CULTURA

IL SIGNORE DEGLI ANELLI, INTRAMONTABILE TRILOGIA

“Un anello per domarli, un anello per trovarli , un anello per ghermirli e nel buio incatenarli”

da “Il Signore degli Anelli”, J. R.R.Tolkien

Si è davvero spesa – a ragion veduta – una quantità macroscopica di parole per commentare la trilogia diretta dal regista neozelandese Peter Jackson ; “Il Signore degli Anelli”, un racconto in tre atti che ha fatto la storia del genere fantasy della cinematografia degli anni 2000 fruttando oltre tre miliardi di dollari di incasso.

La trama del film è ispirata all’opera magna di J. R.R. Tolkien; si tratta di un romanzo ambientato nel “non-tempo” di luoghi remoti nei quali si consumano avventure fantastiche, a volte ilari ed altre volte paurose, ove si incontrano spaventose necropoli, Esseri mostruosi, alberi che camminano.

Wikipedia offre uno spunto interessante nel descrivere questo capolavoro letterario ed avveniristico (trasformato poi in una pellicola magistrale) che si posiziona in vetta alla classifica delle vendite, risultando secondo solo alla Bibbia.

È un testo che non può mancare in ogni libreria che si rispetti e che voglia essere degna di tale nome.

La Compagnia dell’Anello, Le due Torri, il Ritorno del Re.

Tutto avviene nella Terra di Mezzo, ove si svolgono le avventure dei giovani hobbit Frodo BagginsSam Gamgee.

I due sono impegnati nella missione difficilissima di distruggere l’Unico Anello e con esso anche l’Oscuro Signore Sauron, colui che lo ha forgiato.

Il prezioso, attorno a cui ruota la vicenda, deve essere distrutto da Gollum, creatura portatrice – in un tempo remoto – dell’Unico Anello e che si trova in un luogo situato sul Monte Fato, a Gondor.

Non si può naturalmente essere animati dall’intento di riassumere la complessità della vicenda narrativa senza cadere nella trappola di ridimensionare inevitabilmente la grandiosità dell’opera; e questo è un errore che in tal sede non faremo, rimettendo a Voi la lettura della trilogia.

Quel che è dato rilevare in questa sede è invece come gli innumerevoli fans del Signore degli Anelli (per essi naturalmente intendiamo coloro che mentre leggevano e rileggevano le pagine del libro speravano di vedere realizzato, prima o poi, il loro sogno di guardare quel capolavoro sul grande schermo), si dolgano del fatto che se nei primi due atti il prodotto cinematografico è rimasto nettamente più fedele all’opera di Tolkien, sul finale c’è stato un repentino scostamento della traduzione cinematografica rispetto al racconto.

Non c’è dubbio che ciò abbia lasciato gli appassionati di Tolkien un tantino perplessi (e perché no, forse anche delusi!).

Il film infatti regala un bel lieto fine – una Terra di Mezzo senza più guerre né ostilità – che capovolge la storia così come partorita dalla mente dello scrittore che l’ha creata, votata invece ad un finale oscuro e decisamente poco hollywoodiano.

Ma a parte ciò, che si legga il libro o si guardi il film, ciò che salta all’occhio è la meticolosità della ricostruzione di questo mondo immaginario e fatto di simbologie, quale è la Terra di Mezzo; un mondo che cela una realtà che va oltre il tempo e lo spazio.

Leggendo tra le righe del racconto, quella che si vuole fotografare è solo la storia del mondo, quella storia su cui si reggono le dinamiche più ancestrali della vita: semplicemente la lotta, irrinunciabile e senza tregua, fra il Bene e il Male.

 

Copyright foto: http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/-il-signore-degli-anelli-diventa-una-serie-tv_3104812-201702a.shtml

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