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GOVERNO CONTE: ECCO LA LISTA DEI MINISTRI

Nella serata di Giovedì 31 Maggio l’Italia ha finalmente avuto il suo governo, dopo più di ottanta giorni di crisi istituzionale senza precedenti nella storia della Repubblica.

Dopo settimane di tira e molla, il governo Lega-Movimento 5 Stelle è riuscito a proporre e far approvare l’esecutivo con cui espleterà il mandato di governo. Come presidente del Consiglio dei Ministri vediamo Conte, dopo aver dato e ricevuto indietro la staffetta da Cottarelli, presidente per quattro giorni.

La lista dei ministri vede 9 esponenti del M5S e 7 della Lega. I dicasteri del Lavoro e degli Interni sono andati rispettivamente ai candidati premier Di Maio e Salvini. Molti sono i volti nuovi che occuperanno i principali ministeri, ma andiamo per gradi.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è Giancarlo Giorgetti che potrebbe avere anche la delega per Servizi Segreti e Sport. Giorgetti è stato segretario della Lega per la regione Lombardia nel decennio 2002/2012 ed è stato presidente della commissione Bilancio della Camera dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2013.

Il nuovo ministro degli Esteri è Enzo Moavero Milanesi, avvocato e giurista, fu scelto da Napolitano nel 2013 come esponente della “commissione dei saggi”, è un antifascista convinto.

Agli Interni, come già annunciato, vediamo Matteo Salvini, segretario della Lega e militante nel partito fin dal 1990. Questo dicastero è forse il più importante e il più denso di responsabilità da parte di chi lo ricopre. Salvini prende il testimone da Minniti e si occuperà di ordine pubblico in quanto autorità nazionale di pubblica sicurezza. Tra i compiti del ministro degli affari interni c’è anche quello della tutela dei diritti civili quindi immigrazione, tutela delle diverse confessioni religiose, cittadinanza e asilo.

Il tanto discusso ministero dell’Economia e della Finanza è andato, invece, a Giovanni Tria. È stato professore di Economia, Macroeconomia, Storia dell’economia, Economia Politica alla Sapienza, a Perugia e a TorVergata. È dichiaratamente un euro critico ma non mette in discussione la moneta unica.

Il ministero del Lavoro e dello Sviluppo è andato a Luigi Di Maio, il leader politico del M5S. Di Maio è al suo ultimo mandato, stando alle regole interne del Movimento, sarà anche il vicepresidente del Consiglio dei Ministri insieme a Matteo Salvini.

Alla Giustizia abbiamo un altro penta stellato, Alfonso Bonafede. Attivista storico del movimento, è un avvocato e ha redatto la parte del contratto di governo riguardante, appunto, la giustizia.

Alla Pubblica amministrazione vediamo un altro avvocato di grande fama, Giulia Bongiorno. Passata agli onori della cronaca come avvocato difensore di Giulio Andreotti, la Bongiorno è già stata in parlamento dal 2006 quando fu eletta con Alleanza Nazionale di Fini.

Il ministero della Difesa è stato assegnato a Elisabetta Trenta che non è una esponente delle forze dell’ordine ed è stata consigliera comunale di forze moderate di centro.

All’Ambiente un altro penta stellato, Sergio Costa è il comandante della Regione Campania dei carabinieri forestali. Ha scoperto le discariche abusive di rifiuti pericolosi nel casertano (Terra dei Fuochi) e ha collaborato con la Direzione Nazionale Antimafia.

Al ministero della Salute vediamo Giulia Grillo, medico chirurgo specializzato in medicina legale, ambigua è la sua posizione sulla questione Vaccini. Si è detta contraria alla legge che obbliga ai vaccini promulgata dall’ex ministro Lorenzin, ma ha dichiarato successivamente che i vaccini devono rendersi obbligatori là dove la minaccia di contagio epidemico è molto alta.

Come ministro degli Affari Regionali è stata scelta Erika Stefani, leghista, è entrata in parlamento nel 2013. All’Agricoltura, invece, è stato nominato Gianmarco Centinaio fedelissimo di Matteo Salvini, diventa capogruppo della Lega nel 2014 quando sostituisce Bitonci come sindaco di Padova.

Alberto Benisoli è, invece, il nuovo ministro dei Beni Culturali e del Turismo, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Milano, NABA. Candidato alla camera con il M5S, non è stato, però, eletto.

Il tanto discusso Paolo Savona, è stato nominato ministro degli Affari Europei. Citando le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’atto del rifiuto della sua nomina come ministro dell’economia, Savona è “sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell’Italia dall’euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell’ambito dell’Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano”.

All’Istruzione vediamo Marco Bussetti, insegnante di educazione fisica ma anche ex dirigente scolastico. Alle Infrastrutture e al Trasporto un altro penta stellato, Danilo Toninelli. Lorenzo Fontana è, invece, ministro della Famiglia e della Disabilità. Al Sud abbiamo Barbara Lezzi e per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

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