CULTURA

L’AMICA GENIALE, DAL LIBRO ALLA SERIE TV: IL SUCCESSO DI UNA STORIA

Ascolti da capogiro per L’amica geniale, miniserie in otto puntate ispirata all’omonimo romanzo best-seller mondiale di Elena Ferrante.

La serie, prodotta da HBO (Sex and the City, Game of Thrones), TimVision e RaiFiction, aveva ricevuto critiche positive da parte della stampa già qualche mese fa al Festival di Venezia e nei tre giorni di proiezione nelle sale cinematografiche di tutt’Italia (grazie a Nexo), quando furono presentati in anteprima i primi due episodi della serie evento.

E non ha deluso nemmeno i tanti lettori della quadrilogia, (L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta), edita in Italia da Edizioni E/O, della misteriosa scrittrice apprezzata in tutto il mondo.

Sarà perché dietro alla serie dell’anno, c’è proprio la Ferrante, che ha fortemente voluto alla regia Saverio Costanzo (La solitudine dei numeri primi) e ha guidato e consigliato gli sceneggiatori (Francesco Piccolo, Laura Paolucci e lo stesso Costanzo) con uno scambio epistolare durato oltre un anno.

 

 

LA STORIA

L’amica geniale è il formidabile racconto in immagini di un’amicizia tra Lina e Lenù lunga sessant’anni.

La serie, fedelissima al romanzo, si apre con un colpo di scena nel presente: la richiesta di aiuto a Elena Greco (Lenù) da parte di Rino, figlio di Raffaella Cerullo.

Lina, Lila solo per Elena, ha fatto perdere le sue tracce ed Elena si mette al computer per scrivere quella che è la loro storia. Due compagne di classe che crescono nello stesso rione popolare di Napoli negli anni Cinquanta, si perdono, si cercano, si ritrovano, litigano e s’innamorano, in un susseguirsi di avvenimenti che ci restituiscono un’istantanea della storia del nostro paese.

Lila come al solito vuole esagerare, ho pensato.

Stava dilatando a dismisura il concetto di traccia. Voleva non solo sparire lei, adesso, a sessantasei anni, ma anche cancellare tutta la vita che si era lasciata alle spalle.

Mi sono sentita molto arrabbiata. Vediamo chi la spunta questa volta, mi sono detta.

Ho acceso il computer e ho cominciato a scrivere ogni dettaglio della nostra storia, tutto ciò che mi è rimasto in mente.

LINA E LENÙ

Lina e Lenù, le protagoniste principali della serie, sono due bambine quando si conoscono e vivono insieme non solo l’ambiente scolastico ma anche la povertà del rione.

Due bambine brillanti, le più brave della classe, ma diverse tra loro. Lina è dotata di un’intelligenza fuori dal comune, impara a leggere e scrivere, studiare successivamente il greco, senza l’aiuto di nessuno. Ha idee brillanti sul futuro e non teme nessuno. Non ha paura di nessuno.

Lenù, diversa anche nei tratti facciali essendo bionda, è una bambina molto timida. Affascinata da quella “compagna geniale” riesce ad instaurare con lei un rapporto di amicizia potente, unico e profondo che alterna momenti di dolcezza estrema a momenti difficili utili a far crescere entrambe.

Quello che colpisce è l’interpretazione magistrale delle due bambine interpretate da Elisa Del Genio e Ludovica Nasti. (Le adolescenti saranno interpretate da Margherita Mazzucco e Gaia Girace ndr).

Già dalle prime sequenze appaiono perfette, come se avessero già vissuto quegli anni. I loro occhi spaventati, i loro volti scavati e segnati dalla dura vita di quartiere emozionano e affezionano lo spettatore all’istante.

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L’IMPORTANZA DELL’ISTRUZIONE

L’amica geniale è una storia di amicizia, riscatto, emancipazione e formazione.

In una società prevalentemente patriarcale in cui le decisioni spettano esclusivamente al capofamiglia, c’è una rassegnazione alla vita e alle sue difficoltà da parte delle donne-madri protagoniste. Esse badano alla casa, alla famiglia e non c’è spazio per lo studio (arrivano alla quinta elementare). Fa eccezione la vedova Melina, che non si cura dei propri figli e non nasconde la sua passione malata per un uomo sposato, Donato Sarratore.

Ma è proprio attraverso l’istruzione che le due piccole protagoniste potranno in qualche modo riscattarsi.

Piccole donne  non a caso sarà il libro che sancirà la loro amicizia e il loro patto segreto di sopravvivenza alle leggi del rione.

Elena sarà l’unica a proseguire gli studi raggiungendo traguardi importanti grazie all’aiuto della fata turchina, la maestra Oliviero. Al contrario, Lila si ribellerà alle norme sociali e seppur non continuerà a frequentare le scuole non perderà mai la voglia di studiare e imparare. E questa sarà la sua vittoria più grande.

 

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