CULTURA

NATE SOTTO IL SEGNO DEL CANCRO

Il segno del Cancro si colloca in pieno solstizio d’estate: per questo motivo è un segno ricco di vitalità, gioioso ed emotivo.

Allo stesso tempo, essendo un segno dominato dalla Luna, risulta essere volubile ed impulsivo.

Nella mitologia il Cancro è associato alla storia di Edipo proprio per il suo legame con la madre; la storia infatti narra di un figlio che giace con colei che lo ha messo al mondo e poi si acceca per la vergogna. Connesso al segno del Cancro vi è anche il mito delle tre Parche, Cloto, Atropo e Lachesi, che rappresentano le tre fasi della Luna, crescente, piena e calante che servono a rapportarlo con il ciclo della vita di nascita, crescita e morte. Nell’antichità, infatti, le feste di propiziazione dei raccolti o della fertilità venivano legate alle fasi lunari.

Proprio come il simbolo che rappresenta il segno, i nati sotto il segno del Cancro tendono a rintanarsi nel proprio “guscio” e ad innalzare la corazza per proteggersi dal mondo esterno.

Sono molto legati ai ricordi e alla propria idea di amore, sono estremamente emotivi e alla costante ricerca di attenzioni, motivo per cui possono risultare lamentevoli e un tantino permalosi.

Andiamo a conoscere la storia delle nostre cancerine preferite.


ORIANA FALLACI

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29 giugno 1929 – 15 settembre 2006, Italia

Sarebbe riduttivo descriverla come la giornalista italiana più conosciuta e apprezzata nel mondo.

Nata durante il potere mussoliniano, lo stato politico e sociale dell’Italia e la figura del padre, noto antifascista, sicuramente ebbero una forte influenza sulla sua vita sia professionale che privata.

Fu coinvolta dal padre, fin da bambina, nel movimento della resistenza contro il nazismo e il potere dittatoriale.

Gli eventi di questi anni, come la cattura e tortura del padre(che fortunatamente riesce a salvarsi) le donano la tempra di donna di ferro, che poi la contraddistinguerà negli anni della maturità.

Terminato il conflitto decide di dedicarsi alla scrittura in maniera attiva e continuativa, con l’obiettivo di farne la professione della propria vita.

Prima di approdare al romanzo, Oriana Fallaci si dedica prevalentemente alla scrittura giornalistica, quella che di fatto le ha poi regalato la fama internazionale.

Grazie ai suoi reportage e alle puntuali analisi degli eventi di storia contemporanea, iniziano ad aprirle la strada delle collaborazioni con diverse testate giornalistiche. Iniziano ad arrivare incarichi di grande responsabilità, come le interviste a importanti personalità della politica internazionale.

La scrittura giornalistica per lei ha sempre rappresentato un mezzo per poter far soldi, l’obiettivo a cui tendeva è sempre stato quello di diventare una scrittrice.

Grazie ad un reportage negli Stati Uniti “Hollywood vista dal buco della serratura”, nacque anche il suo primo libro “I sette peccati di Hollywood”.

Nel periodo della guerra in Vietnam chiese di poter essere inviata, infatti fu l’unica giornalista italiana presente al fronte.

La sua ascesa nel mondo del giornalismo continua, riesce ad intervistare personaggi politici ritenuti quasi inavvicinabili: come Khomeini, leader del regime teocratico iraniano e poco incline a riconoscere diritti e dignità alle donne, Indira Gandhi in India, Golda Meir, prima donna premier di Israele, Yassir Arafat, storico leader palestinese.

Nel 1992 Oriana Fallaci scoprì di avere il cancro, da sempre ebbe un rapporto controverso con la malattia: a volte la esorcizzava, altre la definiva l’Alieno. Il suo timore più grande era quello di non riuscire a terminare il il suo ultimo progetto editoriale: un grande romanzo che raccontasse la storia della sua famiglia dal Settecento al Novecento.

Lavorava a questo progetto da circa 15 anni e venne poi pubblicato post mortem, nel 2008, con il titolo “Un cappello pieno di ciliege” . 


