CULTURA

BUFALE E DINTORNI, COS’È IL FENOMENO DEL CREEPYPASTA?

Negli anni ’80 erano i coccodrilli albini nelle fogne di New York, o il veleno nei pompelmi Jaffa come
ritorsione dei primi terroristi islamici. A ben cercare, le leggende metropolitane sono una costante della nostra società, una presenza sottile che permane adeguandosi alle nuove dinamiche sociali.

Certo, con la diffusione di internet e dei social questa tam tam di immaginario urbano è divenuto una sorta di letteratura underground, muovendosi nei meandri della rete e vivendo di una vita propria. Quello che all’epoca era considerato leggenda metropolitana, oggi ha preso una nuova strada, assumendo quindi anche una nuova identità: creepypasta.

Questa definizione assume un ruolo essenziale nella genesi di questi fenomeno. Inizialmente, si dovrebbe parlare di copypasta, uno slang nato in alcuni forum (in particolare 4chan) con cui
si identificavano quelle storie, assurde o dalle tinte inquietanti, che venivano rimbalzate per tutto internet tramite il copia e incolla (copy and paste in inglese).

Da gioco di parole a vero e proprio genere letterario. Cos’è il Creepypasta?

Come metodo di diffusione è perfetto per l’era digitale, visto come l’uso dei social e della condivisione si presti benissimo a questo meccanismo. Ma come si arriva al creepypasta?
Con un gioco di parole, come spesso accade. Creepy significa raccapricciante in inglese, ed è il termine più calzante per identificare il tono spesso orrorifico di alcune di queste leggende metropolitane 2.0. Il tutto, ovviamente, ha scatenato una frenesia nel produrre nuove storie, alimentando un mostro digitale che si è messo in competizione con il meccanismo delle bufale.

In non poche occasioni alcuni creepypasta sono stati venduti alle masse come notizie reali, sfruttando, per l’appunto, la dinamica della bufala. Eppure, il creepypasta è riuscito a far breccia nella società digitale, specialmente tra i più giovani. Per la sociologa americana Shira Chess si tratta di un vero e proprio contesto folcloristico, paragonabile ai miti popolari o le credenze tradizionali.

La differenza, rispetto alla classica trasmissione orale della leggenda, è il fatto che i creeypasta si diffondano tramite il web, nascendo non da un corpus narrativo consolidato (come ad esempio potevano esser canoni come il ciclo arturiano) ma venendo appositamente creati per un solo
scopo: spaventare e diffondersi. Grazie a questa dinamica, sono comparse figure ora leggendarie come lo Slender Man (al centro anche della nuova serie young di Sergio Bonelli Editore, Creepy Past), capaci di assurgere al ruolo di icone moderne, grazie al risalto dato al fenomeno da
autorità come il Times, che nel 2010 dedicò addirittura la copertina al creepypasta.

Slender Man, il massimo esponente del creepypasta

Per fare un esempio di come nasce un creepypasta, prendiamo proprio Slender Man. Nato nel 2009 all’interno di una competizione internettiana nota come Something Awful Horror Photshop, il personaggio è stato creato da Eric Knudsen. Rappresentato come un una figura scheletrica, alta, si nasconde negli sfondi delle vecchie fotografie in bianco e nero. Ognuno poi ha immaginato la sua origine, chi vedendolo come un demone che si ciba di bambini, chi come una creatura nata nei miti dell’Europa dell’est.

Quale che sia la versione, lo Slender Man è dipinto come un segugio infernale, che caccia indiscriminatamente le proprie vittime, in ogni luogo. In seguito alla vittoria nel contest, Slender Man divenne famoso, facendo spuntare i primi creepypasta a lui dedicati. Ma di personaggi come Slender Man internet è ormai pieno, da Jeff the Killer a The Rake, fino ai celebri black eyed kids (che hanno stimolato lo sceneggiatore Joe Pruett). L’impatto di questo fenomeno è indubbio e, in un certo senso, comprensibile.

In età adolescenziale tutti abbiamo avuto la “fase horror” (n.d.r.), che si manifestava in maratone di film a base di squartamenti o letture di fumetti a tema (da Dylan Dog a I Racconti della Cripta). Con l’era digitale, il mondo della leggenda metropolitana ha semplicemente trovato un nuovo modo di espandersi. A volte anche con esiti nefasti. Nel giugno 214 due teenager americane uccisero a coltellate una coetanea per dimostrare l’esistenza dello Slender Man. Certo, verrebbe da chiedersi come sia possibile che una figura nata su interner possa arrivare a influenzare la mente di due ragazzine. Lo stesso creatore del personaggio ha dichiarato in un’intervista di esser rimasto sorpreso da questo successo.

Una Urban Legend richiede un pubblico ignaro delle origini della leggenda. Necessita di una terza e quarta e più fonti non verificabile per perpetrare il mito. Su internet, tutti erano a conoscenza delle sue origini come evidenziate dal sito Somethingawful. Ma la cosa divertente è che nonostante questo, la leggenda si è diffusa ugualmente. I meme di internet sono cose penetranti e, pubblicando la cosa giusta al momento giusto, è facile creare una nuova leggenda urbana.
Il veicolo dei creepypasta è inarrestabile, ecco la forza di questa nuova narrazione. Non solo i forum, ma anche webseriers (come Marble Hornets) e videogiochi indie che hanno reso questi personaggi, esponenti di una nuova mitologia.

Copyright Immagine di copertina

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