ATTUALITÀ

QUANTO NE SAI SULLA COSTITUZIONE?

Il 2 giugno 1946 si svolgeva il referendum attraverso il quale gli italiani erano chiamati a scegliere se rimanere una monarchia o se diventare, invece, una Repubblica. Per la prima volta ad andare alle urne vi furono anche le donne, i maggiori di quattordici anni e gli ultrasettantacinquenni, fino ad allora esclusi dall’elettorato.

Nello stesso giorno si tenevano anche le elezioni dei deputati all’Assemblea Costituente, l’organo che di lì a poco avrebbe partorito il testo normativo più importante di tutti i tempi: la vigente Costituzione italiana.

Tale Assemblea era stata prevista dal decreto-legge luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944, convertito in legge per effetto della XV disposizione transitoria della Costituzione.

Lo stesso decreto n. 151 stabiliva altresì che l’Assemblea fosse sciolta di diritto il giorno in cui fosse entrata in vigore la nuova Costituzione o in ogni caso non oltre l’ottavo mese dalla sua prima riunione.

Il termine fu successivamente prorogato dapprima al 24 giugno1947 e successivamente non oltre il 31 dicembre dello stesso anno.

Legge fondamentale dello Stato fu approvata finalmente il 22 dicembre 1947, dopo la nascita della Repubblica italiana ed entrò in vigore il primo gennaio del 1948; essa rappresenta un patto tra i cittadini e tra le forze politiche maggiormente rappresentative dell’epoca del secondo dopoguerra.

La Carta si compone di 139 articoli, cui seguono le disposizioni finali e transitorie e le note; il testo normativo è composto dai principi fondamentali (che occupano i primi dodici articoli), dalla prima parte dedicata ai diritti e doveri dei cittadini ed a sua volta suddivisa in quattro titoli e dalla seconda parte che si compone di sei titoli ed è dedicata invece alla trattazione dei principi che fissano l’ordinamento della Repubblica.

A fare da garante delle norme contenute nella Costituzione vi è il Presidente della Repubblica, oltre alla Corte Costituzionale che è l’organo preposto al controllo della legittimità costituzionale delle leggi dello Stato ed alla loro revisione.

Con riferimento alle caratteristiche della Carta fondamentale, la fonte primaria del diritto, la madre di tutte le leggi può definirsi attraverso alcune specifiche peculiarità che la rendono unica e diversa dalle Costituzioni di altri Stati.

Essa è:

VOTATA

Ciò sta a significare che è espressione della scelta del popolo. Furono gli italiani, infatti, a votare i deputati dell’Assemblea Costituente, il cui lavoro culminò proprio nella redazione ed approvazione Carta costituzionale.

La vigente Costituzione italiana fu, dunque, indirettamente votata dal popolo e fu approvata da organi di rappresentanza della collettività dei cittadini.

Le Costituzioni votate si distinguono da quelle ottriate, anche dette monocole, che sono elargite ai sudditi per concessione di un sovrano come atto unilaterale (si pensi allo statuto di Carlo Alberto); nonché da quelle biottriate, anche dette binocole, che sono espressione bifida di due entità distinte, il monarca ed il Parlamento.

SCRITTA

Ciascun diritto e ciascun dovere, così come lo stesso ordinamento dello Stato si fondano su norme scritte senza che sia previsto alcun rimando o riferimento alle consuetudini.

Tale caratteristica conferisce una garanzia maggiore in ordine al rispetto dei principi e delle norme contenute nella Carta che non possono essere disattese e sono univoche.

LUNGA

La Carta costituzionale si compone di più articoli, la cui finalità è quella di esplicitare dettagliatamente i principi fondamentali, i diritti e i doveri dei cittadini, così come le regole che determinano il funzionamento degli organi dello Stato.

RIGIDA

Essendo la Costituzione la norma più importante nella gerarchia delle fonti del diritto, essa non può soccombere dinanzi a quelle di rango inferiore che siano o si pongano in conflitto con quanto disposto dalla Costituzione stessa.

Tali norme di rango inferiore, se contrastanti con la legge fondamentale, sono da considerarsi illegittime e devono essere rimosse proprio perché incostituzionali (o anticostituzionali).

Per di più, particolarmente complesso si rivela il procedimento attraverso il quale è possibile modificare una norma contenuta nel testo della nostra Costituzione; ciò può avvenire solo attraverso un procedimento aggravato di revisione costituzionale.

L’unica norma che non può essere modificata in via assoluta è l’ultimo articolo della Carta, ossia l’art. 139, che sancisce l’impossibilità di sovvertire ed assoggettare a revisione costituzionale la forma repubblicana così come prescelta attraverso il referendum popolare del 2 giugno 1946.

La Costituzione italiana è un testo esemplare, frutto di una collaborazione senza paragoni tra le forze politiche uscenti dalla seconda guerra mondiale; da un lato il partito comunista ed i socialisti che miravano a realizzare attraverso il testo costituzionale una sorta di giustizia sociale; dall’altro lato la Democrazia Cristiana che individuava quale punto cardine della propria identità partitica ed ideologica, il valore della solidarietà tra classi sociali finalizzata al perseguimento del benessere del Paese.

Le posizioni di tali forze politiche durante i lavori di stesura della Carta furono di scontro e di confronto acceso, ma la battaglia ideologica assunse presto i connotati della collaborazione poiché tutte le forze politiche convenivano sulla necessità di offrire all’Italia ed agli italiani il migliore risultato, quello che di fatto fu realizzato: una Costituzione democratica e programmatica che riuscisse, così come in effetti avvenne, a coniugare perfettamente le differenti aspettative e ad essere espressione massima delle diverse forze politiche.

Il nostro più sentito ringraziamento oggi va ai Padri Costituenti che con grande lungimiranza e notevole senso della patria ci hanno concesso di poter vivere la nostra esistenza da uomini liberi di fare e di pensare. Ciò che dovremmo ricordare sempre è che la loro fu una lunga marcia!

 

 

Copyright foto: https://www.azionecattolica.it/costituzione/la-“concordia-nazionale”-ritrovata/

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