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MANIAC – UN VIAGGIO SIDERALE NELLE NOSTRE MENTI

Maniac è uno degli ultimi prodotti rilasciati da Netflix a fine Settembre. La serie tv si compone di dieci puntate della durata di circa quarantacinque minuti. Diretto da Gary Fukunaga, lo show televisivo è interpretato dagli ottimi Jonah Hill ed Emma Stone che regalano all’opera una performance straordinaria. «Too netflixy», la definisce Wired, e forse a buon ragione, ma tante sono le sfumature che rendono questa serie meritevole di essere guardata e apprezzata, riflettendo sulla natura umana a trecentosessanta gradi.

La storia di Maniac è ambientata in un futuro non troppo lontano, dove suggestioni retrò si fondono con uno sfondo futuristico solamente accennato, non invadente e ben equilibrato. Emma Stone interpreta Annie Landsberg, una ragazza particolare, dal fascino tossico come quelle donne belle e dannate degli ani ottanta morte in qualche strada di periferia, in una notte di pioggia. Annie è una donna tormentata, lo vediamo dal suo sguardo nascosto dietro occhiali scuri, lo vediamo mentre cammina sempre con una sigaretta accesa tra le dita. Nasconde qualcosa, un dolore troppo ingombrante per nasconderlo, un dolore troppo intenso per dimenticarlo. Annie, quindi, trova rifugio nelle droghe per cercare una via di “non fuga” dal suo dolore. Proprio per questo farà di tutto per prendere parte al programma di riabilitazione psicologica condotto dall’azienda Neberdine Pharmaceuticals and Biotech. 

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Dall’altra parte abbiamo Owen Milgrim, figlio di genitori ricchissimi, una famiglia che lo tratta quasi come un reietto perché non è abile alla normalità. Il personaggio interpretato da Jonah Hill è un ragazzo schizofrenico, non distingue la realtà dalla fantasia e per questo, per porre fine a tutte le sofferenze che lo perseguitano da anni, decide anche lui di prendere parte all’esperimento della Neberdine Pharmaceuticals and Biotech. 

Ed è proprio tra le mure dell’azienda Neberdine Pharmaceuticals and Biotech che i due si conosceranno e inizieranno a condividere le loro ansie, le loro paure e la loro ribellione a un sistema che li vorrebbe troppo conformi ad una realtà perfetta che, effettivamente, non esiste, una realtà che è, invece, marcia, bugiarda e troppo liquida.

Maniac è diretto da Cary Fukunaga che abbiamo imparato ad amare grazie alla serie tv rivelazione True Detective, ci offre un racconto quasi minaccioso, pieno di riferimenti alla cultura pop ma con suggestioni quasi cristiche, come se tutto il percorso fatto dai protagonisti (anche quelli secondari) fosse un viaggio verso il Golgota per poi godere di una epifania finale, una rivelazione che cambierà le carte in tavola e sbriglierà i nostri sentimenti.

Sicuramente la fotografia di Maniac è degna di nota, equilibrata e simmetrica, grazie ai colori al neon, intensi e sgranati, ci regala un’esperienza davvero immersiva che ci fa aprire gli occhi su tutte le possibilità che il genere retro-futurista ancora può regalarci.

Maniac è una serie tv assolutamente da non perdere per tutti gli amanti del genere “psicologico”, un’esperienza unica per vedere da vicino le paure dei protagonisti che in fondo sono anche le nostre, e iniziare, così, un viaggio siderale verso la conoscenza più ardita delle nostre menti.

Immagine di copertina

 

 

 

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