CULTURA

LA VITA FINO A TE, IL NUOVO CASO EDITORIALE DI MATTEO BUSSOLA – RECENSIONE

Matteo Bussola l’ho conosciuto tre volte, che una fortunatamente non basta. Inizialmente, era un disegnatore dal tratto particolarmente espressivo. Poi è diventato lo scrittore che con il suo primo libro, Notti in bianco, baci a colazione, ha fatto un po’ da guida a molti in un periodo storto. Ma è la terza, quella che mi ha fatto comprendere che leggere quello che scrive non è un’esperienza qualsiasi: quando ho conosciuto Matteo di persona. 

Ed è stato il momento in cui mi sono reso conto che leggere Matteo Bussola è davvero come conoscerlo di persona. Quello che arriva sulle pagine dei suoi libri non è filtrato, non viene arricchito o imbellito per esser vendibile, commerciale, ma è il modo con cui Matteo vede il mondo, nei suoi pregi e nei suoi difetti. E lo racconta con una naturalezza disarmante, in cui riesce a mettere in discussione anche se stesso, senza timori o ipocrisie. 

La vita fino a te, il suo terzo libro, edito da Einaudi, mi ha ridato in pieno questa sensazione. Quello che è un percorso personale di Matteo, fatto di riflessioni nate dai ricordi o di istantanee di vita quotidiana, diventa quasi una chiacchierata tra due amici al bar, in cui ci si apre e ci si confidano le piccole paure di ogni giorno, i rimpianti e le speranze. Ma soprattutto, ci si guarda onestamente negli occhi, senza maschere o la vergogna di venire giudicati.

Ci son stati due o tre passaggi di La vita fino a te che mi hanno suggestionato in particolare, come sono sicuro che ogni lettore riuscirà a ritrovarsi nelle pagine del libro. 

Ponti e Sbrfts sono due immagini stupende della difficoltà di amare e di aprirsi, così come gli altri brani  riescono ad esser ottimi spunti di riflessione per la nostra quotidianità. Ma ci sono anche quei brevi racconti come In mezzo scorre il fiume che sanno prenderti al cuore senza che nemmeno che te ne accorgi, ti sembra di esser lì a vivere in prima persona quello che Matteo ti sta narrando. 

Ogni a volta a soprendermi è che la sincerità di Matteo è trasmessa anche nel suo modo di scrivere. Che giunti al terzo libro oramai ci dovrei esser abituato, eppure sono ancora lì a chiedermi come riesca ad  esser così reale, fedele alla persona che ho conosciuto.  

Non ci sono frasi pesanti, non si cerca la finezza linguistica ad ogni costo. Tutto è spontaneità, ti avvolge con un tono confidenziale in cui ironia e delicatezza si susseguono con semplicità. È difficile definire il modo di scrivere di Matteo, ma se dovessi scegliere un termine lo definirei accogliente, per quella sensazione epidermica di esser invitati nel suo mondo e quella sua amicizia incondizionata trasmessa ai lettori che diventano parte della sua realtà.

Leggere La vita fino a te è stato come se stessi dicendo a Matteo quali fossero le mie difficoltà, le mie paure e lui, con un sorriso, butta giù un sorso di birra e poi mi racconta come anche a lui sia capitato, come abbia affrontato questo scoglio. Ma non lo fa con una serie di  ecco, fai così’, si limita a farti comprendere come ti capisca e come lui abbia vissuto queste sfide, facendoti un dono: raccontandoti le sue difficoltà, come ne sia anche uscito sconfitto, ma con una nuova visione del mondo che lo circonda. 

Vi svelo un segreto, per godervi appieno La vita fino a te. Se non avete ancora avuto occasione, cercate di partecipare ad una delle (infinite) presentazioni del libro che si terranno nei prossimi mesi. 

Perché se avete modo di conoscere dal vivo Matteo, di sentirlo parlare con quella sua disarmante onestà e a volte spietata franchezza, capirete come con La vita fino a te, Matteo più che un libro ci abbia offerto nuovamente una parte di sé.

Ricordiamo che La Vita Fino a Te è edito da Einaudi e può essere acquistato al seguente link Amazon

Immagine di copertina

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