Il Boccon Di-Vino

GIN TONIC, LA STORIA DEL DRINK PIÙ COOL DI SEMPRE

La storia di tutti i drink classici, si perde nella notte dei tempi. In questo caso, però, l’origine del Gin Tonic è documentata e risale ai tempi del dominio britannico in India.

Siamo agli inizi del ‘700, tempi di conquiste coloniali e malaria. Una malattia che poteva essere curata solo con erbe medicinali utilizzate, per lo più, dagli indigeni e ancora scarsamente diffuse in Europa.

Ma andiamo con ordine, analizzando tutti gli elementi che compongono il Gin Tonic.

Nel 1658 il farmacista Franciscus Sylvius de la Boe di Leida con l’obiettivo di creare un medicinale potente capace di purificare il sangue e curare gotta e malattie reumatiche diede vita al Jenever, antenato del Gin tutt’oggi prodotto. Il tonico era il frutto della distillazione di cereali e botanicals con bacche di Ginepro.

La bevanda inizia rapidamente a diffondersi in Olanda ed Inghilterra; la facilità del processo di distillazione, come la libertà della ricetta, oltre a renderlo popolare fra i bevitori di ogni ceto sociale, fa sì che si creino reinterpretazioni della ricetta originaria, dando vita a varianti di ogni tipo: i botinacals più diffusi sono la liquirizia, la cannella, l’anice, gli agrumi, il finocchio e il cumino.

È in Inghilterra che raggiunge l’apice del suo successo, trovando peraltro terreno fertile alla reinterpretazione della sua variante originaria, dando luogo alla sua variante più diffusa, e dal gusto più rotondo e secco: il London dry Gin.

Il motivo per cui al, tanto amato, Gin si inizia ad aggiungere l’acqua tonica o viceversa, risale al periodo del colonialismo inglese in India, periodo che va dal 1757 al 1947, dunque facciamo un passo indietro.

Nonostante le differenze sia dal punto di vista climatico, che culturale, i britannici si adattarono al Paese asiatico: ma furono costretti ad affrontare la malaria, malattia che può essere anche letale e all’epoca non diffusa in Inghilterra, veicolata dalla puntura di zanzara.

Quando la malaria iniziò a dimezzare l’esercito britannico, si ricorse all’unico rimedio conosciuto per alleviare la sintomatologia della malattia e diffusosi in Europa: il chinino, pianta dalle proprietà terapeutiche di origine sudamericana ed ingrediente alla base dell’odierna acqua tonica.

Ma i soldati britannici si lamentavano del sapore tremendamente amaro del farmaco, che non migliorava pur aggiungendo succo di limone e zucchero. Quindi qualcuno pensò di aggiungere del Jenever al chinino, l’accoppiata piacque talmente tanto che ancora oggi il Gin Tonic è uno dei drink più bevuti al mondo.

È proprio il caso di dire che il Gin è la panacea di tutti i mali.


Ricetta del Gin Tonic

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Per preparare un Gin Tonic perfetto, basta colmare un bicchiere highball di ghiaccio, versate il gin che preferite(le marche più note del London dry sono: Beefeater, Tanqueray, Bombay Sapphire. Ndr), aggiungete acqua tonica e spremete uno spicchio di limone, guarnite poi con qualche scorzetta di limone.

Se volete aggiungere un suggestivo retrogusto erbaceo, aggiungete 2 gocce di Angostura nel vostro Gin Tonic. Mentre per renderlo più fresco, è possibile guarnirlo con qualche fetta di cetriolo. O con un rametto di rosmarino, se volete esaltarne l’aroma.

Le dosi consigliate sono:

  • 1/3 di gin
  • 2/3 di acqua tonica
  • 1 fetta di limone
  • ghiaccio
  • opzionali: due gocce di Angostura, cetriolo, rosmarino

Copyright foto: copertina, 1

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