CULTURA

LA BELLEZZA COME SENTIERO VERSO LA LIBERTÀ

Etica ed Estetica sono due parole indissolubili che vanno necessariamente associate al concetto di bellezza. Nella Grecia antica con la parola kalón, che noi traduciamo semplicemente con “bello”, si intendeva in realtà un significato più ampio rispetto a quello attuale in quanto comprendeva non solo ciò che risultava gradito all’occhio e all’orecchio, ma anche qualità del carattere e della mente umana, qualità morali ed etiche.

Pertanto alla bellezza veniva dato un senso ontologico proprio perché intrinseco di qualità morali e sociali di altissimo livello spirituale. Per questo motivo veniva associato al concetto di bello anche quello di buono che nella Grecia classica si esprimeva con il termine kalokagathía, cioè la condizione suprema di coloro che nello stesso tempo riescono ad essere belli e buoni. Infatti Kalogathòs, unisce i termini kalós, bello, che è la bellezza fisica, con l’inevitabile aura erotica e sensuale che l’accompagna, e buono, agathós, che rappresenta l’aspetto morale, unito alle sfumature del vivere sociale e mondano.

Caratteristiche indiscusse affinchè tutto ciò sia possibile sono l’armonia (rilevabile nell’equilibrio cosmico),  la simmetria (cioè ripetizione di elementi uguali o simili), l’euritmia (cioè ritmo e corrette proporzioni) che le si possono ritrovare in un concetto più ampio dove vivono tutte insieme, ossia il kòsmos.

La bellezza quindi è un modo comportamentale di agire secondo un modello in continuo movimento che San Tommaso attribuisce a Dio il quale ha trasformato le sue creature in belle e reso il caos in cosmo come riflesso della sua bellezza, suscitando nell’ uomo quell’ innato desiderio di raggiungerlo che, per l’ appunto, non è più umano ma divino.

Spesso l’ uomo ha provato a raggiungere questo stato attraverso l’ opera d’ arte che sempre secondo San Tommaso non è ne morale né immorale, ma può diventare una o l’altra condizione a seconda del fatto che lo aiuti o lo distolga nel suo perfezionamento terrestre di ricongiungimento al divino o meno.

Nella società contemporanea purtroppo si è smarrito il concetto della bellezza intesa come attività spirituale dell’ animo umano per potersi avvicinare a Dio inteso come espressione altissima e questo lo notiamo soprattutto negli episodi quotidiani dove eventi catastrofici come guerre sono all’ ordine del giorno, ma la cosa più aberrante è che tali circostanze vengano giustificate talvolta associandole a concetti di bello e giusto.

Tutto questo rappresenta uno scempio e una decadenza senza precedenti perché concetti come guerra e bello o giusto hanno una fortissima carica energetica che non possono assolutamente convivere assieme e finiscono con il disintegrarsi confondendo i registri ad essi attribuiti. Ed è chiaro che tutto questo ha una ripercussione sul mondo ed i suoi abitanti, tant’è che lo spirito contemplativo che ha sempre distinto l’ uomo e l’ artista viene meno insieme alla sua ricerca di Dio e del bello estetico ed etico.

L’estetica è stata svuotata della sua forza morale che voleva bello tutto quanto era buono e giusto e per arte oggi troppo spesso abbiamo solo una squallida riproduzione commerciale di massa, che trova in oggetti orribili figli appunto della mancanza di valori e dell’ epoca consumistica nella quale viviamo, che vengono diffusi grazie a una manipolazione psicologica delle masse per mezzo dei mass media.

La centralità del profitto si è inghiottita l’etica ed ecco che il brutto fa il suo trionfo tanto da sostituirsi al bello, ma a differenza di questo, esso ne diventa solamente una caricatura priva di senso.

Basti pensare ai social network che danno l’ illusione di essere protagonisti del niente e di essere sempre tutti insieme, creando un fortissimo senso del voler apparire a tutti i costi, ma di fatto lasciando un senso di smarrimento e di solitudine che difficilmente si può contenere, con la conseguenza che i giovani d’ oggi non avranno i mezzi e i valori per poter trascendere le loro sensazioni, magari anche in senso artistico, parafrasando il periodo romantico, e ricercare Dio per arrivare al bello e di conseguenza al recupero dei valori morali.

Siamo una società allo sbando più totale e se un tempo “ l’ incontro con la bellezza stabiliva un’ anticipazione di morte, di una gloriosa morte “(nel senso estatico dell’ espressione) ad oggi la possibilità che ciò avvenga è di gran lunga un miraggio considerando che essere degli zombie è diventato il nostro pane quotidiano.

Bisogna riprendere il cammino e la strada maestra che ci conduca alla libertà assoluta non può che essere tracciata dalla bellezza e dai suoi conseguenti valori etici e morali.

Danilo Sandalo

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