CULTURA

FIGHT CLUB: IL COMPLOTTO DELLA MENTE UMANA

 

“È così che va con l’insonnia. Tutto è così lontano, una copia di una copia di una copia. L’insonnia ti distanzia da ogni cosa, tu non puoi toccare niente e niente può toccare te.”

L’identità  della voce narrante resta sconosciuta al lettore per tutta la durata del romanzo, ciò che viene reso noto è la sua insonnia cronica e il sentimento di sfiducia nel genere umano.

Il narratore, nonostante ricopra una buona posizione lavorativa, che lo porta a viaggiare spesso, tanto da addormentarsi in un posto e risvegliarsi in un altro, affronta passivamente la quotidianità, e a scandire le sue giornate è il perenne senso di insoddisfazione.

Schiavo del consumismo, sfoglia riviste da cui sceglie nuovi complementi d’arredo per la sua casa invidiabile, diventato uno splendido contenitore di oggetti, ma che non vive.

L’unico conforto che trova alle sue giornate che scorrono anonime, è partecipare ai gruppi di sostegno per malati terminali.

Proprio in uno di questi incontri il protagonista conosce una donna di nome Marla Singer, figura femminile del romanzo, disturbata quasi quanto il protagonista e che come lui partecipa ai gruppi di sostegno.

Marla Singer, una che come lui, non è malata di cancro ai testicoli, non sta morendo, non è affetta da batteri al cervello, ma ha bisogno dei centri di sostegno. Il protagonista in lei vede riflessa la sua stessa menzogna e per questo motivo trova insopportabile la sua presenza.

Marla che inizia a frequentare Tyler diventando una presenza fissa nella vita del protagonista.

La vera svolta arriva dall’incontro con il controverso Tyler Durden che si ribella alle convenzioni inserendo fotogrammi pornografici nei film che proietta, orina e sputa nelle pietanze che serve come cameriere. Una sorta di guru moderno, una miniera di informazioni utili. Se il protagonista conosce qualcosa, è perché la conosce Tyler.

Insieme fonderanno il Fight Club

Il segretissimo circolo che nasce nelle retrovie dei bar in cui i partecipanti, per dar sfogo alle ansie e alle frustrazioni delle proprie vite, si picchiano selvaggiamente per un minuto senza esclusione di colpi.

“La prima regola del fight club è che non si parla del fight club. 
La seconda regola del fight club è che non si parla del fight club. 
La terza regola del fight club, quando qualcuno dice basta o non reagisce più, anche se sta solo facendo finta, il combattimento è finito.”

Ma il Fight Club si trasforma in qualcosa di più grande, di più strutturato e con un intento ben preciso: la distruzione della società contemporanea. Nasce così il Progetto Caos.

Con l’aiuto dell’esercito del Fight Club, Tyler inizia a scardinare la civiltà con qualsiasi mezzo, naturalmente i più cruenti conosciuti e non: la catastrofe sarà inevitabile e il processo di cambiamento irreversibile.

La struttura narrativa del romanzo, grazie al continuo uso dei flashback, è capace di descrivere le vicende e i personaggi utilizzando gli sbalzi temporali come supporto alle volute e continue sensazioni di rottura, che Palahniuk(autore del romanzo, ndr) ha cercato di riportare nella mente del lettore, contemporaneamente al vissuto dei protagonisti.

Il romanzo è simbolo di quella Generazione X che concettualmente si affaccia con angoscia al mondo del lavoro, con scarso sentimento di appartenenza alla società, nel valore delle istituzioni e delle generazioni precedenti, in un sentimento di generale scetticismo e apatia verso il futuro e di ricerca di possibili valvole di sfogo.

Non viene mai precisato il periodo esatto in cui si svolgono le vicende narrate, potrebbe essere tranquillamente ambientato ai giorni nostri. Di fatti continua a rappresentare il manifesto ideologico dell’immaginaria odierna ribellione della stessa generazione descritta, sebbene in alcune circostanze il romanzo sconfina nell’iperrealismo.

Immagine di copertina

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