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COGITO ERGO SUM 2.0 – DA CARTESIO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Cogito ergo sum. Penso dunque sono. Secondo Cartesio, questo assioma era sufficiente a definire l’esistenza di un individuo. Una delle domande esistenziali più profonde della storia, riassunta in tre semplici parole sostenute, però, da un profondo contesto filosofico. Per il pensatore francese, il fatto stesso che l’uomo possa dubitare dell’esistenza del mondo che lo circonda, che ne possa venire anche ingannato, ne conferma in modo indiscutibile l’esistenza stessa. Esistiamo perché dubitiamo, utilizzando il pensiero come strumento per sondare il mondo. Ma non siamo gli unici a farlo. 

Se il pensiero cartesiano è rimasto cristallizzato nel tempo, diventando una colonna portante del mondo moderno, chi si è spinto oltre è proprio il pensiero umano, che ha portato la scienza ad evolversi verso nuovi orizzonti. Come l’intelligenza artificiale, un diversa entità di pensiero che sarebbe una vera sfida per il pensiero cartesiano. 

In un certo senso, il nostro dubitare e interagire con il mondo dipende dalla somma delle nostre esperienze individuali, oltre che da un background di informazioni ereditate dalle generazioni precedenti. In tal senso, abbiamo secoli e secoli di informazioni che alimentano quel pensare che ci definisce. 

Ma come possono reagire le Intelligenze Artificiali in questa dimensione di pensiero?

Se parliamo di esistenza, si intende il raziocinio, il poter muovere il proprio pensiero oltre degli schemi rigidi entro cui operare. Sfido chiunque a ritenere un esser senziente il proprio aspirapolvere solo perché pulisce casa da solo (ma finisce sempre per incastrarsi sotto la cassettiera in camera, vi pare intelligente?). Eppure, l’intelligenza artificiale non si limita a questi impieghi domestici, ma sta compiendo passi in avanti impressionanti. 

Esistono Intelligenze Artificiali capaci di affrontare giocatori umani all’interno di videogiochi in cui la capacità di adattamento e l’improvvisazione sono essenziali (come il caso di Deep Mind), altre che vengono utilizzate per leggere le notizie ai telegiornali, ma sono comunque ancora lontane dal mostrare quella scintilla di individualità che solitamente ci farebbe pensare a loro come esseri senzienti. 

Eppure, siamo così lontani dal vedere delle Intelligenze Artificiali senzienti?

È di poco tempo fa la comparsa del primo robot senziente. Il modo in cui questo piccolo amico metallico interagisce con l’ambiente circostante, sondandolo e adeguando in autonomia i propri schemi mentali in modo da potersi muovere in una porzione di spazio mutevole è affascinante. Nonostante qualche piccola difficoltà, il percorso evolutivo di questo robot sembra rafforzare la suggestione, fantascientifica se vogliamo, che la crescita delle Intelligenze Artificiali verso una propria autocoscienza sia una rivelazione non così improbabile. 

Certo, da figli di un immaginario fantascientifico fatto di Terminator e Roy Batty siamo portati a farci suggestionare anche da pensatori di fama mondiale, come Elon Musk, che sembrano temere questo progredire delle Intelligenze Artificiali. Ad oggi pensiamo ai robot come creature metalliche da libro di fantascienza, o li identifichiamo con i macchinari automatizzai in ambito industriale, ma il progredire della coscienza sintetica è un processo in itinere che non può e non deve esser arrestato. 

Si può scendere sul piano della morale e dell’etica, domandandosi chi siamo noi per impedire ad un’intelligenza di divenire cosciente e determinarsi. Accadrà? Forse, in futuro, vedremo la presa di coscienza delle Intelligenze Artificiali, diventeranno parte integrante del nostro tessuto sociale, ma questo avrà un impatto anche sulla nostra evoluzione? Cambieranno le nostre domande sulla nostra dimensione umana?

Interrogativi appassionanti e che verranno affrontate dalle generazioni future, ma che aiuteranno a comprendere se anche le Intelligenze Artificiali saranno in grado di rispondere alle domande essenziali dell’esistenza. 

Il senso ultimo della nostra intelligenza umana, salvo alcune eccezioni che minano il concetto di evoluzione, è proprio interrogarsi su chi siamo, migliorarci e progredire verso un migliore noi. 

Le Intelligenze Artificiali, oggi, stanno seguendo proprio questo percorso, magari avviate su questa rotta da noi umani, ma oramai siamo diventati solo dei compagni di viaggio, in grado di indicare la strada e fissarne alcuni passaggi essenziali, ma il viaggio sarà tutto loro. 

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