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PERCHÈ LA SCRITTURA MANUALE È COSI IMPORTANTE PER LA MENTE?

EDITORIALE XXXVIII

L’IMPORTANZA DELLA SCRITTURA

Oliver Sacks, medico e accademico britannico, nonché autore di numerosi libri best seller, nel suo libro intitolato L’ occhio della mente scrisse:

” L’origine della scrittura e della lettura non può essere interpretata come un adattamento evolutivo diretto. Essa dipende dalla plasticità del cervello, e dal fatto che anche nell’arco della breve durata della vita umana, l’esperienza – la selezione esperienziale – è un agente di cambiamento potente come la selezione naturale.”

Lo sviluppo del linguaggio che altro non è che l’espressione di simboli, lettere o altri segni in forma scritta, ha origini antichissime.

CENNI STORICI

Riguardo la nascita della scrittura gli storici hanno ipotizzato che questa sia nata in due luoghi differenti: in Mesopotamia dagli antichi Sumeri verso il 4000 a.C. e in Mesoamerica intorno al 600 a.C.

Non fu un’invenzione improvvisa saltata fuori casualmente ma si basava su tradizioni precedenti di sistemi simbolici inclassificabili come forma di scrittura vera e propria. Questa primitiva forma di scrittura prende il nome di proto-scrittura. Si trattava di simboli ideografici che avevano il compito di trasmettere le informazioni ( ancora prive di un diretto contenuto linguistico. )

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Esempio di proto-scrittura.

LA SCRITTURA COME PRIMA GRANDE RIVOLUZIONE DELL’UMANITÀ

La scrittura costituisce la prima grande rivoluzione tecnologica dell’umanità nell’ambito dei sistemi di comunicazione.

Platone nel Fedro fa una critica piuttosto dura ad essa definendola la causa della fine dell’introspezione umana poiché essa richiama le cose alla memoria in maniera meccanica dall’esterno.

Innegabile, però, fu il progresso che ne generò.

Ma l’evoluzione decisiva verso le attuali forme di rappresentazione grafica si compì nel XII e XI secolo, nell’area mediterranea delle città fenicie, dove si svilupparono i primi sistemi di scrittura alfabetica, in cui ogni singolo suono del parlato venne rappresentato da un singolo segno.

Con l’avvento nel ventunesimo secolo di tecnologie avanguardistiche, tra computer e smartphone, televisione, radio… la modalità di comunicazione è drasticamente mutata.

Abbiamo detto addio ( seppur non completamente grazie alla sopravvivenza di quei pochi sentimentali ancora legati al contatto tramite carteggi) alla scrittura manuale sostituendola prevalentemente con il ticchettio di una tastiera alfanumerica QWERTY QWERTZ, AZERTY, Dvorak, XPeRT ( o peggio ancora tramite messaggi vocali). 

L’attività grafica è una caratteristica esclusiva dell’ homo sapiens, è l’acquisizione di un collegamento tra il pensiero e i simboli materiali.

L’uomo così diventa un animal siymbolicus.

PERCHÈ LA SCRITTURA MANUALE È COSI IMPORTANTE PER LE NOSTRE MENTI?

In Il corsivo encefalogramma dell’anima (La memoria del mondo, 159 pagine, 18 euro) una grafologa e uno psicologo spiegano i danni cognitivi, emotivi, relazionali che a bambini ed adulti può causare l’abbandono della scrittura a mano, specialmente in corsivo, a favore dell’utilizzo esclusivo delle tastiere dei computer e degli smartphone.

