Caro John

SINDROME DA VIBRAZIONE FANTASMA – I CONSIGLI DI JOHN

Caro John

ho 21 anni e sono una giovane studentessa di Economia. Da non molto mi sono trasferita in Irlanda per partecipare al programma di studio Erasmus presso l’università degli Stati membri dell’Unione europea. Un po’ per una sorta di ossessione verso gli smartphone che da sempre mi contraddistingue, un po’ per un’esigenza degli ultimi tempi di rimanere in contatto con amici e famigliari ormai lontani, sono sempre più consapevole di avere aggravato il mio problema.

Come me ne sono resa conto?

Credo di aver iniziato a soffrire della sindrome da vibrazione fantasma.

Mi capita di continuo di afferrare il cellulare tra le mani convinta di averlo sentito vibrare ( vibrazione che lascio costantemente impostata per via delle numerose notifiche) e di tirare giù la tendina delle notifiche sicura di aver ricevuto un nuovo messaggio ma niente.

Ne sono consapevole ormai da diverso tempo, ma ho finalmente deciso di uscire allo scoperto e smettere di negare il mio problema, perché la presa di coscienza, si sa, è il primo passo verso la guarigione.

Avrei oltremodo necessità di un consiglio per contrastare tale sindrome.

Mirena

 

Cara Mirena,

Secondo un recente studio del Georgia Institute of Technology, condotto tra studenti universitari, il 90% degli intervistati ha affermato di soffrirne, sebbene la cosa non arrecasse loro particolare fastidio. Su internet se ne parla ormai da diversi anni, segno che la sua insorgenza non è né recente né in declino.

Ci sono molteplici teorie al riguardo. La prima è che il continuo uso di “tecnologia vibrante”, spesso a stretto contatto con il nostro corpo (nella tasca di pantaloni e altri indumenti), ne abbia in qualche modo modificato la percezione da parte del nostro cervello, che confonde magari dei piccoli e frequenti spasmi muscolari per qualcosa di diverso.

La seconda è che il continuo flusso di notifiche, e quindi di vibrazioni, ci abbia reso semplicemente ancora più ansiosi e sensibili nei loro confronti, al punto da farci sentire la loro presenza, anche in loro assenza.

Per parlare di cure dobbiamo rifarci alle cause. Modificare una errata percezione da parte del nostro corpo non è banale, e la soluzione più efficace può essere solo il cambio di abitudini: anziché portare il cellulare nella tasca dei pantaloni, spostarlo nella borsa, o comunque non a diretto contatto con il corpo.

Un’altra soluzione possono essere i wearable. Smartwatch e smartband vibrano al nostro polso all’arrivo di una notifica; la loro vibrazione è solitamente forte e difficilmente equivocabile, e pertanto possono risultate il proverbiale chiodo che scaccia chiodo.

L’unico problema però è se poi dovesse “diventare fantasma” anche la loro vibrazione…

John

 

 

Copyright foto copertina

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