CULTURA

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI LOURDES. MIRACOLIFICIO O LUOGO DI PELLEGRINAGGIO?

Il primo miracolo della Madonna di Lourdes riconosciuto ufficialmente come tale dalla Chiesa Cattolica, risale al lontano 1 marzo del 1858, quando Catherine Latapie, donna poverissima e nient’affatto devota alla Vergine, madre di due figli e con una terza vita in grembo, appresa la notizia della pastorella Bernadette Soubirous, quattordicenne analfabeta alla quale solo 17 giorni prima era apparsa la Vergine Maria presso la grotta di Massabielle, complice una voce premonitrice che in sogno le aveva ordinato di andare alla grotta per essere guarita, fu presa dalla curiosità di andare a vedere il luogo delle apparizioni e quella fonte che miracolosamente sembrava riuscire a ristorare i malati.

Catherine Latapie presentava una importante inabilità alla mano destra, residuatale all’esito di una caduta in conseguenza della quale presentava alcune dita irrimediabilmente ritorte. Circostanza questa, che le impediva di svolgere il suo lavoro di cucitrice e di racimolare il denaro necessario al proprio sostentamento ed a quello dei propri figli. La diagnosi era quella di “paralisi di tipo cubitale da stiramento traumatico del plesso brachiale”.

Sta di fatto che, una volta giunta presso la grotta, dopo un cammino reso ancor più faticoso dal peso che portava in grembo, avvertì il desiderio di rivolgere una preghiera alla Santa Vergine implorando la guarigione di quella mano menomata che non riusciva nemmeno a congiungere all’altra mentre esaudiva l’insolito istinto di pregare.

Immerse la mano nell’acqua della fonte miracolosa ed istantaneamente le sue dita guarirono ritornando alla normalità.

Da quel lontano marzo del 1858 ad oggi, delle oltre 7500 guarigioni “inspiegabili” reclamate dai fedeli giunti al santuario da ogni dove e per le quali il Boureau des Constatations Médicales ha aperto relativo dossier, solo 70 sono state riconosciute come miracolose; l’ultima di queste è stata ufficialmente annunciata il giorno 11 febbraio 2018 dal vescovo di Beauvais monsignor Jacques Benoit-Gonin ed ha interessato una religiosa, suor Bernadette Moriau, affetta da molti anni da una paralisi nota come “sindrome della coda di cavallo”.

I criteri in base ai quali è possibile conferire ad una guarigione l’alea della miracolosità, per via della sua inspiegabilità dal punto di vista medico, sono quelli fissati dal cardinale Prospero Lambertini all’inizio del 1700 ed utilizzati ancora oggi dalla consulta medica della Congregazione per le Cause dei Santi, nonché riconosciute dalla Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Cattoliche: la diagnosi deve essere verificata e confermata al di là di ogni dubbio: la malattia deve essere considerata incurabile secondo quelle che sono le correnti conoscenze medico-scientifiche; la guarigione deve essere istantanea, con remissione immediata dei segni o sintomi della malattia; la guarigione deve essere totale, senza alcun disturbo residuale; ed infine deve essere definitiva.

Il Bureau de Constatations Médicales del Santuario lavora alla valutazione costante dei casi di guarigione che occorrono a Lourdes ed è affidato, a partire dal 2009, alla guida del Dott. Alessandro De Franciscis, il primo italiano ad assumere tale incarico in questo importantissimo centro di ricerca medica.

Il medico pediatra De Franciscis ha deciso di abbandonare la promettente carriera politica che lo ha visto Deputato alla Camera dal 2001 al 2006 e poi Presidente della Provincia di Caserta, per dedicarsi a quella che, in fondo, può definirsi una vera e propria missione, a prescindere dal fatto che venga vissuta o meno attraverso il cammino nella fede.

Ma come funziona la procedura e quando è possibile gridare al miracolo? Il Boureau individua, tra quelli segnalati, i casi di guarigione “inspiegati” e li sottopone alla valutazione del Comitato medico internazionale di Lourdes (CMIL), che si riunisce una volta all’anno ed è composto da ventisette medici cooptati dal vescovo e dalle specializzazioni più varie. Sono proprio costoro che votano, a scrutinio segreto, per l’attribuzione al caso specifico dell’aggettivazione di inspiegabile. Ove i due terzi del Comitato voti per il “SÌ”, sarà poi il vescovo della diocesi in cui risiede la persona guarita a dichiarare il “miracolo” avvenuto per intercessione della Madonna di Lourdes.

E per coloro per cui non è possibile parlare di miracolo? L’esperienza a Lourdes va ripetuta, nella convinzione che in questo luogo di conversione, di speranza e di rinnovamento, la malattia potrà essere affrontata più serenamente, con l’ausilio di persone che comprendono il dolore e da questo traggono la forza per guardare avanti e lottare affinché sia possibile portare al mondo intero un messaggio di coraggio e di affidamento nel dono della fede.

 

Copyright foto: https://www.pellegrinaggisanti.com/viaggio-a-lourdes/

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