Europa, aggiudicandosi inoltre prestigiosi premi internazionali.

Progettata dall’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca,  inaugurata nel 2012 lungo la linea 1, già nel 2013 risulta vincitrice dell’Emirates Leaf International Award come Public building of the year, in seguito viene poi assegnato il premio ITA – International Tunnelling Association, ovvero l’Oscar delle opere in sotterraneo.

La sua scenografia si fa specchio degli elementi della città: mare, terra, tufo. Nell’area “sommersa” è possibile ammirare le onde realizzate con la tecnica lenticolare e un gioco di luce LED.

Mentre i mosaici di William Kentridge, posti a livello del suolo, fanno riferimento ai miti mediterranei, all’iconografia napoletana e al Vesuvio.

Diversi altri interventi, sia fotografici che scultorei, posti nelle diverse uscite della stazione di Toledo, rendono questo posto unico nel suo genere.

 

CAPPELLA SANSEVERO

La Cappella Sansevero è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi della città di Napoli, considerata il “tempio” artistico, filosofico e scientifico del Principe di Sansevero, Raimondo di Sangro.

All’interno ci sono opere come il Cristo Velato, capolavoro di arte barocca realizzato da Giuseppe Sanmartino nel 1753 su commissione dello stesso Principe. La straordinarietà dell’opera sta nel fatto che è ricavata da un unico blocco di marmo, che rappresenta un Cristo, in scala reale, coperto da un velo che sembra trasparente. Proprio attorno a questo velo di marmo, è nata una leggenda: si narra che il principe alchimista abbia rivelato allo scultore una formula magica per cristallizzare il velo di marmo sul corpo del Cristo.

Nel resto della Cappella vi sono le statue della Virtù e nella Cavea sotterranea è possibile ammirare le straordinarie Macchine Anatomiche. Tutte le opere custodite nella Cappella di Sansevero rappresentano il lascitodi Raimondo di Sangro, un uomo avvolto dal mistero per le sue tante enigmatiche attività: fu esponente dell’Illuminismo Europeo e primo Gran Maestro della massoneria napoletana, esoterista, alchimista, inventore, letterato ed accademico del ‘700.

NAPOLI SOTTERRANEA

La visita di Napoli sotterranea rappresenta, indubbiamente, il percorso più affascinante da effettuare alla scoperta della città di sotto, che nasconde un fitto intrigo di anfratti, grotte e cunicoli che raccontano una storia parallela alla vita della Napoli in superficie.

Prima di diventare una città sotterranea, dal ventre di Napoli è stato estratto il tufo adoperato per costruire la città di sopra. Una volta estratto il tufo, si è venuto a creare un reticolo di cunicoli e ambienti comunicanti tra loro, serviti negli anni agli scopi più disparati: nel periodo greco-romano, fu addirittura un acquedotto, infatti lungo l’intero percorso si trovano pozzi e cisterne, durante la seconda guerra mondiale gli ampi spazi sotterranei divennero rifugi contro i bombardamenti, successivamente al conflitto mondiale fu utilizzata come discarica e questa situazione perdurò fino agli anni ’80.

Grazie all’attività di alcuni volontari e dell’omonima associazione, le fondamenta della città sono state ripulite e oggi è possibile percorrere questo suggestivo percorso, tra tempo e storia, riconsegnato ai cittadini di Napoli e ai visitatori.

L’ingresso è nel cuore del centro storico in Piazza San Gaetano n.68 e la visita dura, in media, 1 ora e 30 minuti.

IL DUOMO DI SAN GENNARO

Quello per San Gennaro è, per i napoletani, un sentimento viscerale e condiviso, che nel corso dei secoli ha superato divieti e restrizioni, rafforzandosi sempre più.

Il Duomo di Napoli compare per l’appunto in Via Duomo, la maestosa facciata svetta verso l’alto come a voler sottolineare la forza che il culto di San Gennaro ha per gli abitanti della città.

Il Tesoro di San Gennaro, racchiuso nella Cappella, conta reliquie e oggetti preziosi, diventati oracoli di fede. Comprende anche statue, candelabri e argenti vari, che i devoti hanno gelosamente protetto durante i numerosi saccheggi della città.

Visitando Napoli durante il primo sabato di Maggio, il 19 settembre in occasione della festa del Santo, o il 16 dicembre, è possibile assistere all’invocazione del miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro racchiuso in un’ampolla.

