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STORIE DI SPORT – TONYA HARDING LA RIBELLE DEL PATTINAGGIO ARTISTICO

Tonya Harding è stata una atleta statunitense, attiva tra la fine degli anni ’80 e la prima metà dei ’90. La sua specialità era il pattinaggio ed in questa disciplina ha ottenuto dei risultati incredibili. Nonostante la sua possanza fisica e il suo atteggiamento non proprio convenzionale per uno sport così delicato e “upper class” come il pattinaggio artistico su ghiaccio.

Di recente la storia della Harding è stata portata sul grande schermo dal regista Craig Gillespie in I, Tonya, interpretato dalla splendida Margot Robbie nei panni della pattinatrice sui generis. La storia di Tonya, narrata anche nel film, è quello di una famiglia che potremmo considerare “white trash”, immondizia bianca, cioè una di quelle famiglie che vive ai margini della società e che fa della violenza verbale e fisica l’unico modo per rapportarsi con la realtà e con gli altri esseri umani.

La violenza come paradigma necessario: il riscatto e il declino di Tonya Harding

La storia di Tonya Harding è una storia di violenze e soprusi da parte di una madre troppo cattiva e ingombrante, pronta a denigrare e screditare la figlia per ogni minimo errore sulla pista da pattinaggio. Una madre che ha speso tutti i risparmi per far si che Tonya potesse diventare una pattinatrice professionista fin dall’età di quattro anni. Le violenze si sono poi trasportate dalla madre di Tonya a suo marito, un uomo violento e complice insieme alla pattinatrice di uno dei più gravi scandali del mondo dello sport negli anni ’90.

Ma quella di Tonya è anche una storia di riscatto. L’atleta, vessata continuamente dalle giurie perché poco “di classe” per uno sport del genere, è riuscita a raggiungere comunque dei risultati strabilianti, diventando la prima pattinatrice statunitense ad eseguire alla perfezione un Triple Axel, una piroetta velocissima e molto pericolosa che solo le più grandi pattinatrici sono state in grado di fare. Uno spettacolo unico che ha lasciato tutti a bocca aperta, il pubblico e la giuria che non si aspettavano che una piccola ragazza rozza della periferia americana potesse avere delle doti così speciali.

Il successo mediatico e la volontà di Tonya la portano direttamente alle Olimpiadi invernali del 1992 dove, però fa una brutta figura, classificandosi solo al quarto posto. Dopo questa esperienza, Tonya è intenzionata ad appendere i pattini al chiodo, ma il richiamo di quel ghiaccio è troppo allettante e un’atleta difficilmente riesce ad interrompere la corrispondenza di amorosi sensi con la propria disciplina.

Ecco quindi che la Harding si classifica anche per le Olimpiadi del 1994 dove, però, fu al centro di un enorme scandalo che segnò l’inizio del suo declino personale ed atletico. Fu coinvolta, insieme all’ex marito e manager, nel ferimento di un’atleta concorrente, Nancy Kerrigan alla quale fu rotto un ginocchio durante la pausa in un allenamento da un uomo assoldato per farlo. Tra i mandanti del ferimento ovviamente, comparve la Harding la quale ha però sempre negato il diretto coinvolgimento della propria persona. Dopo questa gravissima accusa, Tonya Harding fu bandita a vita da qualunque competizione agonistica riguardante il pattinaggio artistico.

 

 

 

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