CULTURA

LA MAGIA DE “LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI” – LA RECENSIONE

Una storia densa di emozioni quella di Clara (Mackenzie Foy), protagonista dell’interpretazione disneyana del meraviglioso racconto di E. T. A. Hoffmann, che la sera della vigilia di Natale riceve in dono uno strano oggetto, un prezioso uovo d’argento appartenuto alla madre da poco venuta a mancare.

Per aprire quell’oggetto misterioso Clara deve recuperare la chiave attraverso un filo d’oro che la ragazza riceve durante la consueta festa natalizia tenuta presso la villa del suo padrino Drosselmeyer (interpretato da Morgan Freeman) e che la condurrà in un mondo magico e parallelo.

È qui che Clara fa incontri inaspettati con personaggi bizzarri; un soldato schiaccianoci, una banda di topi e i reggenti dei tre Regni, la Terra dei Fiocchi di Neve, la Terra dei Fiori e la Terra dei Dolci, dove scopre con sommo stupore che la sua amata madre era la Regina incontrastata di questo mondo parallelo e che quando ella era in vita i quattro Regni vivevano in pace la loro epoca di massimo splendore.

E per recuperare la chiave, la bella Clara deve recarsi proprio nel Quarto Regno, quello che, solo apparentemente, è la causa della discordia.

Tocca proprio a lei riportare la pace ove la pace s’è perduta e porre fine alla guerra tra i Regni.

Particolarmente importante è la simbologia sottesa alla trama del film, che si colloca in un filone un po’ diverso da quello classico di animazione che da sempre Walt Disney dedica ai più piccini. Si tratta di una storia inserita in un filone rivolto ad un pubblico young, ovvero di ragazzi adolescenti o quasi che si trovano a vivere le trasformazioni tipiche della loro età.

La chiave è il simbolo della soluzione, di ciò che serve a ciascuno nella vita per trovare delle risposte, specie nelle fasi di passaggio.

Lo stesso personaggio di Clara, preadolescente trasportata in un mondo parallelo del quale scopre la diversità, simboleggia la fase di transizione all’età adulta nella quale però l’invito è a non smettere di sognare la realizzazione dei più alti valori.

Assai interessante è anche il focus incentrato sul rapporto tra Clara, la prediletta della mamma che non c’è più, e suo padre, un uomo irruvidito dalla scomparsa della moglie ed in contrasto proprio con quella figlia che le somiglia così tanto nel carattere e nelle fattezze.

Traspare al principio del film una sorta di allontanamento delle anime, che rifiutano di aprirsi alla sofferenza l’una dell’altra e si ritrovano, invece, alla fine della storia, quando comprendono che il dialogo e l’amore devono prevalere sull’ego, proprio per consentire a chi non c’è più di sopravvivere, nel ricordo, attraverso di loro.

Sono concetti come l’amicizia, la lealtà, l’amore, a trovare nel film di Disney la loro massima e più ampia declinazione attraverso i personaggi e le azioni che tengono lo spettatore incollato allo schermo ed immerso, sin dall’inizio e fino alla fine, in un tripudio di emozioni, tutte magistralmente accompagnate da una colonna sonora talmente intensa da far venire i brividi.

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