In realtà la teca in cui è custodita la reliquia, contiene due ampolle, ma una è semivuota perché Carlo III di Borbone ne estrasse il contenuto per portarlo in Spagna.

CASTEL DELL’OVO

Castel dell’Ovo è il più antico castello di Napoli, sorge sull’isolotto di Megaride dove, secondo la leggenda, vi approdò la sirena Partenope che diede il primo nome alla città antica, primo insediamento dei greci, i Cumani (di origine greco-euboica), nella metà del VII secolo a.C.

Il nome del castello è strettamente legato alla leggenda secondo la quale Virgilio avrebbe nascosto un uovo nei sotterranei affermando che da “quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna di Castel Marino”.

Attualmente il castello è collegato al Lungomare della città di Napoli attraverso un ponte sul mare ed è circondato dal pittoresco Borgo Marinari, animato di mattina e sera da ristoranti e bar.

Il castello è visitabile tutti i giorni ad ingresso libero.

Dalla terrazza più alta si può ammirare un incantevole panorama della città di Napoli con il suo porto di Mergellina, mentre dal lato opposto si può ammirare la maestosità del Vesuvio, distinguendo la penisola sorrentina e l’isola di Capri.

IL LUNGOMARE MERGELLINA

Tra le attività più rilassanti da fare a Napoli non può mancare una passeggiata sul Lungomare della città.

Uno dei luoghi più cari, frequentati da cittadini e turisti, e costantemente animato da eventi e manifestazioni di ogni tipo, ma anche da numerosi bar, ristoranti e pizzerie che si susseguono lungo tutto il tragitto.

Il Lungomare di Napoli è un percorso di circa 3 km che costeggia il mare e che parte da Santa Lucia, da via Nazario Sauro, e arriva fino a Mergellina, dove finisce via Caracciolo, costeggiando uno dei panorami più pittoreschi del mondo.

Passeggiare sul Lungomare di Napoli significa ammirare in un colpo d’occhio la maggior parte delle bellezze che caratterizzano la città: il Vesuvio, l’isola di Capri, Castel dell’Ovo ed il promontorio di Posillipo.

Fate una sosta in uno dei tanti bar presenti lungo l’intero percorso e godete di questa suggestiva veduta.

 

PIAZZA PLEBISCITO E PALAZZO REALE

Simbolo della città è Piazza Plebiscito, rappresentazione del nuovo Rinascimento napoletano.

Entrando in Piazza si è subito avvolti nel caloroso abbraccio del neoclassico colonnato della chiesa di San Francesco di Paola, e dalle due statue equestri di Carlo III di Borbone e suo figlio Ferdinando I, realizzate da Canova.

Esattamente in corrispondenza delle due statue, e difronte il colonnato, si estende Palazzo Reale, quest’ultimo fu costruito alla fine del 1500 in occasione della possibile visita del Re Filippo III a Napoli.

Il Palazzo Reale fu commissionato a Domenico Fontana nel 1600, che lo consegnò dopo solo due anni, anche se non completamente finito. Nel 1734 Napoli divenne capitale di un regno autonomo con Carlo III di Borbone, e solo allora il Palazzo fu ampliato sul versante del mare.

Le ultime trasformazioni avvennero al tempo di Ferdinando Il Borbone, tra il 1838 e il 1858, del restauro fu incaricato l’architetto Gaetano Genovese, che optò per un gusto neoclassico.

IL MASCHIO ANGIOINO

La fortezza fu edificata per diventare residenza reale dei sovrani Angioini e, fu chiamata Castel Nuovo, per distinguerla dagli altri castelli già presenti in città: Castel Sant’Elmo, Castel dell’Ovo e Castel Capuano.

In realtà Carlo I non vi abitò mai, ma negli anni divenne dimora di ospiti illustri come Petrarca, Boccaccio e Giotto che nel 1332 affrescò la Cappella Palatina.

Solo sotto il regno di Alfonso d’Aragona e grazie al suo intervento dal punto di vista architettonico, fece infatti ricostruire completamente il suo aspetto esteriore fino a raggiungere la struttura attuale, il Maschio Angioino divenne un’elegante corte reale.

Gli orari di apertura al pubblico sono dalle 9.00 alle 19.00, dal lunedì al venerdì. Il costo del biglietto è di 6 euro.

Mentre la domenica l’ingresso è gratuito solo per le aree: del cortile, la Cappella Palatina, la Sala dei Baroni, la Sala dell’Armeria e la Sala della Loggia.

Copyright foto: Tiziana Giannitelli, Cappella di Sansevero

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