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IL FASCINO DI UN MONDIALE CHE CI VEDE SPETTATORI

A ridosso dell’estate, come consuetudine accade ogni quattro anni, vi è un evento che è destinato a far parlare di sé, ossia il Mondiale di calcio che si sta svolgendo proprio in questi giorni in Russia.

sportivi Per tutti i tifosi italiani, purtroppo, quest’evento è destinato a lasciare degli strascichi a dir poco nostalgici, per non dire drammatici.

Per la prima volta dopo 60 anni, la nostra nazionale, non è riuscita a qualificarsi per la fase finale della Coppa del Mondo a causa dello spareggio perso nel playoff  contro la Svezia. E, ironia della sorte, quell’ultima edizione alla quale fummo assenti fu proprio in Svezia nel 1958!

Ci eravamo lasciati in Brasile nel 2014, eliminati alla fase a gironi, speranzosi di poterci rifare alla successiva competizione calcistica e invece la sorte è stata quanto meno beffarda con la nostra nazionale, e con tutti noi amanti di questo sport, perché saremo costretti a seguire il mondiale da semplici spettatori.

Si sa che i Campionati del Mondo rappresentano un evento unico per tutti, un po’ considerata la lunga  attesa e un po’ per il fascino e lo spettacolo di colori che riescono ad offrire, ma soprattutto rappresentano un evento culturale e di aggregazione sociale e unione dei popoli. Un mix di culture pronte a confrontarsi a ritmo di balli e canti tipici delle rispettive nazioni non solo durante le partite, ma spesso e volentieri anche in mezzo alle piazze che divengono in questo periodo, come non mai, punto d’incontro e convivialità tra le genti di ogni angolo del pianeta.

Il fatto che questi Mondiali vengano giocati in Russia forse dà un’enfasi ancora maggiore a tutto ciò, essendo questo continente storicamente legato alla storia del comunismo e di conseguenza alla sua espressione di piazza come punto d’incontro. E in un’ epoca contraddistinta dall’ uso spropositato dei social network, in cui la solitudine probabilmente è più presente che mai, un evento simile può rappresentare uno spartiacque fondamentale affinché  l’ aggregazione e la tolleranza verso il diverso, tramite il suo diretto incontro e conoscenza, divenga nuovamente un elemento fondamentale sul quale (ri) costruire le nostre vite.

Nel frattempo il Mondiale ha avuto inizio lo scorso 14 giugno con la gara d’esordio tra Russia e Arabia Saudita terminata con un roboante 5-0 a favore dei russi, che partita dopo partita sono riusciti non solo a passare il girone eliminatorio, ma addirittura a qualificarsi per i quarti di finale eliminando addirittura la Spagna ai calci di rigore!

Un risultato impensabile alla vigilia che porta la Russia alla ribalta del calcio mondiale come non accadeva dai tempi dell’ex Unione Sovietica (rappresentata dalle nostalgiche quanto mitiche maglie con la sigla CCCP, che definire vintage risulta molto riduttivo) e un intero popolo a sognare una nuova e possibile “Perestroika” con l’ augurio che questo entusiasmo possa contaminare quanta più gente possibile e che i valori di fratellanza, condivisione e unione di questi giorni non rimangano isolati alla sola manifestazione sportiva.

Nella speranza  che non bisogni aspettare altri quattro anni per poterli rispolverare, ma che siano il trampolino di lancio per una nuova luce, una nuova alba, per un nuovo sole dell’avvenire.

 

Danilo Sandalo

Immagine di copertina

 

 

 

 

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