MERYL STREEP

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22 giugno 1949 – Stati Uniti

Considerata una delle migliori attrici di fama mondiale, vanta diversi record dalle vittorie ai Golden Globe fino alle candidature ai premi Oscar.

La sua carriera cinematografica è strepitosa, oltre che per i premi e i riconoscimenti ricevuti fin dai suoi inizi, soprattutto per aver interpretato magistralmente personaggi divenuti memorabili.

È il caso dell’indimenticabile Miranda Priestly, direttrice di una prestigiosa rivista di moda ne “Il diavolo veste Prada” o cinquantenne in salopette che canta i brani degli ABBA nel musica “Mamma mia!”.

Ma quella per la recitazione è una passione nata in un secondo momento, infatti il sogno di Meryl, fin da bambina, è quello di diventare una famosa cantante lirica.

Solo in un secondo momento capisce che la vera passione è la recitazione. Dopo il diploma, nel 1971 decide di iscriversi alla Yale School of Drama. Il suo debutto ufficiale nel mondo del teatro si avrà con il primo spettacolo al Public Theater di New York.

La sua prima apparizione sul grande schermo è nel 1977 in “Julia”, ha una parte piccola e compare solo in poche scene. L’anno successivo partecipa al suo secondo film “Il cacciatore”, oltre a guadagnare la sua prima candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista, sul set conosce John Cazale, con cui si lega sentimentalmente fino alla sua morte causata nel marzo dello stesso anno da un tumore alle ossa.

Giungono poi le nozze con lo scultore Don Gummer, dal quale avrà quattro figli.

Collabora con Woody Allen, Dustin Hoffman, Clint Eastwood, Robert De Niro, Negli anni 90 la carriera di Meryl Streep continua ad andare a gonfie vele e arriva anche la stella sulla Walk of Fame di Hollywood, pur conservando un certo interesse per il cinema d’autore. Nel 2000 è l’attrice più richiesta di Hollywood, tutto il resto è già storia!


LADY DIANA

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1 luglio 1961 – 31 agosto 1997, Inghilterra

La principessa del popolo nasce a Sandringham, contea di Norfolk.

È la quarta di cinque figli nati dai Visconti di Althorp. La sua è una famiglia di nobili origini, tra le più antiche e importanti dinastie britanniche.

Primeggia solo negli sport: nuoto, tennis e hockey. Frequenta l’Institut Alpin Videmanette, in Svizzera, e dopo gli studi si trasferisce a Londra alla ricerca di una vita “normale”.

Qui condivide l’appartamento con altre studentesse, svolge lavori come baby sitter e cameriera, infine accetta il posto di assistente presso l’asilo nido Young England.

Conobbe Carlo durante una battuta di caccia nel 1978, ma passeranno ancora un paio di anni prima di suggellare il loro amore. Il 6 febbraio 1981 il principe chiede la mano di Diana Spencer.

Un anello in oro bianco con 14 diamanti disposti attorno ad un grosso zaffiro di 12 carati sarà il sigillo del loro amore. Lo stesso gioiello che dal 2010 è al dito della duchessa di Cambridge, moglie del primogenito di Diana, il principe William.

La principessa attirò da subito l’interesse della stampa e del pubblico, diventando uno dei personaggi britannici più amati dal popolo, e un simbolo della cultura pop degli anni Ottanta e Novanta.

Durante la sua vita come consorte dell’erede al trono della monarchia britannica, si impegnò in attività sociali, interessandosi a cause umanitarie come l’Aids, la lebbra, e alla campagna anti-mine.

La vita coniugale per Lady Dì non è tutta rosa e fiori: all’ombra dei tradimenti e dell’indifferenza di Carlo, la principessa di Galles conduce una vita triste. Il loro divorzio viene ufficializzato il 28 agosto 1996.

Dal termine del matrimonio reale, per Diana si susseguono diverse storie d’amore che fanno vociferare le cronache rosa. Fino alla sua ultima relazione, con Dodi Al-Fayed, e al triste epilogo che causò la sua morte, causato da un grave incidente automobilistico nel tunnel del Pont de l’Alma, a Parigi, era il 31 agosto 1997.


Copyright foto: copertina, 1, 2,

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