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FINGERE L’ORGASMO-I CONSIGLI DI ADAM&EVA

Cari Adam&Eva,

sono una giovane donna, quasi trentenne con difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo.

Avendo avuto, per la maggiore, rapporti “mordi e fuggi” o comunque poco duraturi, ho sempre pensato che i miei mancati orgasmi fossero dovuti alla scarsa complicità e conoscenza dell’altra persona.

Frequentando in modo stabile una persona da pochi mesi, riscontro esattamente gli stessi problemi, e mi sento molto in colpa a fingere l’orgasmo in quelle occasioni. Ma, d’altra parte, mi sentirei ugualmente a disagio provando a spiegare le mie difficoltà. A questo punto mi chiedo se il problema non sia proprio io e non le precedenti frequentazioni occasionali.

Chiara

 

Cara Chiara,

innanzitutto non sentirti sbagliata o a disagio, chi non ricorda la famosa scena del film “Harry ti presento Sally”, nella quale Meg Ryan simula un orgasmo fenomenale in un ristorante, per provare al suo amico che tutte le donne sono brave a “fingere”?

A volte fingere l’orgasmo può essere vantaggioso, purché non diventi un’abitudine.

L’orgasmo femminile spesso sembra una vetta inarrivabile costellata di dubbi e falsi miti; sembrerebbe quasi che essa sia all’origine di veri e propri benefici per la coppia: essere rassicurati sul raggiungimento del piacere del partner, e sulle proprie performance sessuali, è sempre fonte di conforto.

Può succedere che simulando un orgasmo si raggiunga effettivamente il piacere, passando facilmente dalla finzione alla realtà. Ci sono però dei contro con cui fare i conti.

Finché la simulazione capita solo qualche volta e non impedisce ad entrambi i partner di accedere al vero piacere, niente paura! Quando però simulazione fa rima con frustrazione, la prima cosa da fare è chiedersi quali siano le ragioni che spingono a ricorrere a questa strategia. In questo caso è bene lavorare su stessi, anche con l’aiuto di uno specialista, e capire qual è il limite da non oltrepassare.

In bocca al lupo,

Adam&Eva

 

Copyright: copertina

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