CULTURA

MIA MARTINI RIVIVE NEL BIOPIC “IO SONO MIA”

Sanremo 1989. Una donna matura ed elegante avvolta in un lungo abito di Armani dal sapore retrò, percorre i corridoi che portano al palco del Teatro Ariston. È Mia Martini al rientro sulle scene dopo anni di assenza. Anni di sorrisi e grandi gioie, ma anche di lacrime, di litigi dentro e fuori gli studi di registrazione, di freddezze ed incomprensioni.

La cantante di origine calabrese (nacque a Bagnara Calabra il 20 settembre 1947), da sempre considerata tra le migliori voci femminili della canzone italiana, era ritornata sotto i riflettori dopo un lungo periodo di buio, a causa di quelle voci infamanti che circolavano insistentemente su di lei.

Quelle voci calunniose che le attribuirono il marchio di iettatrice , spingendo il mondo dello spettacolo ad emarginarla e ad escluderla a lungo da passaggi in radio e programmi televisivi, soffocando la sua vita e il suo talento prezioso.

“Meglio reclusa che umiliata” da brutali maldicenze, – diceva. E così Mia, pseudonimo in omaggio a Mia Farrow, per tirare avanti, aveva scelto di esibirsi anche nelle feste e sagre di paese.

Un vero e proprio delitto per quella donna dalla voce magnetica, dolce, scura che aveva emozionato persino il cantautore e attore francese Charles Aznavour –  notandola all’Olympia di Parigi- e che volle al suo fianco in una serie di spettacoli in duo da portare nei teatri.

In quella 39esima edizione del Festival di Sanremo (vinto dall’inedita coppia Anna Oxa e Fausto Leali con Ti lascerò seguita da Toto Cutugno con il brano Le mamme e da Albano e Romina Power con Cara terra mia) Mimì canta Almeno tu nell’universo, un brano che porta la firma di Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio.

Sai la gente è strana prima si odia poi si ama” è la prima strofa della sua nuova canzone che segna l’inizio di una rinascita, di una nuova vita.

Una piccola grande conquista per la nuova Mia: il brano, pur classificandosi al nono posto, ottenne il premio della Critica che dopo la sua morte prenderà il suo nome.

Ma quella gloria durò poco:  la cantante venne ritrovata senza vita un giorno di maggio del 1995, a causa di un improvviso arresto cardiaco, nell’appartamento di via Liguria 2 a Cardano al Campo, nel varesotto, dove si era trasferita da circa un mese per essere più vicina al padre, con il quale si era riconciliata.

 

 

La vita di questa donna fragile e grintosa tra successi e delusioni anche amorose, la violenza e la discriminazione subita, tornano di attualità non solo nel ricordo del pubblico e degli artisti che l’hanno amata e ammirata (per lei hanno scritto autori come Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Dodi Battaglia, Lucio Battisti, Franco Califano, Mimmo Cavallo, Riccardo Cocciante, Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Mango, Amedeo Minghi, Mariella Nava,  Antonello Venditti), ma anche grazie a Io sono Mia, il biopic che, dopo l’uscita nelle sale cinematografiche con la distribuzione di Nexo Digital e la messa in onda su Rai1 il 12 febbraio scorso con ascolti vertiginosi (sette milioni e 727 mila spettatori, e uno share, per Rai 1, del 31%), sarà disponibile sulla piattaforma digitale RaiPlay.

L’intervista con una giornalista che all’inizio sembra poco interessata all’artista, (è a Sanremo per intervistare Ray Charles) serve da incipit per ripercorrere la storia di questa donna dall’indole irrequieta, decisa nel raggiungere i suoi obiettivi, ma che sapeva essere anche molto generosa e passionale.

“Te c’hai il visetto caruccio ma c’hai un caratteraccio, si dice anche nell’ambiente”.

Franco Califano

Dagli inizi difficili da bohémienne nella Roma degli anni Settanta alle tensioni col padre che, pur amandola, la ostacola fino a farle male; dalla storia d’amore intensa e lacerante con il fotografo Andrea (personaggio fittizio ispirato al cantante Ivano Fossati) fino alla nuova dimensione di vita dove la cantante sembrava aver finalmente fatto pace con se stessa.

La pellicola diretta da Riccardo Donna, è interpretata magnificamente dall’attrice e cantante napoletana Serena Rossi, calatosi anima e corpo e con delicatezza nel personaggio.

Io sono Mia

“Un colpo al cuore. Si è vista l’anima di Mimì” dichiarerà Loredana Bertè che ha collaborato con la produzione raccontando aneddoti e dettagli della vita e del carattere della sorella tanto amata.

Nel cast anche Maurizio Lastrico (Andrea) Antonio Gerardi (Alberigo Crocetta) Dajana Roncione (Loredana Bertè) Nina Torresi (Alba Calia), Corrado Invernizzi (Charles Aznavour) e Edoardo Pesce (Franco Califano).

Io sono Mia è un atto d’amore per chiedere scusa ad una donna – artista vittima delle sue fragilità e delle malelingue, ad una voce immortale della musica italiana che il mondo intero non ha mai smesso di amare.

 

 

Copyright foto 1

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