I bambini usano le mani molto meno di cinquant’anni fa e allo stesso tempo familiarizzano con le tecnologie digitali troppo presto, con conseguenze davvero preoccupanti: «L’azienda specializzata in ricerche su internet AGI/AVG ha dimostrato che i bambini di oggi sono in grado di scrivere al PC, navigare su internet, utilizzare il cellulare, ma non sanno allacciarsi le scarpe in autonomia (solo l’11% lo sa fare) o andare in bicicletta». Davanti all’allargarsi del fenomeno della disgrafia, alcuni chiamano in causa alterazioni genetiche, invece Irene Bertoglio e Giuseppe Rescaldina sostengono «la teoria della mancanza di un giusto training formativo atto ad instaurare nei bimbi l’acquisizione della manualità fine», e puntano il dito sull’invadenza delle tecnologie digitali come fattore negativo, appoggiandosi a parecchi studi scientifici sulla questione.

Per esempio «la psicologa e ricercatrice dell’università di Washington, Virginia Berninger, ha condotto uno studio interessante, confrontando la scrittura in stampatello, in corsivo e su tastiera di un gruppo di bambini della Scuola Primaria. Così ha scoperto che alle diverse modalità di scrittura sono associati schemi cerebrali differenti e separati che producono diversi risultati. Si sono notate significative differenze tra chi ha utilizzato il carattere corsivo rispetto a coloro che hanno utilizzato lo stampatello. Nei primi bambini si è rivelata una maggiore attivazione delle aree cerebrali associate alla memoria di lavoro con un aumento dell’attivazione delle reti di lettura e scrittura. Citiamo: “I bambini che scrivono a mano libera producono più parole e più rapidamente di quanto facciano coloro che scrivono su una tastiera; inoltre, rispetto a questi ultimi, mostrano una maggiore ricchezza di idee”».

copyright: https://www.tempi.it/ragazzi-mollate-il-computer-e-scrivete-in-corsivo-per-il-bene-di-anima-e-cervello/

Come scrive l’Istituto Grafologico Internazionale Moretti (il francescano padre Girolamo Maria Moretti, 1879-1963, è stato l’iniziatore della grafologia in Italia) nel suo manifesto per il lancio della Campagna per la valorizzazione della scrittura a mano: «La scrittura a mano corsiva stimola a: migliorare la capacità di lettura e di calcolo; potenziare la capacità di attenzione e di apprendimento; imparare l’autodisciplina e la concentrazione; 
allenare la memoria e accrescere la fiducia in se stessi; 
favorire il pensiero critico; 
costruire buone relazioni comunicando le proprie idee; 
esprimere la creatività individuale ed uscire dall’anonimato 
incoraggiando l’originalità individuale».

In questo XXXVIII numero di Metis Magazine abbiamo voluto affrontare il tema sull’importanza della scrittura, trattando l’argomento sotto diversi punti di vista; La nostra riflessione è partita dall’importanza, scientificamente dimostrata, che la scrittura ha sulle nostre funzioni cerebrali, un dato di fatto da cui non si può prescindere.

Vi abbiamo parlato, inoltre, del ruolo degli insegnanti di lettere nella formazione degli alunni, dell’importanza della testimonianza degli scritti di Antonio Gramsci, passando attraverso generi di scrittura avanguardisti come lo slam poetry.

Non mancheranno le nostre interviste esclusive e le nostre rubriche come Caro John e Sex Appeal e un inserto speciale, a tratti romantico e a tratti ironico, dedicato al mese dell’amore.

Rimanete, quindi, collegati ai nostri canali social per scoprire tutte le novità che abbiamo in serbo per voi.

Come sempre, senza alcuna pretesa di esser stati esaustivi ma solo con l’intento di darvi alcuni spunti di riflessioni vi invitiamo a non perdervi questo originale numero di Febbraio.

Buona lettura.

 

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foto copertina

 

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2 risposte »

  1. ottimo articolo che ,per così dire, “mette il dito nella piaga”…… la scrittura si inserisce nel rapporto cervello – mano che all’origine dell’intelligenza umana; la scrittura riporta l’uomo nella realtà tridimensionale allontanandolo dal “piattume bidimensionale” delle tastiere e degli schermi virtuali.

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