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IL BIBLIOMOTOCARRO DEL MAESTRO ANTONIO LA CAVA FA LEGGERE I BAMBINI DEL SUD – INTERVISTA

Ferrandina (Matera). In un piccolo paesino sulla collina materana caratterizzato dalle sue piccole case bianche dalle facciate strette, cucite l’una accanto all’altra e dai tetti dal color della terra, vive Antonio La Cava, un ex maestro di scuola elementare ormai in pensione.

Dopo quarantadue anni trascorsi ad insegnare, Antonio ha capito che poteva fare ancora qualcosa di molto importante per i suoi fanciulli. Così nel 1999, ha acquistato un’ape Piaggio, un veicolo a tre ruote, e lo ha trasformato in una vera e propria biblioteca viaggiante, piena di libri.  Ora Antonio è diventato un maestro di strada.

Ha fatto della sua vita una missione in nome della cultura: da vent’anni gira i piccoli comuni della Basilicata e non solo, portando la lettura nelle piazze e invitando i bambini a leggere. La favola di Antonio La Cava e del suo bibliomotocarro ha conquistato l’Italia intera, perfino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo ha nominato, lo scorso dicembre, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana tra le 33 personalità insignite del prestigioso riconoscimento.

Conosciamolo meglio nell’intervista.

Buongiorno maestro La Cava, grazie per aver acconsentito a rilasciare un’intervista al nostro magazine. Da vent’anni gira con la sua Ape car adibita a biblioteca itinerante, percorrendo anche 200 km in un giorno pur di portare in prestito (e spesso regalare) i libri ai tanti bambini lucani e non solo. Da dove nasce l’idea del bibliomotocarro?

Sono molte le ragioni che mi hanno spinto ad intraprendere questo lavoro sociale: una è il problema crescente della disaffezione alla lettura da parte delle nuove generazioni, attratte sempre di più dai nuovi mezzi di comunicazione di massa. Decisi di fare qualcosa a riguardo: un dovere civile essendo un maestro di scuola. Mi definisco e mi sono sempre sentito un maestro di strada.  La scuola è soggetto aggregante, propulsore e trainante e deve avere porte aperte sul territorio. Credo molto nell’uso del territorio in chiave didattica. Il bibliomotocarro nacque nell’ottobre del 1999 con l’obiettivo di avvicinare i bambini e i ragazzi alla lettura. È un simbolo prevalentemente lucano ma non disdegna anche uscite fuori regione. In questi vent’anni di attività ho percorso circa 200.000 km. Sono stato in tutti i comuni del materano, e mi mancano 12 comuni della provincia di Potenza per raggiungere il traguardo dei 131 comuni che compongono la regione Basilicata. Una biblioteca ambulante che diffonde la cultura e l’ha portata “fino ai margini” dove ce n’era più bisogno: in quegli angoli sperduti della Lucania privi di biblioteche e librerie. Mi piaceva l’idea di andare alla ricerca di nuovi lettori, di contribuire a far crescere nuovi lettori e di trovarli in questi paesi solitari in via di spopolamento. La scelta decisiva è stata il mezzo: il motocarro. Non poteva che essere il motocarro il mezzo per consentire ai libri di mettere le ruote!

Come mai scelse proprio il motocarro?

Mi serviva un mezzo che potesse percorrere le strade lucane attraverso i territori impervi della provincia di Matera e di Potenza, dove c’era più bisogno di libri.

Il motocarro è un mezzo lento, umile, semplice (quello che porta la frutta al mercato): qualità che hanno permesso a questo progetto di essere un modello vincente. Un’idea rivoluzionaria: fare del libro il simbolo della cultura di un popolo rispetto ad una cultura aristocratica, di élite fatta per pochi. È un mezzo accessibile e anche la cultura lo deve essere. In più, è un mezzo che mette a proprio agio i bambini. Sto pensando di acquistare un fratellino, un altro Ape car, che affiancherà l’originale e che sarà riservato ai bambini fino ai sei anni.

Un tetto in tegole, il comignolo fumante che è collegato al tubo di scappamento e le portiere vetrate. Ha trasformato il bibliomotocarro in una vera e propria casetta.

Un modo per attirare i più piccoli! La casa è il rifugio, ma è anche il luogo dove il bambino impara ad essere lettore o a non esserlo, a seconda degli esempi che riceve. Il progressivo indebolimento del rapporto tra i libri e il mondo della fanciullezza, che tante volte nasce nelle aule (nelle scuole insegnano a leggere, la lettura tecnica, ma questa non è accompagnata dall’amore), si afferma e si consolida proprio in casa, in famiglia. A Garaguso, provincia di Matera, un bambino mi disse: “Maestro, io so perché dal carro esce il fumo. Perché tu bruci i libri che non piacciono a noi bambini”.

