CULTURA

MICHAEL JACKSON: IL RE DEL POP

Iconico e proverbiale, tutto ciò che ruotava attorno alla sua figura era finalizzato a costruire un simbolo, il cui obiettivo finale era creare l’immagine universale, non solo fisica, ma soprattutto concettuale, di popstar.

E lui è riuscito a superare questa comune definizione, diventando un’icona dello starsystema partire dagli anni ’80, tanto da essere definito il re delle popstar: parliamo di Michael Jackson. 

Nel corso della sua carriera artistica è stato appellato in diversi modi, ma alla storia resterà come “l’eterno Peter Pan dall’infanzia mutilata”; complice la sua villa, nei pressi di Los Angeles, che trasformò in un parco a tema e in cui invitava gli amici più stretti e i familiari, fino al matrimonio dell’amica Elizabeth Taylor che venne invitata a sposarsi al ranch dallo stesso Jackson. Fu allora che il ranch Neverland entrò nell’immaginario collettivo.

Lo stesso nome della villa è un chiaro, e diretto, riferimento a Peter Pan, motivo per cui continuò ad essere appellato così. Inoltre, essendo un personaggio pubblico stravagante, e altrettanto chiacchierato, la stampa non ha mai rispettato la dicotomia tra vita privata e pubblica.

La parabola ha inizio con i Jackson Five, il primo gruppo di cui Michael fece parte e a soli sei anni era la voce solista. Il quintetto era composto dai fratelli Jackson, come lo stesso nome suggerisce, guidato dal severo padre Joseph, che spronava i figli a perseguire la strada per il successo, con metodi poco ortodossi.

I Jackson Five sul finire degli anni ’60 vengono messi sotto contratto dalla Motown, la più importante casa discografica soul del mondo, e divengono rapidamente famosissimi in tutti gli Stati Uniti.
Il loro rhythm & blues allegro e spensierato li porta più volte ai vertici delle classifiche americane con una serie di singoli memorabili, come “I Want You Back”, “ABC” (Grammy come miglior canzone pop nel 1971).

Dal 1971 Michael, parallelamente al percorso portato avanti insieme ai propri fratelli, intraprende la carriera solista che gli varrà la stardom planetaria. Ma dovrà aspettare il 1979 prima di raggiungere il successo come solista.

Inizia a farsi prepotentemente strada nel mondo dello starsystem, collezionando primati e successi : il destino del giovane artista è segnato e votato alla fama mondiale.

Con il singolo “Don’t Stop ‘Till You Get Enough”, si aggiudica un Grammy come miglior performance R&B maschile. Il brano è contenuto nel suo disco da solista “Off The Wall”.

È il periodo del fermento dato dalla pellicola la “Febbre del sabato sera”, e l’album si inserisce esattamente nel movimento black-disco, diventato ormai di massa.

L’apice della fusione tra black music e disco, viene raggiunta con Thriller, che sarà pubblicato nel novembre del 1982. Disco da record: guadagna ben otto Grammy Awards, oltre a  risultare il più venduto della storia, attualmente dovrebbe aver superato i cento milioni di pezzi in tutto il mondo.

Delle sue nove tracce ben sette furono estratte come singoli, l’immortale “Billie Jean” fu il primo video, per un artista afroamericano, ad essere regolarmente trasmesso su MTV.

Ed è proprio ballando sulle note di questa canzone che, in occasione di un concerto, lancia il suo celebre passo di danza: il moonwalk. 

Nel tempo di Live Aid e dell’impegno umanitario del rock, Jackson contribuisce alla scrittura e all’esecuzione di “We Are The World”, 1985, composta con la finalità di raccogliere fondi per aiutare i bambini africani. Progetto a cui parteciparono artisti come Bob Dylan e Bruce Springsteen.

Dangerous World Tour

Il Dangerous si può, indubbiamente, definire il tour che cambiò la storia delle esibizioni dal vivo.

Durante lo spettacolo si susseguivano esplosioni, effetti pirotecnici, giochi di illusionismo e scenografie quasi cinematografiche. Per cominciare lo show, il cantante si catapultava sul palco da una botola sottostante, e continuava ad intrattenere il suo pubblico al ritmo di “Jam”, “Smooth Criminal” e “Thriller”. 

Ogni esibizione era curata nei minimi dettagli, quasi in modo ossessivo, dall’artista: dai vestiti di scena alle coreografie molto articolate, che oltre a comprendere un numeroso corpo di ballo, vi erano innumerevoli effetti speciali, tra i quali l’utilizzo di un Jet pack con cui volava sopra la folla alla fine del concerto.

Raggiunto l’apice del successo, Michael Jackson inizia ad essere su tutti i tabloid per questioni legate alla sua vita privata, e la stampa non gli risparmia qualche colpo basso.

Dal matrimonio con  Lisa Marie Presley, figlia di Elvis, ritenuto solo di facciata, ad indiscrezioni sulla sua presunta omosessualità, fino a giungere alla sua viscerale ipocondria che lo rende schivo nei confronti della gente.

A spingere verso il baratro la sua immagine, e la sua stessa vita, saranno testimonianze come quella di Jordan Chandler, il bambino che nel 1993 lo accusò di aver abusato di lui. La vicenda terminerà con un accordo e un assegno di 22 milioni di dollari delle mani di Evan Chandler, il padre del bambino. Molti anni dopo la versione di Jordan sarà ritrattata, ma si sarà già avviata la macchina del fango.

Infatti su Jackson piovono altre accuse di molestie a minori, molte delle quali sarebbero state commesse all’interno della sua residenza di Neverland. È un incubo senza fine, ormai è un uomo-copertina soltanto per faccende legate al gossip, ai problemi giudiziari, la vicenda legata alle accuse di pedofilia si concluderà soltanto nel giugno del 2005 con l’assoluzione del Re del Pop parte del tribunale di Santa Maria, ma che lascerà molte ombre e incognite sulla sua strada.

In questo periodo, l’artista, alterna momenti in cui appare alla deriva ad altri nei quali si mostra ancora in ottima forma, come ad esempio in alcune apparizioni televisive per Mtv.

Alle controverse vicende personali, si susseguivano i numerosi successi musicali, fino al 25 giugno 2009, Michael Jackson ebbe un malore, mentre si trovava nella sua casa a Los Angeles. L’arresto cardiaco pare essere stato provocato da un’intossicazione acuta di Propofol, un potente anestetico usato da Jackson per combattere l’insonnia, a pochi giorni dalle ultime prove del concerto che si sarebbe dovuto tenere a Londra nel luglio 2009.


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