CULTURA

INTERVISTA A RICCARDO RONTINI, DISEGNATORE DI ELOHIM, IL FUMETTO CHE NARRA LA STORIA DELLE STORIE

La storia, i miti e molte delle tradizioni  religiose che si perdono nella notte dei tempi, sono state tramandate dagli uomini di un tempo, fino a quelli moderni, nelle modalità più svariate.  Dagli aedi che oralmente tramandavano la conoscenza cantando, facendo parte della cosiddetta face to face society, fino ai poeti e agli scrittori che nel corso dei secoli hanno riempito pagine e pagine di racconti veri, rivisitati e molti, probabilmente, ”geneticamente modificati”.

In questa categoria di coloro che raccontano una storia, oggi, potremmo includere anche i fumettisti che,  tramite graphic novel, sono soliti raffigurare miti, storie di supereroi e, qualche volta, ( udite, udite) anche uno dei racconti più antichi di sempre: quello biblico.

Non è infrequente che questa storia e questi miti vengano attualizzati, resi fisici, dando ai protagonisti un aspetto moderno, occidentale.

Caro lettore, se ti è balzata alla mente una letteratura disegnata sull’Antico Testamento targata Ed. San Paolo, è bene che tu sappia che altre chiavi di lettura su la Bibbia sono state considerate notevoli.

Un nuovo progetto fumettistico ha preso piede negli ultimi anni dal nome Elohim, dove il suo protagonista Yahweh ( il nome ebraico di Dio ) viene rappresentato davvero in modo unico e originale, tramite una visione lontana da quella giudaico-cristiana.

Elohim ( Ed. Uno Editori) nasce dall’idea del già noto ai più Mauro Biglino, studioso di testi sacri e del giovane disegnatore Riccardo Rontini che, da ben 4 anni ne realizza i capitoli,  ormai al centro di numerose critiche e considerazioni di sorta.

Noi di Metis Magazine abbiamo voluto intervistare quest’ultimo per voi lettori.

Come nasce la sua passione per i fumetti?

In realtà non ho una vera e propria passione per i fumetti, nonostante mi ritrovi attualmente a realizzarne uno. Potrei dire che come tanti altri giovani, la scoperta della cosiddetta “arte sequenziale” nacque in momenti puramente di relax, nel mio caso, ad esempio, nei pomeriggi afosi in Riviera, quando mi ritrovavo chiuso nello stabilimento balneare fra amici e Dylan Dog.

Quali sono state le esperienze che hanno contribuito alla sua formazione artistica?

In primis, mi verrebbe da dire,  il liceo artistico a Ravenna, e successivamente l’esperienza Milanese presso l’istituto europeo di Design (IED), ma oltre a questi riferimenti, moltissimi libri, film. Certo è che la pratica costante è stata, lo è tuttora, e lo sarà sempre, il vero e solo contributo alla mia formazione. Voglio crederci!

Quali sono gli artisti che hanno influenzato il suo percorso da disegnatore di fumetti?

Non ho nomi precisi da elencare, quello che ho sempre ammirato facendo sì che poi divenissero parte di me erano le tavole, vero risultato degli illustratori; ho sempre preso spunto dai risultati, un pò come era solito ammettere il grande Picasso circa l’importanza di copiare qualcuno per sfruttarne concretamente l’idea, preferibilmente implementandola.

Come nasce la collaborazione con Mauro Biglino e l’idea di Elohim, un fumetto che tratta la rilettura di testi sacri? 

Tutto nacque per la stima che riservavo nei suoi confronti; conobbi Mauro tramite un video su YT e subito mi balzarono in mente scenari affascinanti. Realizzai alcune tavole molto semplificate e le girai sia a lui che al suo editore, successivamente ci incontrammo dal vivo per definire un potenziale sviluppo dell’idea, e assieme ipotizzammo una Bibbia illustrata e suddivisa per capitoli .

Il tutto si è sviluppato in modo autonomo nel corso del tempo e secondo le esigenze professionali di entrambi; senza calcoli e forzature di sorta. L’idea sul titolo della saga (ELOHIM) venne a Mauro.

Biglino afferma che tramite il fumetto è riuscito a prendersi le stesse libertà che i teologi si sono presi con la Bibbia. Cosa pensa lei di questa affermazione?

Penso (e lo dico senza riserve) che tanti altri, al posto mio, avrebbero suggerito a Mauro il medesimo progetto, proprio perché il tema allora scottava quanto oggi, e alla luce di questo penso che Mauro abbia incoraggiato la produzione per smorzare/sdrammatizzare quel senso di serietà che impetrava su quel Testo (senso che tuttora viene rimarcato). Per Biglino la Bibbia va letta come si legge l’Odissea a scuola, e quale modo migliore se non una storia a fumetti per mostrare i lati positivi e cruenti della narrazione che in così pochi conosciamo pur avendo i testi disseminati in ogni abitazione?

Qual è la cosa che le interessa maggiormente rappresentare attraverso ‘’ Elohim’’?

Ci terrei a fare una premessa, io non credo per forza alla teoria “degli Antichi Astronauti” (o Elohim, appunto, secondo la lettura anticotestamentaria), ma ne sono incuriosito e tremendamente affascinato.  Inoltre, non mi sorprenderei se domani si scoprisse che questi realmente hanno prodotto quello che siamo. Penso ovviamente che vi siano tantissime cose che non sappiamo circa la nostra storia e che quei testi potrebbero rivelarcene una quantità esponenziale a partire dal senso che i narratori volevano fornirci.

