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BRACCIALI ELETTRONICI E TEORIA DELL’AVVERSIONE: SE LA SCIENZA INCONTRA LA DISTOPIA

Arrivato già alla seconda generazione di hardware, Pavlok, un nuovo prototipo di braccialetto elettronico, promette di porre fine a tutte le nostre cattive abitudini.

Pavlok sembra un comunissimo orologio digitale, simile a quello che usiamo tutti i giorni per contare i nostri passi e monitorare l’attività fisica. Pavlok però ha una marcia in più perché, con dei bip, vibrazioni e piccole scosse, promette di rompere tutte le cattive abitudini che assillano la nostra daily routine.

L’innovazione, però, proposta da questo nuovo aggeggio elettronico, non è solo quella di farci smettere di fumare o di comportarci in maniera più gentile con la gente o, ancora, di essere grati. Pavlok promette anche di ricostruire la nostra routine quotidiana con nuove buone abitudini che andranno a sostituire le vecchie e cattive.

Alcuni studi hanno dimostrato che Pavlok ha permesso al 75% di fumatori, che lo hanno usato, di smettere. Infatti, Pavlok utilizza quella che nel linguaggio psicologico viene chiamata terapia dell’avversione nel quale il paziente è esposto a uno stimolo e simultaneamente assoggettato a qualche forma di disagio. Questo condizionamento è preordinato a causare nel paziente l’associazione di uno stimolo con una sensazione spiacevole, allo scopo di far cessare un comportamento indesiderabile.

Storicamente, la terapia dell’avversione è stata utilizzata anche per trattamenti molto, ma molto, spiacevoli. Pensiamo allo psicologo Martin E.P. Seligman  che negli anni ’60 dello scorso secolo tentò di utilizzare la terapia dell’avversione per cambiare l’orientamento sessuale dei pazienti. Certamente non possiamo non ricordarci l’estrema terapia dell’avversione subita da Alex Delarge in Arancia Meccanica, che è un po’ l’estremizzazione della riabilitazione in sé e contemporaneamente il fallimento più esplicito di questo metodo di “terapia psicologica”.

Sul sito di Pavlok, infine, si legge “For 80+ years, doctors and scientists have studied the efficacy of electric shock on changing behaviors. After rigorous testing, these researchers report their results in peer reviewed journals which are often cited in further studies. This post is a collection of scientific reports from the world’s top academic and medical institutions. We’ve included summaries of 21 articles so you can sample this body of research — the science Pavlok is built on“.

Di certo l’azienda vuole rassicurare i propri clienti sugli aspetti positivi che le piccole scosse elettriche date al cliente quando sente l’impulso di fumare o fare altre azioni negative e abitudinarie. D’altro canto i limiti della teoria dell’avversione sono davvero molti se non supportati da una reale motivazione e dal supporto di professionisti quali medici e psicologi.

Insomma, Pavlok forse può andar bene per quelle persone che vogliono smettere di fare acquisti su internet più di una volta a settimana, ma di certo non guarirò chi ha una sindrome da shopping compulsivo, non guarirà di certo chi ha disturbi dell’alimentazione o problemi con il gioco e la dipendenza in generale. Quella dell’azienda di Pavlok è una bella trovata di marketing che, però va presa con le pinze, e noi invitiamo tutti a informarsi sui pro e i contro di questa nuova terapia psicologica avversiva.

Impariamo a pensare con la nostra testa!

 

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