ATTUALITÀ

LA BIBLIOTECA DEI LIBRI SALVATI DAI NETTURBINI DI ANKARA

Nel suo Fahrenheit 451, Ray Bardbury immaginava che una società dittatoriale avesse trasformato i pompieri in uomini dediti ai roghi di libri, considerati pericolosi nemici del potere. La cultura è vista sempre dai potenti come un’arma pericolosa, e il suo controllo (o la sua distruzione) è una forma di dominio delle masse piuttosto praticata. Diventa quindi un simbolo di speranza, scoprire che in una delle nazioni meno libere del pianeta, la Turchia, c’è ancora chi protegge questi piccoli scrigni di cultura: i netturbini. 

Purtroppo esiste chi butta i libri. Un immenso patrimonio di storie, cultura e idee che finiscono al macero per diventare presto vittime dell’oblio. Consci di questo pericolo, i nettubini di di Cankaya, un quartiere della capitale turca di Ankara, hanno deciso di opporsi a questo spreco. 

Alcuni addetti, infatti, hanno il compito di recuperare i volumi gettati e preservarli, in modo da dare vita a delle piccole biblioteche di cui gli operatori ecologici e le loro famiglie possono beneficiare. Almeno all’inizio, dato che il volume di libri recuperato è cresciuto in maniera incontrollata e visto il successo dell’iniziativa si è trovato un accordo con la municipalità di Cankaya: rendere pubblica questa preziosa biblioteca.

Se sembra un’idea meritevole ma di scarso rilievo, considerate che in Turchia il Ministero della Cultura e del Turismo, tramite il suo servizio di biblioteche, ha una media di copertura bassissima: una ogni 70.000 abitanti. Secondo quando riportato da Library Map of The World, la media dei paesi della Comunità Europea è di una biblioteca pubblica ogni 6200 abitanti. 

Quello che era iniziata come un’iniziativa culturale circoscritta è pian piano divenuta un’incoraggiante attività pubblica. La biblioteca dei netturbini, dopo qualche mese di vita, può vantare ben 6000 voumi, dalla narrativa alla saggistica. Per incoraggiare i giovani lettori, è stata allestita anche una sezione dedicata alle pubblicazioni per bambini e ragazzi, e da poco è stata avviata una ricca sezione dedicata alla ricerca scientifica. Senza dimenticare una nutrita raccolta di volumi in Inglese e Francese. 

Questa biblioteca ha trovato anche una sede decisamente adatta. A ospitare questo interessante progetto, infatti, è un edificio in disuso sito nella sede del dipartimento di sanità di Cankaya. Per la sua struttura, composta di lunghi corridoi, questo edificio era la location ideale per dare concretezza a questa iniziativa. 

A frequentare questa biblioteca sono principalmente i figli dei dipendenti comunali e studenti delle scuole limitrofe. Oltre ai libri, sono disponibili anche delle salette in cui giocare a scacchi e delle comode sale lettura. Curiosamente, ad esser particolarmente presenti sono i ciclisti, che dopo avere compiuto le proprie pedalate nella vallata vicina, hanno eletto la biblioteca come loro punto di riferimento, al punto che organizzano i propri attimi di relax con una buona lettura ed una tazza di tè in questa biblioteca. 

Il successo di questa iniziativa ha fatto sì che la biblioteca necessitasse di una persona sempre presente per la gestione delle attività, ma il vero problema era la rapidità con cui si esauriva lo spazio.  Come soluzione a questo problema, si è  dato vita ad una soluzione che unisce praticità a diffusione del valore della lettura. L’organizzazione ha, infatti, creato una fervente attività di scambio volumi con scuole della municipalità, dando vita a programmi educativi e di invito alla lettura, portando i propri libri anche all’interno delle carceri. 

Il sindaco di Cankaya, Alper Tasdelen, è particolarmente soddisfatto di questo progetto

Abbiamo iniziato a progettare la costruzione di questa biblioteca partendo dai libri abbandonati e raccolti dai netturbini. Quando tutti si sono dichiarati a favore, il progetto è letteralmente decollato. In fin dei conti, da un lato c’è chi abbandona i libri, dall’altro chi invece cerca sempre nuove letture. Ora ci ritroviamo con richieste di prestiti di libri da parte dei presidi delle scuole di tutta la Turchia”.

L’esperienza di questi intraprendenti lavoratori turchi dovrebbe esser un monito a salvaguardare la culture e renderla il più libera e fruibile possibile, ovunque. 

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