CULTURA

SALINA DOC FEST: COMUNITA’ – ISOLANI SI, ISOLATI NO!

Nell’arcipelago delle Eolie torna il SalinaDocFest, concorso internazionale del documentario narrativo ideato e curato da Giovanna Taviani, regista e figlia d’arte.

Perché un festival del documentario proprio a Salina? Perché questa isola è centro delle Isole Eolie, dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, un set straordinario per i più importanti film di maestri indiscussi come Rossellini, Antonioni, De Seta, i Fratelli Taviani e Nanni Moretti, si legge sul portale dell’evento (www.salinadocfest.it).

 Comunità – Isolani si, isolati no!” è il tema del 2018, un invito a cercare nel cinema un luogo dove ritrovare una comunità, dove ci si possa sentire accomunati, pur nelle differenze, non solo dai valori ma anche da un linguaggio comune. La XII edizione del concorso si svolge dal 13 al 15 settembre ed è un omaggio a Gian Maria Volontè e Vittorio Taviani, venuto a mancare proprio quest’anno, che con il fratello Paolo ha scritto una pagina della storia del cinema con una filmografia di matrice realista che ha sempre uno sfondo sociale e gronda dell’umanità e dell’altruismo dei registi.

Dal 2007 il Salina Doc Fest testimonia il rinnovato interesse nel documentario, genere presente, negli ultimi anni, ai più importanti festival cinematografici del mondo.  Tra gli ospiti  troviamo, infatti, il cineasta maliano Abderrahmane Sissako con la proiezione del suo capolavoro. Verranno presentati anche “Un uomo da bruciare’ con Volontè nei panni di Turiddu Carnevale, sindacalista siciliano ucciso dalla mafia, ‘Lazzaro felice’, di Alice Rohrwacher, premiato per la miglior sceneggiatura all’ultimo festival di Cannes, e Happy Winter di Giovanni Totaro, cartolina socio-antropologica della spiaggia di Mondello, a Palermo, presentato fuori concorso alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia. 

Totaro ha lavorato con attori non professionisti che interpretano sé stessi e che vengono gestiti solo in parte, l’obiettivo è quello di far emergere la loro identità – racconta Nunzio Gringeri, coautore della fotografia con Paolo Ferrari – Ci si muoveva come degli oracoli, pronti a cogliere ciò che poteva succedere e ogni volta travolti dalla meraviglia. A mio avviso – continua Gringeri –  le più grandi novità linguistiche ma anche tematiche degli ultimi anni stanno venendo fuori dal cinema del reale, e in questo momento forse anche gli spettatori chiedono di conoscere  le storie che nessuno più racconta, la trama della realtà.

Certamente i temi delle dodici edizioni del Salina Doc Fest  – identità, donne, conflitti e periferia, bene comune, padri e figli, Mediterraneo – scolpiscono il cinema italiano con una preziosa antologia di storie. D’altronde Salina, già protagonista della storia del documentario italiano fin dagli anni ’40 con la nascita della Panaria Film, è stata e continua ad essere lo scenario per raccontare al mondo intero un angolo del Mediterraneo e la Sicilia tutta.

Erika Bucca

Immagine di copertina.

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