CULTURA

EDITORIALE XXX: VITE PARALLELE

Quando fate una scelta importante nella vostra vita, voi scegliete in effetti tra due possibili situazioni future. Non appena fate la scelta, uno dei possibili futuri scompare. E’ vero? Oppure questo futuro alternativo seguita comunque ad esistere in un mondo parallelo ed è vissuto da un’altra parte di voi? Secondo la “teoria dei mondi molteplici” in fisica, ogni qualvolta ci sia un momento di scelta, avviene una divisione nell’universo: le varie possibilità coesistono in mondi paralleli. Da un punto di vista spirituale, qual è il significato dei mondi paralleli e come possiamo farne esperienza nella nostra vita quotidiana? 

Gerrit Gielen

Vi è una teoria secondo cui l’universo non è altro che il riflesso di un’infinità di mondi.

Il nostro mondo è solo uno dei molteplici esistenti. La popolarità di questa tesi ha preso piede sempre di più negli ultimi anni soprattutto da un punto di vista scientifico ma anche attraverso la cinematografia o la letteratura di genere fantasy.

Il concetto di Universo alternativo o parallelo vuole indicare l’ipotesi secondo cui esso è unico nella propria dimensione ma separato, distinto e coesistente con altri. Basti pensare ad un’immagine spazio-temporale e all’insieme di tutti gli universi teoricamente esistenti che prendono il nome di ”multiuniverso. Come appena accennato, questa teoria non è estranea alla scienza; esistono trattati cosmologici e fisici che ammetterebbero la possibilità di tale parallelismo, la più nota tra queste è sicuramente la teoria delle stringhe. 

Louis-Auguste Blanqui, considerato uno degli esponenti di spicco del socialismo utopistico, indagò sul tema da un punto di vista teorico e filosofico dando vita all’opera L’Eternité par les astres, dove analizza la possibilità dell’esistenza di dimensioni parallele infinite che necessariamente portano all’idea di infiniti nostri doppi che ripeteranno o varieranno i nostri gesti.

« Ogni astro, qualunque astro esiste un numero infinito di volte nel tempo e nello spazio, non in una soltanto delle sue forme, ma così com’ è in ognuno dei momenti della sua esistenza, dalla nascita alla morte. E tutti gli esseri sparsi sulla sua superficie, grandi e piccoli, vivi o inanimati, condividono il privilegio di questa perennità. La terra è uno degli astri. Ogni essere umano è dunque eterno, in ognuno dei momenti della sua esistenza. Quello che io ho scritto in questo momento nella mia cella, l’ho scritto e lo scriverò per l’eternità, sullo stesso tavolo, con la stessa penna, vestito degli stessi abiti, in circostanze uguali. Tutte queste terre sprofondano, una dopo l’altra, nelle fiamme che le rinnovano, per rinascere e sprofondare ancora, scorrimento monotono di una clessidra che si gira e si svuota eternamente da sola. »

Nella narrativa fantascientifica, il concetto di universi paralleli viene introdotto per la prima volta dallo scrittore statunitense Murray Leinster nel 1934, per essere ripreso in seguito da molte opere successive divenendo così un tema classico della letteratura fantascientifica.

Una fra le teorie, quotata ora da una buona porzione di stimati fisici contemporanei, che dà plausibilità all’esistenza d’una pluralità d’universi contigui: è l’interpretazione a realtà parallele, appartenente alla disciplina della meccanica quantistica/meccanica ondulatoria; denominata successivamente (da Bryce DeWitt) “a molti mondi” (a volte riportata, in acronimo anglosassone, come MWI: Many Worlds Interpretation). Essa fu elaborata e proposta da Hugh Everett III a partire dagli ultimi anni cinquanta. Uno dei maggiori sostenitori della teoria è il fisico David Deutsch, dell’Università di Oxford, il quale nel suo noto saggio La trama della realtà definisce genericamente la fisica quantistica (con evidente riferimento a Everett) “la fisica del multiverso”.

Attorno all’ipotesi dell’esistenza delle dimensioni parallele sono state create numerose ambientazioni per libri, film, fumetti e serie televisive. Il comune denominatore delle vicende raccontate è la possibilità di viaggiare o di interagire con mondi esistenti nelle varie dimensioni teorizzate dall’idea di multiverso e dall’interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica.

Potremmo citare Interstellar, un film di fantascienza del 2014 diretto da Christopher Nolan.

Interpretato da Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain e Michael Caine, il film narra di un gruppo di astronauti che viaggiano attraverso un wormhole (  Un ponte di Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale, detto anche wormhole (in italiano letteralmente “buco di verme”), è una ipotetica caratteristica topologica dello spaziotempo che è essenzialmente una “scorciatoia” da un punto dell’universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale.) in cerca di una nuova casa per l’umanità.

Il primo scienziato a teorizzare l’esistenza dei wormhole fu Ludwig Flamm nel 1916. In questo senso l’ipotesi della galleria gravitazionale è un’attualizzazione della teoria ottocentesca di una quarta dimensione spaziale la quale supponeva – ad esempio per un dato corpo toroidale, nel quale si trovino le tre dimensioni spaziali comunemente percettibili – una quarta dimensione spaziale che abbreviasse le distanze, e così i tempi del viaggio. Questa nozione iniziale fu plasmata in modo più scientifico nel 1921 dal matematico Hermann Weyl in relazione alle sue analisi della massa in termini di energia di un campo elettromagnetico.

Attualmente la teoria delle stringhe ammette l’esistenza di oltre 3 dimensioni spaziali e non 4 (vedere iperspazio), ma le altre dimensioni spaziali sarebbero contratte o compattate in base a scale subatomiche (secondo la teoria di Kaluza-Klein) per cui sembra impossibile sfruttare tali dimensioni spaziali per fare viaggi nello spazio e nel tempo.

Uno per te, uno per me. Quando starò lassù nell’ipersonno o viaggiando quasi alla velocità della luce o vicino a un buco nero il tempo cambierà per me e andrà molto più lento. Quindi quando tornerò Murphy li confronteremo. […] Chi può dirlo? Magari quando sarò tornato io e te avremo la stessa età. (Cooper)

In questo XXX numero di Metis Magazine abbiamo voluto addentrarci nell’affascinante e misterioso tema dei mondi alternativi e delle vite parallele.  Lo abbiamo fatto come sempre affrontando la tematica a 360° con i nostri articoli di approfondimento, le nostre interviste esclusive e le immancabili rubriche.

Come sempre, senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi ma solo con l’intento di darvi alcuni spunti di riflessioni vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Giugno.

Buona lettura.
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