La lettura non è un obbligo né un dovere. Può, piuttosto, diventare un piacere”, sostiene lo scrittore e docente francese Daniel Pennac.

Nessuno nasce con il destino di essere lettore. Lettori non si nasce ma si diventa, si cresce! Daniel Pennac nel suo libro Come un romanzo scriveva: “Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide anche con alcuni verbi: il verbo “amare”… il verbo “sognare”…”

Il verbo sognare, il verbo amare non gradiscono l’imperativo. Io non posso dire: “Amami”!, “Sogna”! Anche il verbo leggere non tollera l’imperativo.

Leggi! Ti ordino di leggere! Non leggerà mai!  Leggere un libro deve essere una gioia non un dovere. Oggi più di ieri c’è bisogno di rifugiarsi in un libro, che deve diventare un vero “amico”. Bisogna incuriosire i fanciulli, bisogna fare in modo che scoprano il piacere della lettura.

Bibliomotocarro2

 

Con il bibliomotocarro ci è riuscito, ha trovato la formula magica!

Come cittadino e come maestro mi amareggiava l’idea di invecchiare in un paese di non lettori. Il bibliomotocarro è nato proprio per sollevare l’attenzione su questo pericolo: non possiamo fare a meno della gioia, della forza di un libro.

All’attività di biblioteca abbiamo aggiunto i libri bianchi. Si tratta di racconti scritti proprio dagli stessi bambini, frutto di una loro intuizione.

A San Mauro Forte, un piccolo centro della provincia di Matera, una bambina extracomunitaria mi disse: “Maestro, e se i libri li scrivessimo noi?”. “Ci possiamo pensare” risposi. In realtà non ci pensai molto. Acquistai 200 volumetti bianchi, dei grossi quaderni con la copertina rigida e colorata, e li misi a disposizione di tutti i bambini che me li chiedevano ogni volta che andavo da un paese all’altro. In questo modo i fanciulli comunicano tra di loro, continuano la storia o ne scrivono altre sprigionando tutta la loro fantasia e creatività. Sono sempre storie meravigliose.

Inoltre con il progetto Dalla pagina al mondo, i bambini diventano “costruttori di cinema” realizzando un cortometraggio di finzione partendo proprio da un testo letterario (una fiaba, una filastrocca, una poesia). I bambini adoperano la telecamera, il computer, il tablet, ma i contenuti dei nostri lavori vengono presi dal testo. Una sinergia virtuosa tra tradizione e modernità all’insegna di un umanesimo moderno dove al centro rimane il bambino. La tecnologia non è dunque un nemico, basta saperla utilizzare.

Il punto di forza del bibliomotocarro è dato dal protagonismo dei bambini.

All’arrivo del bibliomotocarro, accompagnato come di consueto dalla musica, i bambini mi accolgono con grande gioia ed entusiasmo. Scelgono liberamente il testo da leggere o da prendere in prestito tra i 1.000 titoli disponibili.  La biblioteca non prevede alcun registro dei prestiti, un investimento di fiducia nei fanciulli, nelle generazioni del futuro. Facciamo una semina di fiducia sicuri di averne un raccolto di responsabilità. C’è anche il concetto di biblioteca come bene comune. I fanciulli tornano perché hanno capito che il libro che hanno letto poi passerà ad altri fanciulli.

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Mi piace il termine fanciullo

Nel termine fanciullo è racchiusa tutta la poesia. A proposito le recito alcuni versi di Marino Moretti:

“Ero un fanciullo, andavo a scuola: e un giorno
dissi a me stesso: “Non ci voglio andare”.
E non ci andai. Mi misi a passeggiare
tutto soletto, fino a mezzogiorno.”

(Marino Moretti, L’ore non passavan mai – Poesie col lapis, Mondadori)

È possibile donare libri?

Certo. Sono ben lieto di ricevere libri per bambini e ragazzi per due ragioni: aggiornare il catalogo esistente inserendo nuovi libri appartenenti alla letteratura per l’infanzia o per ragazzi. E perché mi piace l’idea della condivisione. Il libro che hai donato è anche un po’ tuo. Vorrei che tra qualche anno il bibliomotocarro diventasse un simbolo italiano.

Potete inviarli a:

Il bibliomotocarro – Maestro La Cava, via Leonardo Da Vinci 26, 75013 Ferrandina (Mt)

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Copyright foto: www.ilbibliomotocarro.com

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