ATTUALITÀ

CELIBATO E CHIESA CATTOLICA

L’obbligo della continenza perfetta e perpetua non è un affatto dogma e non affonda le sue radici in alcuna volontà o legge divina. Si tratterebbe piuttosto di una questione di opportunità, legata verosimilmente alla necessità di poter contare sulla dedizione totale del rappresentante di Dio in Terra nei confronti della propria comunità di fedeli, piuttosto che all’esigenza di evitare pretese ereditarie da parte degli aventi causa dei sacerdoti una volta che questi fossero passati a miglior vita.

Nulla vieta che la regola, per mano del Papa o del Concilio ecumenico, possa tranquillamente essere sovvertita.

Tanto è corroborato, altresì, dalle risultanze del Concilio Vaticano II, con cui si fugó ogni dubbio in proposito e si sostenne che «la perfetta e continua continenza per il Regno dei cieli certamente non è richiesta dalla natura stessa del sacerdozio, come risulta evidente se si pensa alla prassi della Chie­sa primitiva e alla tradizione delle Chiese orientali nelle quali, oltre a coloro che assieme a tutti i vescovi scelgono con l’aiuto della grazia il celibato, vi sono anche degli eccellenti presbiteri coniugati» (Presbyterorum ordinis, 16).

Pare che lo stesso apostolo Pietro fosse coniugato, considerato che nei Vangeli è dato leggere un passo in cui si fa riferimento a sua suocera, sebbene nulla si sappia nè della moglie nè dei figli.

La regola che piuttosto si sconosce è quella per cui non era possibile, all’epoca di Pietro, modificare il proprio status una volta che si fosse ricevuta l’ordinazione, sicché se si diventava servitori di Dio da celibi si doveva rimanere tali.

In realtà, nel corso degli ultimi anni – complice la risonanza mediatica degli accadimenti di cronaca che hanno in più occasioni visto la Casa di Dio sotto i riflettori della televisione e della stampa che bene hanno potuto ricamare sull’ignominia umana – la questione del celibato dei sacerdoti è stata oggetto di una morbosità particolarmente accentuata.

Ma al di là delle distorsioni del messaggio informativo e della nefandezza di alcune condotte, si è registrata una certa apertura anche da parte del Sommo Pontefice rispetto all’abolizione (con asterisco) del celibato per gli esponenti della sua Chiesa.

Sembra che Papa Francesco non escluderebbe affatto l’impiego di viri probati da ordinare e destinare alla guida di piccole comunità decentrate, ove potrebbero recarsi con la loro famiglie per portarvi il messaggio di fede e sopperire alla “carenza di personale”, e a quanto pare anche di vocazione, che negli ultimi tempi sembra dilagare e che avrebbe determinato una radicale diminuzione delle ordinazioni sacerdotali.

La posizione del Pontefice non è di certo passata inosservata ed ha suscitato un certo scalpore.

Potrebbe essere l’Amazzonia a dare il via, nel 2019, alla riforma del celibato e sperimentare le ordinazioni dei viri probati, uomini di fede conclamata, siano essi anziani, sposati o vedovi, che possano conferire alle molte comunità di fedeli una degna guida spirituale.

Copyright foto: https://cooperatores-veritatis.org/2018/02/08/i-viri-probati-non-sono-la-soluzione-al-calo-delle-vocazioni/

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