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BEBE VIO: LA BELLEZZA DELLA RINASCITA E IL POTERE MEDIATICO

Bebe Vio, all’anagrafe Beatrice, è la giovanissima schermitrice italiana attualmente oro paraolimpico e campionessa mondiale di fioretto individuale.

Si appassiona e avvicina al mondo della scherma a soli 5 anni, nel 2002, ma nel 2008 viene colpita da una meningite fulminante che le causa una necrosi agli arti, tale da ritenersi necessaria l’amputazione.

Furono necessari 42 giorni di camera iperbarica per aiutare i medici a capire fin dove si era propagata la setticemia e 104 giorni di degenza ospedaliera, prima che Bebe potesse tornare alla sua vita e alla scherma.

Infatti la giovane atleta non si scoraggia, nella sua vita non c’è spazio per lo sconforto e la tristezza per la perdita degli arti, ma solo grande voglia di ricominciare da dove aveva interrotto. In poco più di un anno riesce a tornare alla sua vita, grazie soprattutto alla sua grande passione per il suo sport, e grazie alla sua determinazione e voglia di reagire.

Bebe Vio è stata la prima atleta dell’Art4sport team, che fornisce ai bambini protesi di arto per permettere loro di integrarsi nella società tramite l’attività sportiva. La ONLUS e il progetto, portati avanti proprio dai genitori di Bebe, hanno come obiettivo proprio quello di utilizzare lo sport come terapia di integrazione per bambini portatori di protesi di arto, fornendo loro un aiuto e sostegno concreto sia economico, che a livello organizzativo e pratico, per le famiglie dei bambini.

L’esordio ufficiale di Bebe Vio, come schermitrice paralimpica, avviene nel maggio 2010 a Bologna e già nel 2011 la giovane ottiene il suo primo risultato, diventando Campionessa Italiana Under 20; risultato che per i due anni successivi trasforma in titolo di Campionessa Italiana Assoluta.

È la prima atleta al mondo a gareggiare con protesi a tutti e quattro gli arti. I suoi successi sportivi continuano fino ai mondiali del 2017, in cui ottiene l’oro nel fioretto individuale.

Grazie alla sua determinazione, alla positività con cui ha affrontato la rinascita nonostante la perdita degli arti, e alla volontà di mettersi sempre in prima linea, Bebe Vio negli anni è diventata un personaggio mediatico, capace di sfruttare la sua immagine per dare visibilità alle cause che sostiene.

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Da sempre testimonial nella campagna di sensibilizzazione a favore del vaccino contro la meningite, dopo aver posato per la fotografa Anne Geddes (a sostegno della medesima causa), nell’ottobre 2016 Bebe è chiamata a far parte della delegazione italiana che partecipa alla cena di Stato alla Casa Bianca, in quest’occasione viene scattato il famoso selfie con l’allora Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

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L’influenza esercitata dai mass media e dai social trova facile espressione nel senso comune e nelle azioni quotidiane della collettività, e questo può indubbiamente rappresentare un esempio positivo di utilizzo dello strumento mediatico al fine di veicolare un messaggio sociale di sensibilizzazione verso una tematica ancora troppo scottante e sicuramente attuale.

È innegabile che i mass media concorrano in prima analisi a creare, trasmettere e diffondere la cultura dominante delle persone e dei gruppi sociali e, in quanto tali, contribuiscono a «creare un immaginario collettivo fatto di immagini, simboli e informazioni» (Sartori, 2012)


Copyright foto: copertina, 1,

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