E così come loro hanno voluto trasmettere le loro impressioni ai posteri, io, umilmente, vorrei evidenziare (assieme al contributo indispensabile di Mauro) l’umanità dei loro scritti, delle loro angosce, dei loro bisogni, dei loro valori, senza giustificazioni o critiche, ma piuttosto enfatizzandone la natura. In sostanza ridare valore a dei racconti riconsiderando i soggetti, ridistribuendo i pesi là dove una volta, forse, agivano.

C’è un personaggio a cui si sente più legato?

Probabilmente il personaggio più significativo è proprio il protagonista del racconto biblico, la figura ambigua di Yahweh, ma preferisco non proseguire con la sua descrizione perché sento che l’immagine che ne verrà fuori parlerà più di mille parole.

Quanto c’è di suo e quanto di Biglino nel progetto?

Elohim è un fumetto realizzato a quattro mani, a me spetta la formulazione dei pensieri di Biglino in funzione di ciò che comunque è scritto nel testo ebraico; devo, dunque, considerare i suoi contenuti come studioso e la logica di un’eventuale trama. Chiariamoci è un lavoraccio…e da fuori, forse, non lo si direbbe.
Non gradisco elaborare percentuali circa l’impegno e la costanza di un autore rispetto all’altro (proprio perché i riferimenti da me espressi potrebbero non essere condivisi dal mio socio), per cui mi limiterò a descrivere come sono distribuiti i nostri impegni a favore del risultato finale.
In primis scrivo una narrazione abbozzata a matita di un dato tema (ad esempio l’Esodo) procedo, poi, con uno storyboard piuttosto semplice nel quale mi confronto con Mauro circa la possibilità di inserire determinate frasi o immagini, qui vi è anche spazio per un prolungato e costante studio dei personaggi, dei loro costumi e dei loro caratteri primari. Solo dopo realizzo le effettive tavole, con le impaginazioni, i flussi di lettura, effetti grafici, baloons, testi, e suddivisione degli eventi tramite i salti temporali (che in questo racconto giocano un ruolo fondamentale).
Se dovessi, dunque, pesare il solo ed esclusivo prodotto della manodopera e dell’inventiva riconoscerei un 92% a me, e il restante che concerne i testi quali introduzione e glossario a Mauro.

Altri fumetti noti parlano della tematica aliena, come Dragonball, per esempio, o Superman.  Kal-El è velatamente da considerarsi un Elohim? Questi sono stati spunti di ispirazione per la sua creazione? 

Superman è un palese riferimento al concetto Elohim, così come tantissimi altri cartoni e personaggi di fumetti e serie televisive, ma sinceramente non ho mai attinto da questi personaggi per realizzare le mie tavole (perlomeno non consapevolmente).

Nonostante Elohim non sia il primo fumetto a trattare la tematica aliena, ciò che lo rende unico e originale è lo stretto legame che ha con i testi sacri, correlazione che nessuno avrebbe mai immaginato?

Esatto, di storie sugli alieni, ed entità fuori dalla concezione umana ne è pieno zeppo il nostrano repertorio letterale. Oggettivamente penso che la reale struttura di questo progetto sia da ricercare nel suo “precedere ogni altra vicenda”, non a caso ero solito usare come sottotitolo “La storia delle storie” proprio perché una volta identificata quella, tutto il resto segue a catena, ogni altro racconto, fiaba, mito verrebbe letto sotto una luce più critica. L’intento mio è andare alla radice delle radici che mi pare essere solo l’inizio degli inizi.

La cosmogonia, dal greco κοσμογονία ‘’la nascita del cosmo’’, è la dottrina che studia l’origine dell’universo. Non c’è al mondo una religione che non abbia una cosmogonia. Dagli Apache,  popolazione nativa dell’area sud occidentale dell’America Settentrionale, ai Vichinghi, con i loro Dei nordici, e poi ancora, dai Mongoli ai Masai, ognuno con una loro precisa e distinta visione delle ‘’origini’’. Qual è la visione cosmogonica rappresentata in Elohim ?

Al momento non ci siamo ancora cimentati in questo campo, giusto nel capitolo 14° ho fatto accennare ad un EL qualche dettaglio. L’intento primario è quello di narrare le vicende dell’antico testamento e pian piano ritornare al macrocosmo, ma per farlo sono necessarie delle considerazioni prettamente terrene e materiche circa le nostre (presunte) origini. Posso dire che ci stiamo lavorando e ciò che ne sta venendo fuori è davvero affascinante.

Quanto tempo richiede la realizzazione di un fumetto?

Solitamente per un intero capitolo impiego 2 mesi, se spingo bene anche 45 giorni, potrai dunque immaginarti la perseveranza, e le notti insonni.
Chi è del mestiere capirà.

Ultima domanda: può svelarci qualcosa delle prossime uscite?

La fazione Elohim dominante raderà al suolo le città della valle, Yahweh verrà svelato in volto, Isacco comincerà a muovere i suoi primi passi, e la storia di questi inseminatori spaziali verrà svelata con annesso il luogo di provenienza dei codici genetici.
Questi e altri eventi su Elohim.

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