ATTUALITÀ

ROMEO E GIULIETTA OGGI. QUANDO L’AMORE INCONTRA IL PREGIUDIZIO

Con le ali dell’amore ho volato oltre le mura, perché non si possono mettere limiti all’amore e ciò che amor vuole amore osa.

W. Shakespeare

Émile Auguste Chartier sosteneva: “la stupidità umana è eterna. Tutte le volte che Socrate rinascerà, sarà condannato”.

Un’analisi un pò cinica, ma – obiettivamente – anche particolarmente lucida sulla piccolezza dell’essere umano, ritenuto superiore agli altri esseri viventi sul nostro pianeta perché dotato della ragione, ma di fatto incapace, il più delle volte, di farne buon uso.

La storia di Romeo e Giulietta è proprio l’emblema del cattivo uso del raziocinio da parte dell’uomo, accecato dal potere e dal desiderio di prevaricazione sugli altri; dominato dall’ostilità e da un insuperabile rancore che determina e guida l’agire di due famiglie di pari rango e pari dignità, divise da un’antica discordia.

Da questa sanguinosa faida tra le due famiglie nasce il più nobile dei sentimenti, l’amore che lega due sventurati giovani che, in spregio all’appartenenza al proprio casato, decidono di abbandonarsi alle ragioni del cuore e di andare impavidamente incontro alla sorte. Un destino tremendo quello di Romeo e Giulietta, che li condurrà fino alla morte e solo di fronte a questa i Montecchi e i Capuleti prenderanno cognizione della stoltezza umana e decideranno di seppellire, in uno ai loro rampolli, anche i loro antichi dissapori.

La storia di Romeo e Giulietta, pur non brillando per originalità (si pensa addirittura che Shakespeare l’avesse scopiazzata da una analoga vicenda occorsa nella città di Siena), si colloca tra le storie d’amore più belle di tutti i tempi ed ha goduto di una particolare fortuna, essendo ancora oggi una delle storie più conosciute e più raccontate al mondo.

Ma la vera carta vincente dell’opera è la straordinaria attualità della sua trama che, in fin dei conti, parla della capacità dell’amore puro ed incondizionato di sconfiggere il pregiudizio, anche il più difficile da abbattere, quello che si insinua nel contesto familiare di provenienza. Quello contro il quale decide di schierarsi chi è davvero capace di amare, costi quel che costi.

Ed è proprio partendo da quel “costi quel che costi” che potremmo rivedere, ad un certo punto, i nostri Giulietta e Romeo, rivivere nel corpo, nella mente e nel cuore di una giovane donna pakistana che, all’età di soli 25 anni, si innamora di un giovane uomo italiano e decide di voler vivere in maniera libera il suo amore. La donna decide di sposare quell’italiano, di intraprendere un percorso di vita comune che porterà i due a progettare di comprare casa, di avere dei bambini e, perché no, una monovolume abbastanza grande per andare tutti insieme in vacanza, magari anche un cane da portare a spasso al parco la domenica mattina.

La nostra Giulietta si chiama Sana Cheema e decide di tornare nel suo paese di origine, in Pakistan, nel distretto di Gujrat dov’è nata, per dare la meravigliosa notizia alla sua famiglia e raccontare dei suoi progetti futuri. Da lì non farà più ritorno in Italia; sarà strangolata – il 24 aprile del 2018 – dal padre e dal fratello, per aver oltraggiato la famiglia ed i valori dell’Islam, quello oltranzista e radicato i cui principi mal si conciliano con la cultura occidentale.

Chissà se Sana abbia mai pensato, tornando in Pakistan, che potesse andare a finire così. Chissà se abbia anche solo lontanamente immaginato che il suo amore si sarebbe infranto contro un pregiudizio insuperabile; che quell’amore si sarebbe trasformato in una irreparabile tragedia; chissà se abbia letto, anche una volta sola, la storia di Romeo e Giulietta e magari fantasticato su un finale diverso, un finale a lieto fine, nel quale le due famiglie si riconciliano non già dopo la morte dei due amanti, ma prima che finisca il copione della vita; perché no, magari proprio alla festa nuziale dei due innamorati, mettendo da parte gli inutili rancori, azzerando le differenze e prendendo semplicemente atto che l’amore può vincere sull’odio.

Sono domande alle quali, purtroppo, non troveremo mai risposta.

A Sana Cheema e a tutte le donne vittime del pregiudizio dedichiamo la nostra versione della storia di Romeo e Giulietta, quella che vorremmo stravolgere per darle un esito diverso, che ci permetta di raccontare che si può essere liberi di amare senza dover temere per la propria vita e per la propria dignità.

A Sana Cheema e a tutte le donne rese colpevoli dal pregiudizio, a gran voce diciamo:

“Ama, Ama follemente, Ama più che puoi e se ti dicono che è peccato, Ama il tuo peccato e sarai innocente”.

W. Shakespeare

Copyright foto: https://www.coffeeandbooksgirl.blogspot.com/2012/12/le-recensioni-di-alex-remember-di-vania.html/

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