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IL PRINCIPE DELLA RISATA. CURIOSITÀ SU TOTÒ

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Dudas Comento Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, in arte Totò, fu uno dei maggiori esponenti del panorama cinematografico italiano del periodo a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, figura simbolo della comicità nazionale, tanto da meritare il soprannome con cui tutti oggi lo conoscono: “Il principe della risata”.

Fu anche drammaturgo, poeta, compositore e perfino cantante; un artista eclettico dall’intelletto sopraffino che, in un’epoca particolarmente difficile ed oscurantista, quale quella in cui si espresse artisticamente, riuscì ad imporsi e a farsi amare dalle masse, per il suo essere sopra le righe ed il voler portare avanti valori antitetici a quelli sposati dal regime, al punto da venire additato, contestato e censurato dal potere.

Nacque da una relazione clandestina tra la madre, Anna Clemente, e Giuseppe De Curtis che non lo riconobbe immediatamente, tant’è che Totò fu iscritto all’anagrafe come figlio di nessuno fino al tardivo riconoscimento e visse una vita disagiata nel quartiere Sanità di Napoli, ove oggi in via Santa Maria Antesaecula, al civico 109, è possibile trovare quella che è considerata la sua casa storica.

Ma quanto e cosa sappiamo di questa personalità così nota ed al contempo così controversa del panorama artistico italiano del secolo scorso; quanto possiamo dire sulle stranezze di colui che ha letteralmente ed irrimediabilmente segnato e contribuito alla storia del cinema nel nostro Paese?

Innegabile la sua eccentricità. Memorabili le sue smorfie ed il suo sorriso sbilenco. Impresse nella mente di tutti quelli che lo hanno conosciuto e seguito, le sue battute sottili.

L’OBLIO DOPO LA MORTE.

Se Totò è al giorno d’oggi considerato da tutti un attore di fama internazionale, non lo stesso può dirsi per il periodo immediatamente successivo alla sua morte.

Totò passò nel dimenticatoio fino agli anni Settanta, quando con la diffusione della televisione scoppiò un vero e proprio boom sulla sua figura artistica, circostanza che determinò di conseguenza la sua immensa e postuma fortuna.

Indimenticabile la citazione dell’attore in merito all’attitudine tutta umana di idolatrare le persone solo dopo la loro dipartita.

Al mio funerale – diceva Totò – sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo paese, in cui però, per venire riconosciuti in qualcosa, bisogna morire”.

LA SCARAMANZIA

Forse non molti sanno che Totò era il felicissimo proprietario di un loculo Al Verano, cimitero monumentale di Roma, ove il nostro attore scappava dopo gli spettacoli nei quali si opponeva dichiaratamente al potere ed al cui esito, ad attenderlo alla porta d’uscita, vi era la polizia.

Totò era solito ed altresì particolarmente abile a sfuggire alle forze di polizia per trovare rifugio proprio lì, nel suo loculo, ove a volte rimaneva disteso anche per tutta la notte, annullando solo in questo luogo la sua preponderante vena superstiziosa tutta partenopea che quasi per magia svaniva con il varcare l’ingresso del cimitero, un sito sacro e di protezione dalla sfortuna.

UOMINI O CAPORALI?

Totò detestava il termine caporale, lo considerava l’insulto peggiore che potesse essere rivolto ad un altro essere umano, forse perché il termine lo riportava con la memoria ai tempi in cui si dovette arruolare militare in occasione della Prima Guerra Mondiale e tentò di non partire al fronte fingendo l’epilessia.

Ad ogni modo, nonostante lo sforzo di mettere a frutto le sue grandi capacità di attore, alla sua malattia non diede peso nessuno: e così Totò fu arruolato nell’88° Reggimento Fanteria “Friuli” ove conobbe il caporale che, per mancanza di simpatia nei confronti di De Curtis, assunse verso di lui comportamenti vessatori e lesivi della dignità personale.

Di cose su Totò se ne potrebbero dire davvero tante; era sicuramente un attore fuori dal comune, una personalità scomoda contro la quale si è continuato a remare anche dopo la morte; ed ancora oggi in molti tentano di stroncare la sua fama incontestata, denigrandone la figura.

Ma nonostante i biechi tentativi di boicottaggio e la sua collocazione, resa necessaria dai tempi in cui operò artisticamente, nell’ambito di una cinematografia di non particolare livello o spicco, quello che è assolutamente indubbio è il fatto che Totò è stato, è ancora oggi e sarà sempre, un genio senza pari.

Copyright foto: https://www.vienianapoli.com/2017/03/antonio-de-curtis-in-arte-toto-le-13.html//

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