Scienze & Tech

LE BIBLIOTECHE DEL TERZO MILLENNIO DIVENTANO TECH GRAZIE ALLA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO LIBRARIO

Le biblioteche non sono solo luogo di culto dello scibile umano, ma sono anche luoghi silenziosi e riservati dove poter studiare e acquisire conoscenza sulle più svariate materie umane. Cosa succede però se queste biblioteche inizino a diventare anche digitali? Questa è la promessa del terzo millennio, avviata in Italia già dal 2011 grazie al lavoro instancabile del ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico) che gestisce la catalogazione digitale di tutte le più importanti biblioteche del Bel Paese.

Un patrimonio, quello librario italiano, che fa invidia a molti. Tra preziosi manoscritti e documenti unici nel loro genere, come quelli degli archivi di stato e, per puntare in alto, degli archivi vaticani, le biblioteche sono custodi di un sapere antico, che si perde nel tempo e ne diventa parte integrante per la costruzione di una coscienza comune.

ICCU, di cui prima, ha come obiettivo una strategia di forte cooperazione tra le biblioteche, anche di diversa titolarità amministrativa, a garanzia dello sviluppo di servizi di uguale livello su tutto il territorio nazionale. Risultato di tale cooperazione è la realizzazione del Servizio Bibliotecario nazionale (SBN), la rete informatizzata di servizi nazionali aIla quale sono collegate biblioteche dello Stato, degli Enti locali e delle Università, che contribuiscono alla creazione del catalogo collettivo nazionale in linea gestito dall’Istituto.

Ma non è solo la costituzione di un catalogo unico che può far la differenza per la tutela del patrimonio Bibliotecario, la bellezza e l’utilità della digitalizzazione sta anche nel permettere di mettere online il materiale vivo che costituisce le biblioteche in questione.

È notizia di questi giorni, infatti, la volontà di digitalizzare una delle biblioteche più antiche del mondo, quella del Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai. Questo grandioso progetto è stato reso possibile grazie al connubio tra il monastero e l’Università della California di Los Angeles (UCLA), The Early Manuscripts Electronic Library e Arcadia Fund. Nella fattispecie, Arcadia, un’associazione filantropica, ha messo a disposizione ben 980 mila dollari per la realizzazione del progetto.

Per questo progetto saranno digitalizzate 400 mila immagini che comprenderanno libri di culto sia musulmani sia cristiani, documenti in antica lingua siriana e letteratura araba cristiana dell’VIII secolo. Ginny Steel, bibliotecario all’Ucla «La biblioteca dell’Ucla non vede l’ora di rendere questi importanti manoscritti disponibili online a studenti, studiosi e tutto il pubblico in ogni parte del mondo».

Una vera e propria rivoluzione che cambierà in maniera radicale il metodo per fare ricerca scientifica anche in ambito linguistico e letterario. Una bellissima iniziativa che si spera non rimanga la sola poiché il patrimonio librario mondiale deve essere messo a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà. Ricordandoci che i libri sono nostri amici e ci permettono di viaggiare ovunque anche stando seduti comodamente in poltrona.

Immagine di copertina

 

 

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